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Difficoltà economica: se perdi la causa col fisco puoi ottenere la sospensiva

26 Novembre 2013
Difficoltà economica: se perdi la causa col fisco puoi ottenere la sospensiva

Istanza di sospensiva: la difficoltà economica blocca il pagamento della sentenza di condanna; nonostante la sconfitta in un grado di giudizio, la condanna provvisoriamente esecutiva può essere sospesa per “crisi”, in attesa dell’esito dell’impugnazione.

 

Se hai perso uno dei gradi di giudizio di una causa contro il fisco, sai bene che, anche proponendo appello o ricorso in Cassazione, sei obbligato – almeno in attesa della pronuncia definitiva – a pagare la condanna.

A questo punto, però, per alcuni contribuenti in forti difficoltà economiche, potrebbe essere del tutto impossibile (o inutile) procedere a impugnare la sentenza, non avendo le capacità economiche per permettersi neanche l’avvocato. Infatti, il cittadino si vedrebbe arrivare subito Equitalia, con il blocco del conto corrente o il pignoramento del quinto dello stipendio, se non addirittura l’ipoteca sulla casa.

Non è più così. Stando a un orientamento dei giudici che si sta facendo via via strada, in questi casi, il contribuente può comunque proporre appello o ricorso per cassazione chiedendo la sospensiva della sentenza di condanna, facendo semplicemente leva sull’effetto-crisi (e, ovviamente, dimostrando la difficoltà economica).

In pratica, l’oggettiva, comprovata e grave situazione di difficoltà, legata alla congiuntura economica, può comportare un rischio di default per il contribuente, soggetto all’esecuzione forzata della sentenza da parte di Equitalia. Peraltro, a ciò, bisogna aggiungere i tempi tutt’altro che brevi di rimborso delle somme pagate all’erario, in caso poi di vittoria definitiva del giudizio da parte del cittadino.

È questo, dunque, un aspetto su cui, da oggi in poi, si potrà puntare nell’istanza di sospensiva per congelare gli effetti della pronuncia che ha visto il contribuente sconfitto.

Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Nel processo tributario un’esecuzione forzata parziale è già possibile durante il primo grado, mentre la sentenza d’appello costituisce titolo esecutivo per la riscossione non solo del 100% delle imposte ma anche delle sanzioni, e ciò nonostante penda il ricorso in Cassazione (giudizio che potrebbe durare, peraltro, diversi anni).

Per evitare, dunque, che il contribuente si trovi senza tutela, alla mercé di Equitalia, si sta aprendo un filone giurisprudenziale che consente di ottenere la sospensiva della sentenza di condanna tanto in caso di appello quanto in caso di ricorso in Cassazione.

Le Commissioni tributarie hanno iniziato a emettere provvedimenti piuttosto innovativi [1] quando il pagamento delle (ingenti) somme dovute può costituire grave danno per l’attività economica svolta. Viene inoltre presa in considerazione anche l’oggettiva difficoltà derivante dalla crisi finanziaria in cui versa il Paese, di ottenere crediti dalle banche.

Sarà inoltre convincente far leva sulla obiettiva incertezza circa i tempi di restituzione di quanto pagato nel caso di vittoria in Cassazione.

Non ci sono termini perentori per la proposizione dell’istanza di sospensiva. Va presentata, infatti, nel momento in cui incomincia un’esecuzione dalla quale possa derivare un danno grave e irreparabile [2].


note

[1] Ctr Sardegna, sent. del 18.01.2013.

[2] Il periculum in mora diventa quindi un requisito essenziale e necessario per la concessione della sospensione.

Autore foto: 123rf.com


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