Versamenti fiscali verso un nuovo rinvio

11 Settembre 2020 | Autore:
Versamenti fiscali verso un nuovo rinvio

Il Governo annuncia lo slittamento delle scadenze al 30 ottobre per chi è in crisi Covid; probabile anche un rinvio della riscossione fino al 30 novembre.

Ci sarà un nuovo rinvio dei versamenti fiscali al 30 ottobre, ma solo per i contribuenti che nel primo semestre 2020 hanno avuto un calo di fatturato o di corrispettivi di almeno un terzo rispetto al 2019. Lo promette il ministero dell’Economia e Finanze ai commercialisti, sul piede di guerra per lo sciopero minacciato e ora revocato proprio a seguito dell’annuncio del dicastero di via XX Settembre.

Una “pace fiscale“, dunque, che riguarda la categoria degli operatori e ancora lontana dal generale slittamento delle scadenze fino alla fine dell’anno, magari con una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. Ma probabilmente insieme alla sospensione dei versamenti ci sarà anche quella della riscossione coattiva, che potrebbe slittare fino al 30 novembre e con una successiva notifica delle cartelle scaglionata nel tempo, soprattutto per evitare l’ondata di 9 milioni di provvedimenti che altrimenti verrebbero inviate ai contribuenti prima di Natale.

Tecnicamente, si procederà con un emendamento al Decreto Agosto, adesso in fase di conversione in legge al Senato. Lo inserirà il Governo, che si è impegnato a farlo con un comunicato ufficiale del Mef, diramato ieri sera subito dopo l’incontro tra i vertici del dicastero con le associazioni dei commercialisti. Il termine per la presentazione degli emendamenti a Palazzo Madama scadrà lunedì 14 settembre.

Qui, il ministro Gualtieri – riferisce il comunicato – si è impegnato in prima persona «ad intraprendere una interlocuzione sistematica sulla riforma fiscale in corso di predisposizione nel quadro della prossima manovra di bilancio e sulle tematiche applicative della normativa fiscale con l’Agenzia delle entrate e gli uffici del Mef».

La protesta della categoria è rientrata, quindi, non appena il Mef ha dichiarato di presentare l’emendamento correttivo per far slittare la scadenza dei versamenti, che così passa dall’attuale – e vicino – 16 settembre al 30 ottobre. Il rovescio della medaglia sarà che per chi paga entro quella data la maggiorazione prevista diventerà dello 0,8%, e non più dello 0,4 come accade finora. D’altronde, si tratta dei versamenti scaduti ad agosto (saldo 2019 e prima rata acconto 2020) ed è giusto prevedere un incremento rispetto a chi ha già pagato.



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