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Requisiti reddito di cittadinanza

11 Settembre 2020 | Autore:
Requisiti reddito di cittadinanza

Quali condizioni devono essere soddisfatte per il diritto alla carta Rdc: reddito del nucleo familiare, immobili, conti e carte, rispetto degli obblighi.

Il reddito di cittadinanza [1] è uno dei sussidi più importanti a favore delle famiglie italiane: rivolto ai nuclei in condizione di bisogno economico, può assicurare sino a un massimo di 1.380 euro al mese, a seconda della numerosità dei componenti e dell’eventuale presenza di disabili.

Non basta, però, essere un nucleo familiare o un single a basso reddito per aver diritto al sussidio. I requisiti reddito di cittadinanza risultano piuttosto articolati e riguardano non solo le entrate della famiglia, ma anche gli immobili, la presenza di risparmi, il possesso di veicoli. È inoltre necessario che i membri del nucleo familiare soddisfino precise condizioni personali: sono esclusi dal sussidio, ad esempio, coloro che hanno rassegnato le dimissioni, i ricoverati in una struttura a carico dello Stato, i destinatari di determinate misure cautelari.

Ulteriori condizioni devono essere soddisfatte, oltreché per ottenere il reddito di cittadinanza, anche per mantenerne il diritto: presentare annualmente la dichiarazione Isee, comunicare tempestivamente ogni variazione rilevante, cercare attivamente lavoro sono solo alcuni degli obblighi da rispettare per non perdere il sussidio. Altri requisiti ancora vanno rispettati per evitare la decurtazione del reddito. Ma procediamo con ordine.

Requisiti personali per ottenere il reddito di cittadinanza

Per ottenere il reddito di cittadinanza, l’interessato deve innanzitutto soddisfare le seguenti condizioni personali:

  • non aver presentato le dimissioninei 12 mesi precedenti la domanda di sussidio; chi ha rassegnato le dimissioni volontarie (salvo giusta causa o dimissioni presentate nel periodo tutelato di maternità) è difatti escluso dal sussidio per un anno; il nucleo familiare può comunque beneficiare del reddito, ma il lavoratore dimissionario non è considerato quale componente ai fini della scala di equivalenza sulla cui base si determina il beneficio;
  • non essere detenuto o ricoverato in una struttura di lungodegenza a carico dello Stato: per i detenuti ed i ricoverati il sussidio è difatti sospeso (la famiglia ha diritto al reddito, ma il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di queste persone);
  • non aver subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva, per specifici reati [2]; la condanna definitiva deve essere intervenuta nei 10 anni precedenti la domanda di reddito di cittadinanza;
  • essere in possesso della cittadinanza italianao di uno Stato dell’Unione europea;
  • in alternativa, essere familiare di un titolare del diritto di soggiornoo del diritto di soggiorno permanente, o cittadino in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo, o, ancora, in possesso dello status di titolare di protezione internazionale;
  • risultare residente in Italiada almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo.

Se l’interessato proviene da un Paese non membro dell’Unione europea, può ottenere il reddito di cittadinanza soltanto se presenta una certificazione:

  • comprovante i requisiti reddituali e patrimoniali necessari per il sussidio;
  • comprovante la composizione del nucleo familiare;
  • redatta dall’autorità estera competente, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana.

L’obbligo di produrre questa certificazione non riguarda, comunque, i rifugiati ed i cittadini di Stati al di fuori dell’Ue nei quali sia oggettivamente impossibile acquisire un documento con i requisiti richiesti, come osservato nel nostro approfondimento: Adempimenti reddito di cittadinanza stranieri.

Requisiti reddituali per ottenere il reddito di cittadinanza

Per il diritto al reddito di cittadinanza è necessario soddisfare determinati requisiti reddituali, con riferimento all’intero nucleo familiare. La famiglia deve essere infatti in possesso di:

  • un indicatore Isee inferiore a 9.360 euro; a tal fine, presente una  dichiarazione Isee (ordinario, minorenni, corrente) in corso di validità per il nucleo familiare; l’Isee, dal 2020, è disponibile anche in forma precompilata (vedi Guida all’Isee precompilato);
  • un redditoinferiore a 6 mila euro, se riferito a un nucleo familiare con un solo componente; l’importo è più elevato per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza.

Ricordiamo che il parametro della scala di equivalenza funziona in questo modo:

  • il richiedente il reddito di cittadinanza, maggiorenne, vale un punto;
  • ogni componente del nucleo maggiorenne vale 0,4 punti;
  • ogni componente minorenne vale 0,2 punti.

La scala di equivalenza può avere un valore massimo di 2,1, elevabile sino a 2,2 se un componente è disabile grave o non autosufficiente.

Requisiti patrimoniali per ottenere il reddito di cittadinanza

Per il diritto al reddito di cittadinanza è anche necessario soddisfare determinati requisiti patrimoniali, con riferimento all’intero nucleo familiare. La famiglia deve essere infatti in possesso di:

  • immobili, esclusa laprima casa, per un valore totale inferiore a 30mila euro, anche se si trovano all’estero;
  • un patrimonio mobiliare familiare (che comprende conti, carte prepagate, titoli, libretti, depositi, obbligazioni, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; questa soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente disabile e di 7500 euro per ogni componente disabile grave o non autosufficiente.

Inoltre, nessun membro della famiglia deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc. Non è ammesso nemmeno il possesso di motoveicoli immatricolati nei 2 anni precedenti, o con cilindrata superiore a 250 cc. Nessuno, infine, deve possedere navi o imbarcazioni da diporto.

Non sussistono invece limiti in relazione ai veicoli per disabili.

