Cartelle esattoriali: quasi tutte sono irrecuperabili

11 Settembre 2020 | Autore:
Cartelle esattoriali: quasi tutte sono irrecuperabili

Soggetti falliti o deceduti, ditte cessate, nullatenenti: nel 99,6% dei casi i crediti tributari sono inesigibili. 

Un brutto colpo per le casse dello Stato: nel 96,6% dei casi, le cartelle esattoriali sarebbero ormai irrecuperabili. Lo ha riferito il sottosegretario all’Economia, Maria Cecilia Guerra, durante l’audizione svolta in Commissione Finanze del Senato.

Secondo quanto riferisce stamane il quotidiano economico e finanziario Italia Oggi, si tratta di una montagna di 744 miliardi di euro di crediti che lo Stato vanta nei confronti dei contribuenti. In base alla percentuale riferita dal Mef, di questi solo 25 miliardi – cioè il 3,4% del residuo – potrebbero essere ancora riscossi attraverso le azioni di recupero coattivo intraprese dal Fisco.

Ma perché accade questo fenomeno? Il sottosegretario Guerra ha descritto così ciò che si è verificato: «Per l’esercizio 2019, a fronte di somme rimaste da riscuotere in conto residui relative ai primi due titoli di entrata (entrate tributarie ed entrate extra tributarie), pari a complessivi 827.227 milioni di euro, 744.746 milioni di euro attengono alle somme iscritte a ruolo per le entrate di competenza dell’Agenzia (riscossione di imposte dirette e indirette e connesse componenti di sanzioni e interessi)». Ma di questo «magazzino residuo», prosegue Guerra, «nel consuntivo 2019 la percentuale di svalutazione è stata valutata dall’Agenzia nella misura del 96,6 per cento».

È dunque la stessa Agenzia delle Entrate ad aver stimato l’inesigibilità dei crediti tributari, riferendo gli esiti al Mef, che ora li ha comunicati al Parlamento. Il sottosegretario all’Economia ha precisato che la percentuale è stata «elaborata sulla base di una specifica metodologia che tiene conto dei seguenti elementi di valutazione: incidenza delle posizioni relative a soggetti falliti; incidenza delle posizioni relative a soggetti deceduti o ditte cessate; incidenza delle posizioni relative ad altri soggetti non rientranti nelle casistiche 1 e 2 (soggetti nullatenenti da anagrafe tributaria e con esito negativo delle azioni esecutive/cautelari)».

Quando, durante l’audizione, i senatori hanno chiesto al sottosegretario quali provvedimenti adotterà il Governo su questa situazione, Guerra ha risposto che «l’andamento delle consistenze del magazzino risulta fortemente influenzato dal vigente quadro normativo di riferimento in tema di discarico per inesigibilità delle quote iscritte a ruolo, ovvero la comunicazione che l’Agente della riscossione deve inviare agli enti creditori per rendicontare il proprio operato e documentare l’irrecuperabilità dei crediti affidati».

Periodicamente, con cadenza annuale, l’Agenzia comunica la percentuale di cartelle che ritiene non più esigibile. Nell’ultima comunicazione dello scorso aprile, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, aveva stimato che su oltre 954 mld di euro in ruoli giacenti il 40% risultava inesigibile.

Adesso, stando al resoconto dell’audizione svolta in Senato, questa percentuale è notevolmente aumentata. Ma sul punto il sottosegretario ha voluto rassicurare che è in corso un lavoro di approfondimento da parte degli organi preposti. «Si tratta di un tema delicato», rileva Guerra, e dunque sarebbe opportuno «individuare dei criteri oggettivi per dichiarare inesigibili alcuni crediti».



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