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Pensione d’invalidità civile: cos’è e come funziona

13 Settembre 2020 | Autore:
Pensione d’invalidità civile: cos’è e come funziona

Assegno di assistenza per invalidi civili parziali: aventi diritto, requisiti sanitari e di reddito, importo mensile, adempimenti.

La Costituzione [1] garantisce il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale agli invalidi, cioè a coloro la cui capacità lavorativa è ridotta, che si trovano in situazione di difficoltà.

Uno dei principali strumenti attraverso il quale gli invalidi sono sostenuti dallo Stato è la pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali: si tratta di una prestazione economica erogata dall’Inps ai disabili a cui è riconosciuta un’invalidità civile dal 74% al 99%. Questa pensione non spetta, però, a tutti gli invalidi civili parziali, ma soltanto a coloro che si trovano in stato di disoccupazione e non superano determinati limiti di reddito annui.

Facciamo allora il punto sulla pensione d’invalidità civile: cos’è e come funziona, quali requisiti sanitari ed economici bisogna soddisfare per averne diritto, quali adempimenti effettuare.

Innanzitutto, non bisogna confondere questa prestazione economica con la pensione d’inabilità civile, o pensione d’inabilità per invalidi civili totali: quest’ultimo trattamento spetta infatti alle persone riconosciute invalidi civili nella misura del 100%, cioè inabili e, a differenza dell’assegno di assistenza, può beneficiare dell’incremento al milione, sino a 651,51 euro mensili (valore 2020). Inoltre, la pensione d’inabilità civile non richiede lo stato di disoccupazione e prevede dei limiti di reddito personale più elevati rispetto alla pensione d’invalidità civile.

La procedura per ottenere i trattamenti a favore degli invalidi civili è comunque unica. La presentazione della domanda d’invalidità presso il sito dell’Inps è anche utile per il riconoscimento dell’handicap, dunque delle agevolazioni legge 104, della non autosufficienza, necessaria per l’indennità di accompagnamento, della cecità e della sordità.

Ma procediamo con ordine e osserviamo, nel dettaglio, a chi spetta la pensione d’invalidità civile, qual è il suo importo nel 2020 e quali sono le soglie di reddito annuo da non superare, come richiedere l’assegno e in quali casi si perde.

A chi spetta la pensione d’invalidità civile?

Hanno diritto alla pensione d’invalidità civile, per l’anno 2020, le persone che soddisfano le seguenti condizioni:

  • sono di età compresa tra i 18 e i 67 anni (l’età limite per richiedere la prestazione originariamente prevista, pari a 65 anni, è stata elevata a 67 anni; il requisito anagrafico resterà tale sino al 31 dicembre 2022, in base agli adeguamenti alla speranza di vita media); oltre i 67 anni l’invalidità può essere riconosciuta, ma non spetta la pensione; i pensionati d’invalidità civile che compiono 67 anni possono aver diritto all’assegno sociale sostitutivo;
  • hanno ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile, cioè il riconoscimento della riduzione della capacità lavorativa generica, in misura compresa tra il 74 e il 99%;
  • sono cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno;
  • con riferimento al 2020, hanno un reddito annuo non superiore a 4.926,35 euro;
  • si trovano in stato di disoccupazione: possono mantenere lo stato di disoccupazione, anche se lavorano, le persone che non superano 8145 euro di reddito su base annua, nel caso in cui l’attività svolta sia di lavoro dipendente o parasubordinata- di collaborazione, oppure che non superano 4.800 euro su base annua, nell’ipotesi in cui l’attività esercitata sia di lavoro autonomo; non è più previsto, per ottenere la pensione d’invalidità civile dall’Inps, l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali (qui la Guida alle nuove regole sullo stato di disoccupazione);
  • non percepiscono un trattamento incompatibile con la pensione d’invalidità civile.

Se l’invalido civile è lavoratore dipendente o parasubordinato, e supera i 4.926,35 euro di reddito, senza superare 8145 euro su base annua, pur non perdendo lo stato di disoccupazione perde l’assegno di assistenza, in quanto oltrepassa la soglia di reddito annua per il diritto alla prestazione economica.

In ogni caso, ai fini del calcolo del limite di reddito annuo rilevano soltanto i redditi personali dell’invalido, mentre non si devono considerare i redditi del coniuge o degli altri familiari. I redditi del nucleo familiare rilevano per il diritto ad altre prestazioni di assistenza, come il reddito di cittadinanza.

A quanto ammonta la pensione d’invalidità civile?

