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Se il menu non indica i prodotti surgelati: tentata frode per il ristoratore

26 Novembre 2013 | Autore:
Se il menu non indica i prodotti surgelati: tentata frode per il ristoratore

È reato di tentata frode in commercio non informare i clienti, con l’espressa precisazione scritta sul menu, che gli alimenti venduti sono surgelati: inutile giustificarsi dicendo che il cliente avrebbe dovuto accorgersene. Il caso delle patatine fritte.

Rischia la condanna penale il ristoratore che non indica nel menu che gli alimenti serviti sono surgelati. È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1].

I titolari dei locali di somministrazione di cibi e bevande devono informare i clienti della qualità dei prodotti offerti. In mancanza, essi sono colpevoli di tentata frode nell’esercizio del commercio [2]. Tale reato sussiste quando il venditore compie atti diretti in modo non equivoco a consegnare all’acquirente una cosa per un’altra ovvero una cosa che, per origine, qualità o quantità è diversa da quella pattuita o dichiarata.

Il menu di un ristorante equivale ad una proposta contrattuale nei confronti dei potenziali clienti: il titolare manifesta la volontà di offrire determinate pietanze indicate nella lista e il cliente, attraverso l’ordinazione, accetta la proposta.

Se però il ristoratore non indica espressamente le qualità del prodotto, viola gli obblighi di trasparenza commerciale e commette una tentata frode. Egli, infatti, omettendo di indicare le qualità effettive del bene venduto, persegue una finalità illecita: frodare il cliente per indurlo ad acquistare il prodotto.

La sentenza in esame ribadisce un orientamento consolidato della giurisprudenza secondo il quale è configurabile il tentativo di frode in commercio, non solo quando venga omessa l’indicazione di alimenti surgelati nel menu, ma anche quando la loro indicazione sia fatta con caratteri molto piccoli, posti all’estremo margine della lista o in senso verticale, in modo da sfuggire all’attenzione della clientela [3].

Il tentativo di frode in commercio sussiste anche in caso di mera disponibilità, nella cucina di un ristorante, di alimenti surgelati, non indicati come tali nel menu, indipendentemente dall’inizio di una concreta contrattazione con il singolo cliente [4]. Ciò significa che il ristorante può essere multato per il solo fatto di avere in frigo degli alimenti surgelati, non indicati nel menu, anche se questi non sono stati ancora venduti. Il solo fatto di averli manifesta l’intenzione di servirli ai tavoli e frodare i clienti.

Inoltre, sempre secondo i giudici, il ristoratore non può difendersi affermando che i clienti vengono informati a voce dai camerieri sulla qualità dei prodotti; se esiste un menu scritto, le caratteristiche devono essere contenute espressamente in esso. La prova documentale vale sicuramente di più di quella orale.

Il ristoratore non potrebbe neppure difendersi affermando che il cliente avrebbe potuto accorgersi da solo, con un po’ di osservazione, che i cibi serviti erano congelati.

È il classico caso delle patatine fritte: la forma a bastoncino dovrebbe indurre a ritenere che siano state scongelate. In realtà è dovere del ristoratore informare il cliente, fin dall’inizio e prima dell’ordinazione, che i prodotti sono o meno surgelati e metterlo nella condizione di scegliere consapevolmente se acquistarli.


note

[1] Cass., sent. n. 44643 del 05.11.2013.

[2] Artt. 56 e 515 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 24190 del 27/06/2005.

[4] Cass. sent. n. 6885 del 18/11/2008.

Autore foto: 123rf.com


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