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Invalidità civile lavoro

16 Novembre 2020
Invalidità civile lavoro

Nel nostro ordinamento, si prevede l’obbligo delle aziende di riservare un certo numero di posti di lavoro agli invalidi.

Hai un’invalidità civile al 50%. Vorresti trovare un lavoro ma le tue problematiche fisiche rendono difficile tale ricerca. Vuoi sapere se ci sono specifici diritti per i disabili che vogliono entrare nel mondo del lavoro.

Nel nostro ordinamento, sono molte le norme che cercano di sostenere i cittadini disabili o invalidi. Tra queste troviamo le disposizioni che prevedono il diritto di chi è colpito da invalidità civile alla riserva di determinati posti di lavoro. Non c’è dubbio, infatti, che chi ha menomazioni fisiche o psichiche ha difficoltà a collocarsi nel mercato del lavoro e deve essere, dunque, sostenuto da apposite normative di supporto.

Collocamento mirato: cos’è?

Il collocamento mirato è l’insieme di tutti gli strumenti con i quali lo Stato cerca di sostenere i disabili all’interno del mercato del lavoro.

In particolare, il principale strumento di collocamento mirato è l’istituto delle assunzioni obbligatorie, ossia, la disposizione normativa che obbliga le imprese a riservare una percentuale della propria forza lavoro a soggetti che abbiano delle disabilità e che, senza tali forme di tutela, avrebbero enorme difficoltà nel collocarsi sul mercato del lavoro.

Ma in cosa consiste tale obbligo? A seguito della riforma del 2015 [1] i datori di lavoro che occupano più di 14 dipendenti sono obbligati a riservare una certa quota della loro forza lavoro totale ai disabili. In particolare, i datori di lavoro che occupano:

  • dai 15 ai 35 dipendenti, devono assumere almeno un disabile;
  • dai 36 ai 50 dipendenti, devono assumere almeno 2 disabili;
  • oltre i 50 dipendenti, devono obbligatoriamente riservare il 7% del numero totale dei posti di lavoro a favore dei disabili a cui si aggiunge l’1% della forza lavoro a favore dei familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

Come si calcola la base di computo della quota di riserva?

Per calcolare il numero di dipendenti addetti è necessario computare tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. I dipendenti part-time devono essere computati pro-quota, in proporzione del loro orario di lavoro, secondo il principio del full-time equivalent. Ciò significa che due lavoratori part-time al 50% contano come un lavoratore.

Vi sono, invece, alcune tipologie di rapporto di lavoro che non devono essere computate nella base di calcolo della forza lavoro utile per verificare la quota di riserva.

Si fa riferimento, in particolare ai:

  • lavoratori assunti con contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi:
  • lavoratori disabili;
  • soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • lavoratori assunti con categoria legale di dirigente;
  • lavoratori assunti con contratto di inserimento;
  • lavoratori occupati presso l’impresa con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore;
  • lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero per la durata di tale attività;
  • soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
  • lavoratori a domicilio;
  • lavoratori che aderiscono al programma di emersione;
  • lavoratori assunti con contratto di apprendistato;
  • lavoratori assunti con contratto di formazione-lavoro;
  • lavoratori con contratto di reinserimento.

Occorre specificare, in realtà, che i lavoratori disabili non sempre devono essere esclusi dalla base di calcolo. Infatti, la legge prevede che i lavoratori già disabili prima che il rapporto di lavoro venisse costituito, anche se non sono stati assunti tramite il collocamento obbligatorio, devono essere computati nella quota di riserva a condizione che abbiano una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60 % oppure superiore al 45 % nel caso di disabilità intellettiva e psichica.

Se, dunque, un datore di lavoro ha un disabile al 70% e supera la soglia dei 14 dipendenti non dovrà assumere un altro disabile ma potrà considerare il dipendente già in organico ai fini della quota di riserva.

Collocamento mirato: a chi si applica?

Ma quali requisiti occorre avere per avere diritto alle quote di riserva? Finora, abbiamo parlato genericamente di disabili. In realtà, le norme sul collocamento mirato si applicano a:

  • invalidi civili che abbiano una percentuale di invalidità compresa tra il 46 ed il 100%;
  • invalidi del lavoro che abbiano una percentuale di invalidità superiore al 33%;
  • gli invalidi per servizio (ossia gli ex dipendenti pubblici, compresi i militari);
  • invalidi di guerra e civili di guerra con minorazioni dalla prima all’ottava categoria;
  • i non vedenti e i sordomuti.

A tali soggetti si aggiungono, inoltre, le cosiddette categorie protette, nozione nella quale rientrano:

  • profughi italiani;
  • orfani e vedove/i di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio ed equiparati;
  • vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata.

note

[1] D.lgs. 151/2015.


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