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Scuola: cresce il numero dei docenti positivi al Covid

11 Settembre 2020 | Autore:
Scuola: cresce il numero dei docenti positivi al Covid

Sul personale didattico che finora si è sottoposto ai test sierologici il 2,6% è risultato positivo. Sono oltre 200mila le cattedre ancora scoperte.

Sono circa 13mila i docenti e gli altri lavoratori scolastici trovati positivi al Covid: lo riferisce stamane il Corriere della Sera, commentando i primi esiti dei test sierologici finora effettuati. La percentuale dei positivi, tra coloro che si sono sottoposti all’esame, è del 2,6%. Ora, queste persone non potranno entrare nelle scuole, fino a quando il successivo tampone non darà esito negativo.

La percentuale degli insegnanti e dei collaboratori scolastici che si è sottoposta ai test è ora del 50%: un numero notevolmente superiore a quello registrato la scorsa settimana, al punto di far sembrare che molti docenti evitassero il test anche grazie alla sua non obbligatorietà in quasi tutta Italia (l’unica Regione che lo ha imposto è la Campania).

Aumentano così le preoccupazioni dei dirigenti scolastici in vista della prossima riapertura prevista lunedì 14 settembre in 13 Regioni, mentre altre 7 hanno deciso di posticipare. Adesso «ogni minuto è prezioso», dice il presidente dell’associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, che pone l’allarme anche su altre criticità ancora non risolte: «Mancano circa 5 mila aule, almeno 2,2 milioni di banchi: in molte scuole gli studenti dovranno mantenere la mascherina anche da seduti».

Sono molti, quindi, i nodi della riapertura, tra i quali le cattedre scoperte. La Cisl denuncia che ci sono ancora più di 200 mila supplenti da nominare, mentre il ministero dell’Istruzione fa sapere che il loro numero è di soli 60 mila, ai quali però vanno aggiunti gli insegnanti di sostegno.

Ieri, sono partite le nomine da parte degli uffici scolastici provinciali e la prossima settimana per le chiamate si inizierà ad attingere dalle graduatorie d’istituto. «Sarà difficile spiegare alle famiglie e agli studenti che ci vorranno diverse settimane prima di cominciare con il docente in classe», dice la segretaria generale di Cisl Scuola, Maddalena Gissi.

A tutto ciò si aggiunge il problema dei «lavoratori fragili» specialmente tra i docenti oltre i 55 anni ai quali il medico ha certificato patologie che li pongono a rischio Covid. Nella scuola questo significa che a questi insegnanti, pur se risultati idonei al lavoro, dovranno essere garantite prescrizioni di sicurezza maggiori, come l’allontanamento dalle aule e, dunque, potranno essere adibiti a mansioni diverse da quelle dell’insegnamento a contatto con gli studenti.

Situazione più serena, invece, sulla questione dei banchi: il commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, assicura che entro ottobre sarà completata la consegna di tutti i 2,4 milioni di banchi acquistati.



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