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Si rischia la didattica a distanza tutto l’anno

11 Settembre 2020
Si rischia la didattica a distanza tutto l’anno

Per alcuni istituti c’è la possibilità di sospendere le lezioni in presenza e riprendere quelle online.

Didattica a distanza (dad) tutto l’anno? Potrebbe diventare una realtà per le scuole superiori. Attualmente sono le uniche autorizzate ad avvalersi anche delle lezioni tramite computer, laddove lo ritengano necessario. Questo perché i ragazzi sono più grandi e hanno meno difficoltà a seguire i professori dallo schermo, oltre a una maggiore dimestichezza con il mezzo elettronico rispetto ai bambini piccoli.

Il Messaggero di oggi dedica un articolo in prima pagina a questo argomento. Molte scuole, infatti, non escludono di attrezzarsi in questo senso o comunque si starebbero preparando all’idea di riprendere massicciamente la dad. Sarebbe l’unica soluzione praticabile per conciliare istruzione e salute in caso di un preoccupante aumento dei contagi o, peggio ancora, di un nuovo lockdown.

A rischiare la dad tutto l’anno sono, in particolare, quelle scuole superiori con edifici piccoli, in cui è particolarmente difficile rispettare il distanziamento sociale. In molti casi le aule aggiuntive non bastano. C’è chi pensa, quindi, di organizzare gruppi di studenti che faranno a turno, alternandosi per alcuni periodi tra lezioni in presenza e online.

Le attuali linee guida, varate lo scorso 21 agosto, consentono alle scuole superiori di fare ricorso alle lezioni digitali. È quindi una facoltà dei singoli istituti, chiamati a decidere singolarmente se avvalersi o meno di questa opportunità. Dalle colonne del Messaggero, il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi del Lazio Mario Rusconi ha lanciato il suo monito: «In questi casi è necessaria una attenta formazione dei docenti e degli studenti, servono delle verifiche puntuali sulla connessione e sulla disponibilità di dispositivi adeguati. Per intenderci: lo studente non può fare lezione con uno smartphone, deve avere uno schermo adatto e gli va fornito. Inoltre bisogna pensare a un codice di comportamento anche online, per il rispetto verso la scuola».

Una nuova frontiera della didattica, con la quale si è cercato di familiarizzare in tempo di lockdown, ma con risultati estremamente variabili da scuola a scuola, proprio perché la buona riuscita di questa nuova modalità formativa poggiava in gran parte sulle spalle dei singoli istituti. Tante le difficoltà: dal non avere abbastanza pc in casa e doverli condividere con i genitori in smart working, al non averne affatto. La dad ha certamente messo in luce un divario digitale tra gli studenti e le famiglie che è ancora realtà.

Sempre al Messaggero, Rocco Pinneri, direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio ha detto che «la didattica a distanza proseguirà fino all’arrivo del vaccino», per tutte quelle scuole costrette a fare turni finché non esisterà una terapia immunizzante dal Covid-19. Cioè, con tutta probabilità, per l’intero anno scolastico 2020-2021.



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