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Contabilità inattendibile: ultime sentenze

24 Settembre 2020
Contabilità inattendibile: ultime sentenze

Prova nel processo tributario; bancarotta fraudolenta; abnormità della percentuale di ricarico; presunzioni semplici gravi, precise e concordanti; accertamento dei redditi di impresa.

Il giudizio sulla speciale tenuità del danno

In tema di bancarotta fraudolenta, per distrazione e documentale, il giudizio relativo alla speciale tenuità del danno deve essere posto in relazione alla diminuzione, non percentuale ma globale, causata dal comportamento del fallito alla massa attiva che sarebbe stata disponibile per il riparto ove non si fossero verificati gli illeciti e al pregiudizio causato ai creditori, con riferimento alla possibilità di esercitare le azioni poste a tutela dei loro interessi.

(Fattispecie in tema di irregolare tenuta dei libri contabili, nei tre anni antecedenti al fallimento, tale da rendere la contabilità inattendibile e occultare rimborsi non giustificati ai soci e consistenti e ripetuti prelievi, da parte dell’amministratore, a proprio favore e di terzi, effettuati per ragioni diverse dall’interesse dell’impresa).

Cassazione penale sez. V, 27/06/2019, n.45136

Criteri per l’accertamento induttivo del reddito d’impresa

In tema di accertamento, l’Amministrazione finanziaria può determinare il reddito del contribuente in via induttiva, pur in presenza di contabilità formalmente regolare, ove quest’ultima sia intrinsecamente inattendibile per l’antieconomicità del comportamento del contribuente, che può desumersi anche da un unico elemento presuntivo, purché preciso e grave, quale l’abnormità della percentuale di ricarico.

Cassazione civile sez. trib., 30/10/2018, n.27552

Accertamento dei redditi di impresa e inattendibilità dell’intera contabilità

In tema di accertamento dei redditi di impresa ai sensi dell’art. 39 del d.P.R. n. 600 del 1973, la ricorrenza dei presupposti per l’accertamento induttivo (anche nella ipotesi di inattendibilità dell’intera contabilità) non comporta l’obbligo dell’ufficio di avvalersi di tale metodo di accertamento, ma costituisce una mera facoltà che non preclude, pertanto, la possibilità di procedere ad una valutazione analitica dei dati comunque emergenti dalle scritture dell’imprenditore.

Cassazione civile sez. trib., 17/07/2018, n.18934

Fattura presunzioni semplici

Si rileva che la fattura (di regola, salva l’ipotesi di contabilità inattendibile) è documento idoneo a rappresentare un costo dell’impresa, purché sia redatta in conformità ai requisiti di forma e contenuto ivi prescritti, tra i quali l’indicazione dell’oggetto e del corrispettivo dell’operazione, ne deriva, in generale, che una regolare fattura, lasciando presumere la verità di quanto in essa rappresentato, costituisce titolo per il contribuente ai fini del diritto alla detrazione dell’IVA o alla deduzione del costo indicato. A fronte, quindi, dell’esibizione di una tale fattura, spetta all’Ufficio dimostrare il difetto delle condizioni per la detrazione o la deduzione.

In applicazione dei principi generali in tema di prova, questa può ben consistere in presunzioni semplici, poiché la prova presuntiva non è collocata su un piano gerarchicamente subordinato rispetto alle altre fonti di prova e costituisce una prova completa alla quale il giudice di merito può attribuire rilevanza anche in via esclusiva ai fini della formazione del proprio convincimento.

Comm. trib. reg. Potenza, (Basilicata) sez. III, 27/04/2018, n.262

Contabilità inattendibile: l‘accertamento del Fisco

Nei casi in cui la contabilità risulti inattendibile, il fisco può, in via induttiva, ricostruire l’effettiva realtà aziendale applicando una percentuale di ricarico sul costo del venduto che è frutto della media delle percentuali degli anni precedenti.

Comm. trib. reg., (Basilicata) sez. I, 04/04/2018, n.182

L’attività di accertamento dell’Ufficio tributario

In relazione al quadro probatorio, le presunzioni semplici sono ammissibili ai sensi dell’art. 2729 comma 1. c.c. quando siano gravi, precise e concordanti in ordine agli elementi essenziali della controversia. (L’ufficio, in questo caso, in presenza di contabilità inattendibile, non avendo provato il contribuente la legittimità e la correttezza delle detrazioni poste in essere, può procedere all’accertamento induttivo (rectius:  analitico induttivo) in conformità al dettato normativo  dell’articolo 39, comma 1, lett. d) del DPR n. 600/1973, quindi l’attività di accertamento dell’Ufficio si può fondare anche su presunzioni peraltro dotate dei requisiti di precisione, gravità e concordanza).

Comm. trib. prov.le Matera sez. I, 02/05/2016, n.219

Ispezione dell’Amministrazione finanziaria

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, presupposto indefettibile per il ricorso ai parametri previsti dal d.P.C.M. 29 gennaio 1996 in attuazione dell’art. 3, commi 181 e 184, l. 28 dicembre 1995 n. 549, nei confronti dei professionisti che abbiano optato per il regime di contabilità ordinaria, è che la stessa sia risultata inattendibile nel corso di una ispezione; pertanto, nel caso in cui non risulti in alcun modo che il contribuente sia stato sottoposto previamente ad una ispezione dell’Amministrazione finanziaria, né esista un verbale dal quale risulti l’inattendibilità della sua contabilità, è illegittima la rideterminazione del suo reddito sulla base dei parametri suddetti.

Cassazione civile sez. trib., 30/04/2009, n.10077

Valutazione analitica dei dati

In tema di accertamento dei redditi di impresa ai sensi dell’art. 39 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, la ricorrenza dei presupposti per l’accertamento induttivo (anche nella ipotesi di inattendibilità dell’intera contabilità) non comporta l’obbligo dell’ufficio di avvalersi di tale metodo di accertamento, ma costituisce una mera facoltà che non preclude, pertanto, la possibilità di procedere ad una valutazione analitica dei dati comunque emergenti dalle scritture dell’imprenditore.

(Nella fattispecie, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza della commissione tributaria regionale, la quale aveva ritenuto legittimo l’operato dell’Ufficio, che, pur ricorrendo i presupposti per l’accertamento induttivo, aveva proceduto all’accertamento con metodo analitico).

Cassazione civile sez. trib., 21/05/2008, n.12904

La sentenza della commissione tributaria regionale

In tema di accertamento dei redditi di impresa, l’esistenza dei presupposti per l’accertamento induttivo (nella specie, l’inattendibilità dell’intera contabilità, ai sensi dell’art. 39, comma 2, lett. d, d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600) non comporta l’obbligo dell’ufficio ad una ricostruzione del reddito in modo totalmente svincolato dalle scritture dell’imprenditore.

(Nella fattispecie, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza della commissione tributaria regionale, la quale aveva ritenuto legittimo l’operato dell’ufficio, che, pur essendo legittimato all’accertamento induttivo, si era limitato a ritenere che non sussistessero i presupposti per il riconoscimento di determinati costi).

Cassazione civile sez. trib., 24/02/2006, n.4218



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