Conti correnti: ora anche Comuni e Regioni possono accedere

12 Settembre 2020 | Autore:
Conti correnti: ora anche Comuni e Regioni possono accedere

Estesa agli Enti locali la facoltà di accesso all’archivio dei rapporti finanziari per facilitare la riscossione dei tributi: lo prevede il Decreto Semplificazioni convertito in legge.

Basterà un bollo auto o una Tari non pagati per consentire alla Regione e al Comune di accedere ai dati del tuo conto corrente bancario o postale. Lo prevede una nuova norma contenuta nel nuovo Decreto Semplificazioni [1] ora convertito in legge e in pubblicazione sulla prossima Gazzetta Ufficiale, che autorizza gli Enti locali ad accedere all’archivio dei rapporti finanziari quando è necessario per la riscossione dei tributi.

La norma estende ai funzionari comunali e regionali gli stessi poteri attribuiti oggi all’Agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza per l’accesso all’anagrafe tributaria, che da tempo comprende anche le informazioni bancarie. Lo scopo è quello di cercare i conti correnti da poter pignorare nei casi di riscossione coattiva e così facilitare le attività di recupero delle tasse non pagate.

Ora, come avevamo anticipato di recente nell’articolo chi controlla il tuo conto corrente, cadono le ultime maglie di sicurezza del segreto bancario. Ci sarà un numero consistente di funzionari e impiegati che potranno “sbirciare” nelle delicate informazioni finanziarie dei cittadini andando alla ricerca delle informazioni di interesse.

Il presupposto che legittimerà gli accessi consiste nell’avvenuta iscrizione a ruolo di tributi locali rimasti non saldati e dunque soggetti alle azioni di recupero coattivo con le misure previste, tra le quali rientrano proprio i pignoramenti dei conti correnti, anche presso terzi quando su di essi vengono accreditati stipendi o pensioni in modo che il blocco delle somme avvenga in radice, prima dell’accredito.

La differenza rispetto al recente passato consiste proprio nella nuova possibilità di consultazione dei dati dei rapporti bancari intrattenuti dai cittadini e contenuti nell’apposito archivio: con il Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 era già stato prevista, in favore di Regioni, Province e Comuni, la facoltà di accesso all’anagrafe tributaria, ma non era espressamente indicato che essa riguardava anche i dati sui conti correnti.

Adesso, la nuova norma interviene proprio su questo punto, precisando che gli Enti locali possono visionare anche queste informazioni. Rimangono però ancora da chiarire molti aspetti di sicurezza e di privacy, come le precauzioni che ogni Ente dovrà adottare per abilitare i propri funzionari, esplicitare i casi in cui potranno collegarsi alla banca dati, registrare gli accessi effettuati per impedire abusi e garantire la sicurezza delle informazioni così acquisite, che riguardano la sfera dei dati sensibili.


note

[1] Art. 17 bis D.L. n.76/2020 “Accesso ai dati e alle informazioni di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605“.

[2] Art. 1, comma 791, lettera a), Legge 27 dicembre 2019, n. 160.


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