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Eredità lasciata al nipote minorenne

11 Settembre 2020
Eredità lasciata al nipote minorenne

Cosa devono fare i genitori se il proprio figlio minore viene chiamato all’eredità di un parente?

Tuo padre è morto da poche settimane. Un evento doloroso che ancora non sei riuscita a superare. Sorprendentemente, è stato chiamato all’eredità tuo figlio di nove anni, a cui il nonno era molto legato. Ora, però, tu e tuo marito non sapete come comportarvi perché non siete sicuri che tutta la faccenda sia vantaggiosa per il tuo bambino. Da quel poco che ti ha raccontato tua madre, infatti, tuo padre potrebbe anche aver contratto una marea di debiti.

In questo articolo voglio parlarti, in particolare, dell’eredità lasciata al nipote minorenne. Secondo la legge, colui che non ha ancora compiuto la maggiore età può diventare erede, a condizione che siano i genitori, in qualità di suoi rappresentati legali, a rivolgersi alla figura del giudice tutelare per essere autorizzati ad accettare o rifiutare il patrimonio del defunto. In caso di accettazione, tuttavia, l’unica forma prevista è quella con beneficio di inventario che consente di rispondere di eventuali debiti del parente solo con quanto ricevuto in eredità. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di analizzare la questione punto per punto.

Come si viene chiamati all’eredità?

Prima di esaminare il tema centrale, voglio spendere qualche parola su come si diventa eredi.

Devi sapere che quando muore una persona (quello che tecnicamente viene definito de cuius) si apre la successione, una procedura finalizzata a trasferire ad altri soggetti il patrimonio ereditario (che può essere costituito da beni mobili e immobili, crediti o debiti).

La successione può essere di due tipologie:

  • testamentaria: se il defunto ha messo per iscritto le sue ultime volontà;
  • legittima: quando è disciplinata solo dalla legge perché manca un testamento.

Eredità: accettare o rinunciare?

Una volta aperta la successione vengono chiamati all’eredità una serie di soggetti, i quali hanno due possibilità:

  • accettare: di conseguenza si diventa eredi del de cuius, del quale, però, si prendono sia i crediti che i debiti;
  • rinunciare: in pratica, il soggetto non accetta il complesso dei beni ereditari. Di conseguenza, eventuali creditori del defunto non potranno pretendere il pagamento dei suoi debiti da chi ha rifiutato l’eredità, il quale si considera, a tutti gli effetti, come se non fosse mai stato chiamato.

Ti è chiaro, quindi, che la rinuncia all’eredità è una scelta dettata dal fatto di non volersi fare carico di eventuali debiti altrui, come ad esempio un mutuo non pagato. Per rinunciare all’eredità occorre una dichiarazione scritta ricevuta dal notaio di fiducia oppure dal cancelliere del tribunale del luogo di residenza del defunto al momento del decesso. Tale dichiarazione, che contiene la precisa volontà di rifiutare la propria quota ereditaria, andrà poi inserita nel registro delle successioni tenuto presso il tribunale.

Con l’accettazione, invece, il chiamato assume la qualità di erede. Tale decisione può essere assunta tacitamente, cioè compiendo un atto da cui si desume chiaramente la volontà di accettare, oppure espressamente con una dichiarazione formale.

Eredità lasciata al nipote minorenne

Se all’eredità viene chiamato un minorenne, l’unica forma di accettazione ammessa in questo caso è quella con beneficio di inventario. Tale modalità, infatti, consente di tutelare il minore, in quanto il suo patrimonio resterà distinto da quello del defunto e non dovrà rispondere di eventuali debiti ereditari di tasca propria.

Come può un bambino accettare l’eredità con beneficio di inventario? Toccherà a mamma e papà, in quanto esercenti la responsabilità genitoriale, depositare un ricorso in tribunale dinanzi al giudice tutelare per accettare l’eredità in nome e per conto del figlio. All’istanza è necessario allegare i seguenti documenti:

  • il certificato di morte;
  • la carta d’identità del minore;
  • il codice fiscale del defunto e del bambino;
  • lo stato di famiglia;
  • la copia conforme del testamento (sempre che ci sia).

Ottenuta l’autorizzazione da parte del giudice tutelare, i genitori dovranno presentarsi alla sezione successioni del tribunale competente (cioè quello del luogo dell’ultima residenza del defunto).

Affinché l’accettazione con beneficio di inventario produca effetti, deve essere preceduta o seguita – entro un determinato termine – dall’inventario, ossia un elenco necessario per identificare i beni, i crediti e i debiti appartenenti al defunto al momento della sua morte.

L’erede in possesso dei beni ereditati (o anche solo di alcuni) deve fare l’inventario entro 3 mesi dalla data di apertura della successione e, se non l’ha ancora fatto, entro 40 giorni deve presentare la dichiarazione di accettazione (con beneficio d’inventario).

Se, invece, il de cuius ha lasciato più debiti che crediti, allora i genitori possono rivolgersi sempre al giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione a rinunciare all’eredità in nome e per conto del figlio minore. Tuttavia, devono spiegare le ragioni per cui ritengono che l’accettazione arrecherebbe al bambino solo svantaggi. Il giudice poi decide sulla base della documentazione prodotta.

Eredità lasciata al minorenne: quali sono gli effetti?

Fin qui, abbiamo visto che l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario è l’unica modalità prevista dalla legge quando il chiamato è un soggetto minorenne. Ma quali sono le conseguenze di tale scelta? Come ti ho già anticipato, il patrimonio del defunto resta distinto dal patrimonio dell’erede. Ciò vuol dire, in pratica, che il minore sarà tenuto a pagare i debiti del de cuius non di tasca propria, ma nei limiti dell’attivo della massa ereditaria.

Se, invece, i genitori decidono, per conto del minorenne, di non accettare l’eredità lasciata dal parente, allora il figlio si considera come se non fosse mai stato chiamato.



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