Cronaca | News

Ex giudice: «Il carcere è incostituzionale»

11 Settembre 2020
Ex giudice: «Il carcere è incostituzionale»

Gherardo Colombo, nel pool di magistrati di Mani pulite, ritiene che, per come è concepita, la pena inframuraria sia al di fuori di ogni regola della nostra Carta fondamentale.

Ha ribadito più volte che, secondo lui, il carcere va abolito. Parole che stupiscono e che non dovrebbe essere usuale sentire da un ex magistrato che ha fatto parte del pool inquirente di Tangentopoli. Gherardo Colombo, invece, parla spesso di carcere e in un modo che denota una concezione del tutto diversa da colleghi come Piercamillo Davigo, famoso per il suo «manettarismo» e per il mantra «non esistono politici innocenti ma colpevoli su cui non sono state raccolte le prove».

La Costituzione, all’articolo 27, sostiene il contrario: «L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva». E ancora: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Allude a questo Colombo quando dice che il carcere, per come è gestito, va nella direzione contraria rispetto alla Carta fondamentale italiana.

I motivi dell’incostituzionalità 

«Per come è applicato non rispetta la Costituzione», ha detto in un’intervista al Venerdì di Repubblica, a poca distanza da un’altra intervista, rilasciata invece al quotidiano Il Dubbio, in cui sosteneva che, in base alla sua esperienza «così com’è qui da noi dovrebbe essere abolito», perché «la pena non serve a dissuadere dal commettere reati» (ne abbiamo scritto qui: Ex magistrato Tangentopoli: «il carcere va abolito»).

La nuova intervista è rilasciata in occasione dell’uscita del suo libro «Anche per giocare servono le regole». Un volume, appunto, sull’importanza delle regole, sia per i ragazzi, sia per gli adulti, «perché non è vero – sostiene Colombo – che i cittadini comuni seguono le regole al contrario delle persone di potere. Secondo me l’osservanza delle regole dipende molto dal comprenderle. E il carcere, così come è applicato, non rispetta la Costituzione». La Carta fondamentale, secondo l’ex pm, dev’essere un faro che possa indicare la direzione per vivere armoniosamente.

Quanto alla certezza della pena, c’è un equivoco. «Qualcuno pensa che voglia dire carcere, e carcere severo – fa notare Colombo -. Io oggi penso che il carcere non aiuti, se non marginalmente, ad aumentare la sicurezza dei cittadini, e che così come è applicato non rispetti la Costituzione. Se dice che ci ho messo un po’ per rendermene conto ha perfettamente ragione».

La libertà fraintesa

«Gli abusi di potere di chi ricopre cariche pubbliche – afferma l’ex giudice – avvengono perché esiste un modo di pensare molto diffuso secondo il quale del potere, anche di quello tra privati, si può abusare quando lo si ha. Succede da parte dei mariti verso le mogli, dei genitori verso i figli, dei monopolisti sul mercato, degli evasori fiscali (anche di piccoli importi) quando usano i servizi che le risorse pubbliche permettono. Abusano del potere i caporali, i mafiosi, e chi più ne sa più ne metta. Gli abusi dipendono dal fraintendimento della parola libertà e dall’uso distorto che se ne fa. Crediamo che libertà sia sinonimo di onnipotenza ed abusiamo di conseguenza del potere che la libertà ci dà».

L’importanza di disobbedire

«La legge – prosegue l’ex giudice – il più delle volte, non viene applicata se non è in sintonia con la cultura. Succede solo, e solo a volte, nelle dittature, che si rispetti una legge che va contro il comune modo di pensare. Ma tante regole, che non stanno nelle leggi, gli italiani le rispettano, qualche volta anche volentieri. Era così, e temo sia ancora così, purtroppo, per le regole del sistema della corruzione, per esempio. Opporsi alle leggi ingiuste – nel nostro sistema sono ingiuste quelle che contraddicono la Costituzione, e cioè quelle che non rispettano le persone, qualunque esse siano – è il sistema per progredire. Spesso il progresso è passato attraverso trasgressioni di leggi ingiuste, e chi le ha compiute ne ha pagato il prezzo. Come Rosa Parks, per esempio. Perché però si modifichino le consuetudini ci vuole tempo, a volte anche molto. Uno dei più grandi nemici del cambiamento sta in una frase: “Si è sempre fatto così”».



2 Commenti

  1. Alcune Leggi dovrebbero essere riviste , e magari annullate , in un paese Demogratico e civile tutti i cittadini devono avere L’uguaglianza e non la differenza , la differenza debba essere accertata , ad es: non ci può essere differenza sulla salute, chi a i soldi si può curare chi non ha soldi non si può curare .le tasse le paghiamo tutti già solo pagando LIVA sui prodotti e una tassa , per qui deve curarsi anche chi al momento non può pagare il tket , invece le tasse si pagano anche se non si è malati mentre le visite specialistiche si fanno solo dopo avere pagato il ticket . Per me è sbagliato e vergognoso ,

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube