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Scuola: tutto quello che c’è da sapere

11 Settembre 2020
Scuola: tutto quello che c’è da sapere

La guida completa con tutte le informazioni: dai dispositivi di protezione all’ingresso in classe.

La prima campanella è già suonata in alcuni istituti scolastici a Vo’ Euganeo e in Trentino Alto Adige. Le lezioni riprenderanno il 14 settembre nella maggior parte delle regioni. Mancano solo tre giorni. Ma come bisogna prepararsi a questo anno scolastico particolare, in piena pandemia da Coronavirus? Apparentemente le regole possono sembrare molte. In realtà sono tutte riconducibili ai pilastri della prevenzione applicati finora ed entrati a far parte della nostra quotidianità: mascherine, distanziamento sociale, misurazione della temperatura prima di accedere a luoghi pubblici.

In questa guida riepiloghiamo tutto quello che c’è da sapere sulla scuola e sul ritorno dei ragazzi in classe, dai più piccoli ai più grandi, così da cercare di dare ai genitori un punto di riferimento per orientarsi in quella che sembra una nuova giungla di prescrizioni.

Chi misura la febbre?

L’onere di controllare che la temperatura dei ragazzi sia contenuta entro i 37,5 gradi spetta ai genitori. La misurazione della febbre dovrà avvenire a casa quotidianamente, prima di uscire e recarsi a scuola. Anche gli istituti scolastici possono, eventualmente, attrezzarsi e comprare termoscanner per la misurazione all’ingresso ma il controllo compete anzitutto ai genitori. Può andare a scuola chi non ha una temperatura dai 37,5 gradi in su, altrimenti si resta a casa, anche con altri sintomi come raffreddore, mal di testa, tosse, perdita di gusto/olfatto, diarrea.

Come funziona con autobus e scuolabus? 

La capienza è molto limitata rispetto a quella di sempre. Si parla, in particolare, di una riduzione del 20% dei posti. I mezzi che, però, sono dotati di particolari apparecchiature per filtrare l’aria e cambiarla potranno mantenere la loro normale capacità di trasporto. Bambini (sopra i sei anni) e ragazzi devono indossare la mascherina per tutto il percorso e avere cura di mantenere la distanza di sicurezza, in modo da non creare assembramenti in entrata e in uscita. Importante, ovviamente, anche l’igiene delle mani: sugli scuolabus saranno installati dei dispenser con gel igienizzante.

Come avverrà l’ingresso a scuola?

Al fine di evitare assembramenti, gli arrivi alla scuola dell’infanzia, così come alla scuola primaria e secondaria, verranno scaglionati. Questo vuol dire che i bambini della scuola dell’infanzia potranno accedere agli istituti accompagnati da un solo genitore o comunque da un solo adulto e avranno a disposizione un’ora e mezza di tempo per entrare. Idem per la primaria e la secondaria.

Gli assembramenti vanno evitati anche nei corridoi, dove devono essere realizzati percorsi appositi di passaggio, anche con degli adesivi sul pavimento per indicare la direzione. Un grande cambiamento riguarda la ricreazione, che sarà in classe e non più all’esterno. Le scuole secondarie di secondo grado potranno valutare singolarmente se avvalersi ancora della didattica a distanza, anche solo parzialmente.

Come cambia la mensa? 

Il servizio di refezione, laddove previsto, potrà subire dei cambiamenti variabili da istituto a istituto, a seconda dell’ampiezza dei locali che si hanno a disposizione. Se sarà possibile effettuarlo senza creare assembramenti e rispettando il distanziamento, ok, altrimenti dovrà essere rimodulata la capienza, previsti turni oppure il pranzo potrà essere distribuito direttamente in classe.

Quali dispositivi di protezione? 

I bambini al di sotto dei 6 anni non devono indossare mascherine, né sono tenuti a rispettare il distanziamento sociale, anche se gli spazi, anche nelle scuole materne, sono stati riorganizzati in modo da prevedere gruppi più piccoli di gioco e apprendimento e dovranno essere opportunamente sanificati. Neanche i bambini e ragazzi con disabilità hanno l’obbligo di portarle. Dai 6 anni in su, sì alle protezioni per il viso.

Quanto agli adulti, insegnanti e personale degli istituti scolastici, dovranno dotarsi di dispositivi sicuri ma che possano renderli riconoscibili, come ad esempio le visiere trasparenti e, laddove possano essere utili, anche di guanti. Studenti e insegnanti devono portare la mascherina chirurgica ogni volta che si alzano da banco e cattedra. Possono non indossarla quando sono seduti, a patto che si riesca a rispettare il distanziamento.

Questo riguarda sia la scuola primaria (6-11 anni), sia la scuola secondaria (12-19), con l’unica differenza che qui, in quelle zone dove ci sono focolai e il virus sta circolando ampiamente, bisogna mettere la mascherina anche quando si è seduti e si assiste alla lezione.

E se un alunno ha la febbre? 

Lo studente che accusa sintomi influenzali viene sottoposto a misurazione della febbre. Qualora l’abbia, dev’essere portato in un locale separato dal resto della classe, in attesa che lo vengano a prendere i genitori o chi ne fa le veci. Subito dopo, si deve contattare il medico di famiglia per decidere se va fatto un tampone: può anche succedere che il pediatra decida che il test non serve perché si tratta di semplice influenza e non di Covid.

Se lo studente effettua il test ed è negativo potrà tornare in classe. Altrimenti, se è positivo, dovrà restare in quarantena fino ai due tamponi successivi che attestino la sua negatività e la Asl ricostruirà i suoi contatti, per capire se è necessario fare il test per la rilevazione del Covid anche ad altri alunni o agli insegnanti o a chiunque altri abbia avuto rapporti stretti con il bambino/ragazzo positivo nelle ultime quarantott’ore.

L’istituto scolastico dovrà fare una sanificazione straordinaria ogni volta che si rintraccia un positivo; non è prevista invece la chiusura della scuola in tal caso.

Quando è necessario il certificato? 

Se il bambino o il ragazzo resta a casa più di tre giorni (nelle scuole materne) o più di cinque giorni (dalle elementari in su) servirà un certificato medico del pediatra per il rientro, in modo da avere un’attestazione scritta che escluda la presenza di Coronavirus. Il che avverrà però soltanto dopo che il bambino o il ragazzo abbia eseguito un tampone che è risultato negativo.

Ho altri dubbi, dove trovo le risposte? 

Il riferimento principale per tutto ciò che concerne l’universo scuola sono le linee guida pubblicate il 21 agosto.



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