Requisiti per evitare il taglio del reddito di cittadinanza

Una volta ottenuto il reddito di cittadinanza, questo sussidio non spetta per sempre: è necessario soddisfare numerosi requisiti per mantenerlo e per evitare che l’importo mensile spettante sia tagliato.

In particolare, se l’importo spettante non viene speso entro il mese successivo a quello in cui la carta Rdc (si tratta della carta prepagata nella quale viene mensilmente accreditato il sussidio) è ricaricata, l’ammontare del reddito di cittadinanza residuo, ad eccezione di eventuali arretrati, viene sottratto:

  • nei limiti del 20% del reddito di cittadinanza spettante;
  • nel mese successivo a quello in cui il beneficio non è stato interamente fruito.

Ogni 6 mesi viene poi effettuata una verifica dell’eventuale ammontare complessivamente residuo: l’importo totale non speso oppure non prelevato nel semestre viene decurtato dalla disponibilità della carta Rdc, fatta eccezione per una mensilità di sussidio.

Il reddito di cittadinanza viene poi decurtato se anche solo un componente del nucleo non si presenta, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni dei centri per l’impiego:

  • in caso di prima mancata presentazione è prevista la decurtazione di una mensilità di Rdc;
  • alla seconda mancata presentazione è prevista la decurtazione di 2 mensilità;
  • in caso di ulteriore mancata presentazione è disposta addirittura la decadenza dalla prestazione.

È applicata la decurtazione anche in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare:

  • in caso di prima mancata presentazione è prevista la decurtazione di 2 mensilità;
  • in caso di ulteriore mancata presentazione è prevista la decadenza dalla prestazione.

Se non sono rispettati gli impegni previsti nel Patto per l’inclusione sociale si applicano le seguenti sanzioni:

  • la decurtazione di 2 mensilità di Rdc dopo un primo richiamo formale al rispetto degli impegni;
  • la decurtazione di 3 mensilità di sussidio al secondo richiamo formale;
  • la decurtazione di 6 mensilità di sussidio al terzo richiamo formale;
  • la decadenza dal beneficio in caso di ulteriore richiamo.

Requisiti per evitare la perdita del reddito di cittadinanza

La decadenza dal reddito di cittadinanza è prevista in numerose ipotesi, oltreché in caso di mancato rispetto delle attività previste dal patto per il lavoro o dal patto per l’inclusione sociale. A questo proposito, ricordiamo che sono comunque esonerati dagli obblighi di politica attiva del lavoro i disabili (come definiti dalla legge sul collocamento mirato, cioè gli appartenenti alle categorie protette) e gli studenti, nonché coloro che percepiscono la pensione di cittadinanza e gli over 65. Possono essere poi esonerati coloro che hanno carichi di cura ed i disabili gravi, come definiti ai fini Isee, i beneficiari del Rdc in malattia, i tirocinanti e le donne in gravidanza. Chi già lavora è esonerato se l’attività svolta lo impegna per oltre 20 ore settimanali, oppure per oltre 25 ore, considerando anche gli spostamenti dall’abitazione al luogo di lavoro

Ecco le principali ipotesi in cui si perde il sussidio:

  • rifiuto di svolgere gratuitamente attività per il proprio Comune di residenza, se previste nel patto, sino a un massimo di 16 ore settimanali;
  • mancata dichiarazione d’immediata disponibilità (Did) al lavoro ed agli obblighi di politica attiva;
  • mancata adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale;
  • mancata frequenza, se prevista, di percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • mancata ricerca attiva di lavoro;
  • mancata tempestiva comunicazione di qualsiasi variazione del reddito o della situazione lavorativa;
  • mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua nei termini previsti (è possibile rifiutare sino a due offerte di lavoro congrue nel primo periodo di fruizione del sussidio);
  • utilizzo di dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, oppure omissione d’informazioni dovute, al fine di ottenere il reddito di cittadinanza: in questo caso è prevista anche la reclusione da 2 a 6 anni, oltre alla decadenza dal sussidio;
  • omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio: in questo caso è prevista anche la reclusione da 1 a 3 anni;
  • condanna in via definitiva per i reati appena menzionati e per ulteriori reati specifici [3]: immediata revoca del Rdc con efficacia retroattiva, disposta dall’Inps; il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito ed il reddito non può essere nuovamente richiesto prima che siano decorsi 10 anni dalla condanna;
  • accertamento della non corrispondenza al vero delle dichiarazioni e delle informazioni poste a fondamento della domanda di Rdc; accertamento della mancata successiva comunicazione di qualsiasi intervenuta variazione del reddito, del patrimonio e della composizione del nucleo familiare del richiedente; in queste ipotesi, l’amministrazione dispone l’immediata revoca del beneficio con efficacia retroattiva; a seguito della revoca, il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito.
  • mancata attivazione del servizio di ricollocazione intensivo, nei casi in cui l’interessato ne abbia diritto;
  • mancata presentazione della dichiarazione Isee aggiornata, in caso di variazione del nucleo familiare;
  • svolgimento di attività di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa in assenza delle comunicazioni obbligatorie, o di altre attività di lavoro autonomo o di impresa in assenza delle comunicazioni prescritte.

Per ulteriori approfondimenti: Guida al reddito di cittadinanza.


note

[1] Art.1 DL 4/2019.

[2] I reati per i quali è prevista la decadenza dal reddito sono i seguenti:

  • utilizzo di dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, omissione di informazioni dovute, al fine di conseguire il sussidio;
  • omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio entro i termini previsti dal DL 4/2019;
  • reati previsti dagli articoli 270 -bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 -bis del codice penale, nonché delitti commessi avvalendosi delle
    condizioni previste dal predetto articolo 416 -bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti per gli stessi reati.

[3] Inps circ. 100/2019.


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