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Studi settore: consumo di energia sufficiente per l’accertamento

6 Ottobre 2014
Studi settore: consumo di energia sufficiente per l’accertamento

Possibile accertare i maggiori corrispettivi non dichiarati attraverso le informazioni fornite in loco dal titolare della ditta.

Il fisco può desumere l’esistenza di un’evasione fiscale (ossia di maggiori corrispettivi non dichiarati dal contribuente) utilizzando i consumi di energia elettrica dell’azienda e le informazioni fornite in loco dalla titolare della ditta.

Parola di Cassazione [1] che ha accolto il ricorso dell’agenzia delle entrate nei confronti della titolare di una lavanderia.

Più luce consumi, più produci. Più produci, più guadagni. È questo il sillogismo logico applicato dall’Agenzia delle Entrate e convalidato dalla Suprema Corte con la sentenza di venerdì scorso. E ciò vale anche in presenza di una contabilità assolutamente regolare.

 

La vicenda

L’Agenzia delle Entrate, a seguito di verifiche in un negozio che svolgeva attività di lavanderia, aveva notificato un avviso di accertamento e rettifica della dichiarazione dei redditi della contribuente contestando l’esistenza di ricavi non dichiarati. In particolare il fisco, in via presuntiva, riteneva esistenti maggiori corrispettivi sulla base di parametri e valori desunti dagli studi di settore nonché da informazioni raccolte dalla titolare.

L’alto consumo di energia elettrica, anche in presenza di una contabilità regolare, costituisce una presunzione grave.

La Cassazione, nell’accogliere il ricorso, ha affermato che in tema di valutazione della prova presuntiva in ordine all’esistenza di ricavi superiori a quelli contabilizzati e assoggettati a imposta, il fisco può utilizzare qualsiasi elemento di prova e può fare ricorso al metodo induttivo avvalendosi anche di “presunzioni supersemplici”, come appunto la bolletta della luce, le quali determinano un’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente. È quest’ultimo che, dinanzi alla presunzione di evasione del fisco, deve trovare la via per difendersi. Cosa tutt’altro che facile!

Prima di rendere definitivo l’accertamento, tuttavia, l’ufficio invita il contribuente a fornire giustificazioni e dimostrazioni a propria difesa, nel corso di un contraddittorio stragiudiziale. Se questi chiarimenti non vengono dati o il contribuente non si presenta, l’accertamento fiscale è ineccepibile.


note

[1] Cass. sent. n. 20897 del 3.10.2014.

 

Autore immagine: 123rf com


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