Rimborso spese sanificazione: c’è una brutta sorpresa

12 Settembre 2020 | Autore:
Rimborso spese sanificazione: c’è una brutta sorpresa

L’Agenzia delle Entrate ha fissato la percentuale riconosciuta al 15,4%: i fondi del Decreto Rilancio sono risultati insufficienti a coprire tutte le richieste.

Arriva il rimborso delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti di lavoro e per l’acquisto dei dispositivi di protezione, ma con una brutta sorpresa che “sgonfia” parecchio la somma promessa, vale a dire il credito d’imposta nella misura del 60% stabilita dal Decreto Rilancio [1].

Ora, l’Agenzia delle Entrate ha definito la percentuale necessaria per determinare il credito effettivamente spettante a tutti i contribuenti che hanno richiesto il bonus sanificazione presentando la lista delle spese sostenute nell’apposita comunicazione inviata entro il 7 settembre. Il provvedimento [2] stabilisce un tax credit pari ad appena il 15,6423% dell’importo comunicato.

Questo significa che la misura del credito che sarà effettivamente riconosciuto ammonterà ad una piccola frazione delle spese di sanificazione sostenute. Ad esempio, chi aveva indicato spese complessive per 100mila euro, con il massimo agevolabile del 60% sul tetto massimo ammesso di 60mila euro, riceverà soltanto 9.395,38 euro; molto meno di quanto finora si era auspicato.

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che la percentuale è stata determinata – come previsto dalla legge – rapportando gli importi richiesti dai contribuenti, pari a 1.278.578.142 euro, con la copertura finanziaria stanziata dal Decreto Rilancio in soli 200 milioni di euro. Per questo la percentuale finale è risultata così bassa: i fondi stanziati sono risultati insufficienti a coprire le richieste arrivate ed è stato necessario operare un riparto. Solo se l’ammontare complessivo dei crediti richiesti fosse risultato inferiore al budget si sarebbe realizzata l’ammissibilità al 100%.

Ora, ogni contribuente potrà verificare l’ammontare spettante accedendo al proprio “cassetto fiscale” disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il credito d’imposta potrà essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta di sostenimento delle spese, dunque quella da presentare per l’anno 2020, oppure in compensazione attraverso il modello F24 a partire dal 14 settembre. Ma è possibile operare, fino al 31 dicembre 2021, anche la cessione, totale o parziale, dell’importo ad altri soggetti, comprese le banche ed altri intermediari finanziari. A quel punto sarà il cessionario a fruire del credito d’imposta nella propria dichiarazione dei redditi.

Leggi anche “Covid: come recuperare le spese di sanificazione“.


note

[1] Art. 125 del D.L. n.34/2020.

[2] Agenzia delle Entrate, nota dirigenziale prot. n. 302831 del 11 settembre 2020.


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