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Sgravio contributivo contratti di solidarietà: come funziona

14 Settembre 2020 | Autore:
Sgravio contributivo contratti di solidarietà: come funziona

Riduzione dei versamenti dovuti all’Inps per i datori di lavoro che non riducono il personale o assumono nuovi lavoratori: agevolazioni, beneficiari.

L’Inps, con una recente circolare [1], ha “riacceso i riflettori” su un’importante agevolazione, che consente ad alcuni datori di lavoro di ridurre del 35% la contribuzione dovuta.

Si tratta dell’esonero contributivo parziale a favore delle aziende che stipulano un contratto di solidarietà, per evitare di licenziare dipendenti o per assumerne di nuovi.

Ma, nel dettaglio, lo sgravio contributivo contratti di solidarietà come funziona?

Lo sgravio consiste in una riduzione del 35% dell’ammontare dei contributi Inps dovuti, sino a un massimo di 24 mesi, per i lavoratori interessati da una riduzione dell’orario di lavoro, a seguito della stipula di un contratto di solidarietà.

Il contratto di solidarietà può essere difensivo o espansivo; per quanto riguarda il contratto espansivo, però, lo sgravio contributivo ha validità non per 24 mesi, ma fino alla vigenza del contratto stesso, per effetto della “sostituzione” di questa tipologia contrattuale da parte del nuovo contratto di espansione.

Che cosa sono i contratti di solidarietà?

I contratti di solidarietà sono accordi collettivi aziendali stipulati con i sindacati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale, finalizzati ad evitare licenziamenti per esubero del personale, oppure per assumere nuovi dipendenti, riducendo l’orario dei lavoratori in forza.

I contratti di solidarietà sono validi anche per i dipendenti non aderenti ai sindacati. Nel dettaglio, questi accordi possono essere di due tipi:

  • contratti di solidarietà difensivi, finalizzati ad evitare i licenziamenti collettivi;
  • contratti di solidarietà espansivi, finalizzati all’assunzione di nuovi dipendenti.

Il cosiddetto decreto Crescita [2] ha poi introdotto in via sperimentale, per gli anni 2019 e 2020, il contratto di espansione, abrogando la disciplina del contratto di solidarietà espansiva. Anche in relazione a questo nuovo contratto l’azienda ha diritto ad importanti agevolazioni. Ne abbiamo parlato in: Contratto di espansione e anticipo della pensione.

Come funzionano i contratti di solidarietà difensivi?

I contratti di solidarietà difensivi prevedono una riduzione dell’orario di lavoro finalizzata ad evitare i licenziamenti in caso di crisi aziendale.

Prima della riforma degli ammortizzatori sociali del 2015 [3], i contratti di solidarietà difensivi erano di due tipi:

  • contratti difensivi di tipo A: rivolti alle aziende rientranti nel campo di applicazione della disciplina in materia di cassaintegrazione straordinaria; servono sia per evitare gli esuberi di personale nel corso di procedure di licenziamento collettivo, sia per evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo (cosiddetto licenziamento economico);
  • contratti difensivi di tipo B: rivolti alle aziende non rientranti nel regime della cassaintegrazione straordinaria e alle aziende artigiane.

Questi contratti sono stipulati con i sindacati comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali o unitarie.

Attualmente, non sussiste più la differenza fra contratti di solidarietà di tipo A e B, in quanto possono accedere allo strumento solo le imprese rientranti nell’ambito di applicazione della cassaintegrazione aziendale.

Nello specifico, i contratti di solidarietà difensivi di tipo non sono più attivabili dal 1° luglio 2016. Per le aziende destinatarie è stato previsto un nuovo sistema, basato su fondi di solidarietà bilaterali e sul Fis, il Fondo di integrazione salariale Inps.

Sgravio contributivo contratti di solidarietà difensivi

I datori di lavoro che stipulano un contratto di solidarietà difensivo hanno diritto, nei limiti delle disponibilità del Fondo per l’occupazione e sino a un massimo di 24 mesi:

  • ad una riduzione dell’ammontare della contribuzione previdenziale ed assistenziale dovuta, pari al 35%; la riduzione contributiva deve essere rapportata a ciascun periodo di paga compreso nell’arco temporale dell’apposita autorizzazione, rilasciata con decreto direttoriale;
  • in relazione ai dipendenti interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.

Questo esonero parziale non è cumulabile con altri benefici di natura contributiva, a qualsiasi titolo riconosciuti. Inoltre, l’agevolazione è subordinata al rispetto delle condizioni per la fruizione degli sgravi contributivi [4], alla regolarità contributiva e al rispetto della parte economica degli accordi e dei contratti collettivi.

Lo sgravio si richiede presentando un’istanza telematica, da firmare digitalmente e trasmettere mediante l’apposito applicativo web “Sgravicdsonline”:

  • nel periodo compreso tra il 30 novembre e il 10 dicembre di ogni anno;
  • da parte delle imprese:
    • che alla data del 30 novembre hanno stipulato un contratto di solidarietà;
    • che hanno avuto un contratto di solidarietà in corso nel secondo semestre dell’anno precedente.

Nella domanda bisogna obbligatoriamente indicare:

  • l’ammontare della riduzione contributiva richiesta;
  • il codice pratica relativo alla domanda di integrazione salariale per contratto di solidarietà presentata nel sistema “Cigs on-line”.

Come funzionano i contratti di solidarietà espansivi?

Il contratto di solidarietà espansivo è un accordo collettivo finalizzato ad aumentare l’organico dell’azienda riducendo stabilmente l’orario di lavoro e la retribuzione dei dipendenti ed assumendo contestualmente a tempo indeterminato nuovo personale.

Le nuove assunzioni non devono però determinare, nelle unità produttive interessate dalla riduzione dell’orario, una riduzione della percentuale della manodopera femminile rispetto a quella maschile, a meno che questo non sia espressamente previsto dai contratti collettivi a causa della carenza di manodopera in relazione alle qualifiche per le quali avvengono le assunzioni.

Sgravio contributivo contratti di solidarietà espansivi

A favore dei datori di lavoro che stipulano un contratto di solidarietà espansivo sono previsti due incentivi alternativi:

  • la concessione, per ogni nuova assunzione effettuata sulla base del contratto e per ogni mensilità, di un contributo a carico di una specifica gestione dell’Inps, pari, per i primi 12 mesi, al 15% della retribuzione lorda prevista dal contratto collettivo applicabile; per ciascuno dei due anni successivi il contributo è ridotto, rispettivamente, al 10% e al 5%;
  • in alternativa, in relazione ai nuovi assunti di età compresa tra i 15 e i 29 anni, è prevista la riduzione della contribuzione dovuta dal datore, per i primi 3 anni e non oltre il compimento dei 29 anni del dipendente, in misura corrispondente alla contribuzione prevista per gli apprendisti.

A favore dei lavoratori prossimi alla pensione, che maturino, cioè, l’età pensionabile entro 24 mesi e che possiedano già 20 anni di contributi, il contratto di solidarietà espansiva determina la possibilità di anticipare il pensionamento in parte, proseguendo il rapporto di lavoro ad orario ridotto (in misura non superiore al 50%).


note

[1] Inps, Circ. 100/2020.

[2] DL 34/2019.

[3] D.lgs. 148/2015.

[4] Art. 1, Co. 1175, L. 296/2006.


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