Tamponi a tappeto: il piano del Governo prende forma

11 Settembre 2020 | Autore:
Tamponi a tappeto: il piano del Governo prende forma
Incremento del numero e macchinari più potenti per processare gli esami in tempi rapidi. Al via campagne di screening in scuole e strutture sanitarie.

Saranno almeno 200mila i tamponi giornalieri che il Governo intende effettuare in autunno, insieme all’impiego massiccio dei test rapidi negli aeroporti, scuole e strutture sanitarie. Così prende forma il nuovo piano per fare tamponi a tappeto che abbiamo anticipato la scorsa settimana e sul quale oggi il Sole 24 Ore riporta i dettagli che nel frattempo sono stati messi a punto dal commissario all’emergenza, Domenico Arcuri.

Innanzitutto, il numero dei tamponi quotidiani raddoppierà rispetto a quelli eseguiti oggi, ma anche gli esiti saranno disponibili in tempi più brevi, grazie a nuovi macchinari che riusciranno a processare i materiali a una velocità sette volte maggiore di oggi. E ancora, è previsto l’uso massiccio dei test rapidi in aeroporti, scuole, strutture sanitarie e per le forze dell’ordine.

Il progetto elaborato dal commissario Arcuri dovrà essere inviato nei prossimi giorni al Comitato tecnico-scientifico per la validazione. Si attua così la “strategia delle 3 T” (testare, tracciare, trattare) che è il pilastro della lotta al Covid nell’attuale fase di convivenza con il virus. L’urgenza sta nel fatto che con la riapertura delle scuole e l’arrivo dell’influenza stagionale – che lo scorso anno ha colpito circa 8 milioni di italiani – è importante fare una diagnosi differenziale dei sintomi, che sono comuni con quelli del Coronavirus.

Il piano predisposto da Arcuri attua anche le direttive del ministro della Salute, Roberto Speranza, che nei giorni scorsi aveva annunciato: «In queste settimane abbiamo fatto uno sforzo enorme. Ormai l’Italia riesce a fare più di 100mila tamponi al giorno e aumenteremo ancora in modo molto significativo nelle prossime settimane soprattutto di fronte ai rischi che ci stiamo assumendo aprendo altre attività a partire dalla scuola. Penso che in questa fase di convivenza, nei mesi dell’autunno e dell’inverno avremo bisogno di testare il più possibile».

I nuovi macchinari di pooling che il commissario all’emergenza si accinge ad acquistare per l’elaborazione dei risultati dei tamponi si ispirano al modello adottato in Veneto, che riesce ad accorciare i tempi ottimizzando i tempi delle analisi. Mentre per quanto riguarda i test rapidi, l’intenzione è di utilizzarli su larga scala per screening sulle categorie considerate maggiormente a rischio, come gli operatori sanitari, il personale delle residenze socio-assistenziali (Rsa), le forze dell’ordine e il personale dei trasporti.

Tutto questo senza dimenticare il mondo della scuola: prende corpo, infatti, l’idea di estendere i test Covid a campione agli studenti. Entro la fine del mese – riferisce il Sole 24 Ore – potrebbe arrivare l’esito della valutazione del test salivare da parte dell’Istituto Spallanzani che lo sta sperimentando. Questo tipo di test è preferibile a quello effettuato mediante il prelievo di sangue ed anche all’uso del tampone perché è meno invasivo e offre risultati in tempi più brevi.



3 Commenti

  1. Sono assolutamente d’accordo sui tamponi. Dobbiamo tracciare gli eventuali asintomatici che ci sono in giro. Sapete quanta gente è andata in vacanza ed è tornata contagiata? So di persone che nel mio quartiere sono state in viaggio fuori dall’Italia, poi visto che la regione imponeva il tampone, queste due persone sono risultate positive al covid.

  2. Speriamo che la scuola non sia veicolo di trasmissione del virus. Io sinceramente ho molta paura. Mio figlio andrà a scuola il 14 settembre e gli ho illustrato tutte le accortezze che deve prendere. Il mio timore è anche sulla dimestichezza che possa anche avere il personale scolastico, magari non tutti sono preparati all’evenienza e non tutti sanno come gestire i bambini. E poi siamo sicuri che tutti i genitori misureranno la febbre ai propri figli? Io direi che è la scuola a dover provvedere a questo aspetto

  3. Mi auguro che la gente continui a rispettare le regole di questi mesi perché è proprio questo che a mio parere ci ha consentito di contenere i contagi in alcune zone del nostro Paese. Io spero che non ci sia la seconda ondata di cui tutti hanno parlato fino ad oggi. Il problema è che la gente continua a baciarsi e ad abbracciarsi come se tutto fosse passato e mica solo perché sono tuoi amici o parenti il rischio è svanito. Ognuno di noi può entrare in contatto con malati o con asintomatici senza saperlo, ecco perché occorre continuare ad essere prudenti

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