Bonus auto: fondi esauriti, quali rimedi

12 Settembre 2020 | Autore:
Bonus auto: fondi esauriti, quali rimedi

Terminati gli incentivi per l’acquisto di auto tradizionali; rimangono quelli per le elettriche ed ibride, ma non è ancora possibile il travaso delle risorse. Si attendono interventi di Governo e Parlamento.

Sono già terminati in pochi giorni i fondi stanziati dal Decreto Agosto per finanziare gli acquisti di auto con motore tradizionale a benzina e a gasolio nella fascia di emissione 91-110 grammi/km di Co2. Così gli acquirenti di queste autovetture stanno rimanendo a bocca asciutta, senza poter fruire degli sconti promessi.

Il nuovo pacchetto di incentivi è “rigido” nel senso che le risorse assegnate ad un comparto non possono essere travasate ad un altro; i 100 milioni destinati alle auto tradizionali meno inquinanti sono finiti subito ed ora, esaurita la dotazione inizialmente prevista, non è possibile attingere ai fondi rimasti e non ancora utilizzati per altre categorie di veicoli.

«È urgente rifinanziare il fondo esaurito – sostiene Michele Crisci, presidente dell’associazione di produttori auto Unrae – per non frenare la crescita di un settore già fortemente colpito nei mesi scorsi dall’emergenza sanitaria».

Unrae sottolinea come «a fronte di un rapido esaurimento del plafond destinato alle vetture della fascia 91-110 restino ad oggi quasi 300 i milioni disponibili, di cui probabilmente tanti in
esubero, rientranti nelle altre fasce emissive incentivate».

Inoltre – prosegue l’associazione – c’è «una strozzatura funzionale che di fatto crea problemi ai clienti finali. La piattaforma che gestisce l’Ecobonus, infatti, prevede un limite di 50 pratiche al giorno per ogni concessionario registrato con la conseguenza che, con i fondi agli sgoccioli, nella categoria 91-110, un consumatore che pure ha concluso il suo acquisto rischia di non vedersi concedere gli sconti perché la sua pratica è stata completata quando ormai i fondi erano esauriti».

Ma la soluzione a questi problemi non appare agevole: oggi Il Sole 24 Ore riferisce che al momento il Mise (Ministero dello Sviluppo economico), da quanto filtra, non starebbe pensando a un correttivo per spostare altre risorse che risultano invece ancora disponibili sui modelli elettrificati.

Ci sarebbe anche una spiegazione per questa inerzia: secondo il Governo – afferma il quotidiano economico di Confindustria – consentire il travaso suggerito a favore di benzina e diesel congelerebbe ulteriormente il mercato delle vetture elettriche ed ibride plug-in che invece, lasciando disponibili le risorse, potrebbe iniziare comunque a smuoversi anche se molto lentamente.

Si tratterebbe dunque di un problema politico più che di risorse economiche ed è possibile che il dibattito si riapra in Parlamento, viste le divergenze di posizione tra il M5S che punta sulle auto “green” ed il Pd orientato a difendere quelle tradizionali.

Intanto – denuncia l’Unrae – «questa situazione lascia nel caos le reti di concessionari a livello nazionale, che devono gestire da soli i reclami e le preoccupazioni degli automobilisti». Leggi anche nuovi incentivi auto: limiti e vantaggi.



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