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Nuova legge elettorale: primi passi verso l’approvazione

11 Settembre 2020 | Autore:
Nuova legge elettorale: primi passi verso l’approvazione

Approvato in commissione alla Camera il testo base del sistema Brescellum, proporzionale con soglia di sbarramento al 5%, ma senza i voti di parte della maggioranza.

Arriva la prima approvazione della nuova legge elettorale, ma solo nel testo base e a maggioranza parlamentare “ridotta”: nella seduta della commissione Affari Costituzionali alla Camera hanno votato a favore solo Pd e Movimento 5 Stelle, non Italia Viva, Più Europa e Leu, mentre l’opposizione ha abbandonato i lavori in segno di protesta.

Il motivo della mancata adesione di una parte della maggioranza di governo si spiega facilmente: il testo prevede un sistema proporzionale ma con una soglia di sbarramento al 5%, che penalizzerebbe i partiti minori. Per loro però il nuovo sistema prevede anche un “diritto di tribuna“, un meccanismo di riparto dei quozienti nelle circoscrizioni elettorali previsto in favore delle liste più piccole per consentire loro, in determinati casi, di evitare la soglia.

La riforma in arrivo ha già un nome: è stata battezzata Brescellum dal nome del deputato proponente, Giuseppe Brescia, autore anche della precedente proposta, chiamata Germanicum, elaborata poco prima della pandemia di Covid-19, alla quale quella attuale si ispira e somiglia molto nei contenuti.

Il percorso parlamentare in realtà inizia adesso, perché quello approvato in commissione è il testo da cui partire per l’esame che avverrà in Aula alla Camera, dove il cammino verso l’approvazione non si annuncia affatto semplice e molti esponenti preannunciano già emendamenti.

Sono contrastanti anche le prime dichiarazioni e reazioni: nella maggioranza Italia Viva, Più Europa e Leu pur non avendo votato a favore hanno creato le condizioni per il via libera, non creando problemi al raggiungimento della maggioranza necessaria in commissione, dove comunque si è scatenata la bagarre per le proteste dell’opposizione che aveva chiesto, prima di votare, l’intervento del Governo con una relazione tecnica; richiesta però scartata dal presidente Brescia.

Adesso, per l’accaduto tuona l’opposizione, che in una nota congiunta di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia parla di provvedimento «votato dalla minoranza di governo, i cui due maggiori partiti escono sconfitti: Pd e 5 Stelle non riusciranno a coronare il sogno di portare in Aula la legge elettorale a settembre cercando di cambiare le regole del gioco per evitare l’inevitabile vittoria del centrodestra».

Positivi, invece, i commenti dei leader del Pd e del M5S: «Il cantiere delle riforme costituzionali sta andando avanti. In un mese si è passati dal nulla all’adozione, oggi, del testo base», dice Nicola Zingaretti, e Vito Crimi aggiunge: «Abbiamo mantenuto la parola. Ora con l’approvazione del testo base andiamo avanti, prosegue il percorso di riforme e rinnovamento dopo troppi anni di pantano».



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