La pensione d’invalidità civile, per l’anno 2020, ammonta a 286,81 euro al mese. A differenza della pensione d’inabilità civile, non è previsto l’incremento al milione (ossia a 651,51 euro mensili per l’anno 2020).

L’ammontare 2020 della pensione d’invalidità civile è stato stabilito dal decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze che ha fissato il tasso provvisorio di rivalutazione delle pensioni a partire dal 1° gennaio 2020; il tasso definitivo 2020 si potrà conoscere solo alla fine dell’anno, con un ulteriore decreto del Mef.

Come si presenta la domanda di pensione d’invalidità civile?

Come osservato, hanno diritto alla pensione d’invalidità civile soltanto le persone con un grado di riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74%: per ottenere questo riconoscimento, è indispensabile richiedere un apposito accertamento sanitario, effettuato dall’Asl o, nelle Province in cui la Regione ha delegato l’accertamento, direttamente dall’Inps, tramite apposite commissioni mediche.

Il procedimento di riconoscimento dell’invalidità civile è differente dalla procedura di riconoscimento dell’invalidità al lavoro specifica, o invalidità pensionabile, utile per ottenere le prestazioni di previdenza collegate alla riduzione della capacità lavorativa, come l’assegno ordinario d’invalidità o la pensione d’inabilità al lavoro. Procedimenti ancora differenti sono previsti per valutare l’attitudine al lavoro, sulla cui base sono erogate le prestazioni dell’Inail per infortuni lavorativi o malattie professionali.

Nello specifico, per richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile è necessario:

  • ottenere il certificato medico introduttivo dal proprio medico curante; il medico compila il certificato online e lo inoltra all’Inps attraverso il servizio dedicato, stampando una ricevuta completa del numero univoco del certificato; per la presentazione della domanda d’invalidità civile, il certificato medico introduttivo ha una validità di 90 giorni;
  • inviare all’Inps, tramite portale web, call center o patronato, domanda d’invalidità (la procedura è unica, vale anche per l’eventuale riconoscimento dell’handicap- benefici Legge 104 e della non autosufficienza per l’accompagno, nonché della cecità, sordità e di ulteriori condizioni);
  • sottoporsi all’accertamento del possesso dei requisiti sanitari previsti dalla legge per il riconoscimento dell’invalidità civile; la visita viene eseguita da una commissione medico-legale presso l’Asl o direttamente presso l’Inps in determinate province;
  • a seguito dell’accertamento sanitario, l’interessato riceve il verbale d’invalidità dalla commissione medica, nel quale possono essere o meno riconosciute le condizioni sanitarie richieste; il verbale può essere impugnato; generalmente è soggetto a revisione (per approfondire: Verbale invalidità accompagnamento);
  • nel caso in cui la percentuale di invalidità riconosciuta sia superiore al 74%, l’interessato può aver diritto alla pensione d’invalidità civile, se è in possesso anche dei requisiti amministrativi previsti dalla legge; deve perciò compilare e inviare all’Inps il modello AP70, contenente i “dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni di invalidità civile”; il modello può compilato direttamente online, anche contestualmente alla domanda d’invalidità, oppure con l’aiuto di un patronato o del contact center dell’Inps, raggiungibile ai numeri 803.164 o 06.164.164 per chi chiama da cellulare.

Qui la Guida alla domanda d’invalidità Legge 104 accompagnamento, per conoscere, passaggio dopo passaggio, la procedura.

Nel verbale è indicata la data di decorrenza, cioè la data a partire dalla quale sono riconosciute le condizioni per il diritto alla pensione d’invalidità. Normalmente la decorrenza coincide con la data della domanda d’invalidità.

Conferma diritto alla pensione d’invalidità civile

Una volta riconosciuta la pensione d’invalidità civile, è necessario verificare annualmente il requisito relativo allo stato di disoccupazione: per consentire questa verifica, l’interessato ogni anno deve presentare all’Inps il modello Iclav. Si tratta di una dichiarazione sostitutiva, con la quale si attesta di prestare o non prestare attività lavorativa.

Nel dettaglio, l’invalido deve dichiarare all’interno del modello Iclav i dati necessari per confermare la permanenza dei requisiti previsti per la pensione d’invalidità, ossia il mancato superamento del limite di reddito annuo, o il mancato svolgimento di attività lavorativa.

La presentazione del modello Iclav è obbligatoria per:

  • gli invalidi civili parziali, non ricoverati, con solo diritto alla pensione d’invalidità civile;
  • gli invalidi civili parziali, ricoverati, con solo diritto alla pensione d’invalidità civile;
  • gli invalidi civili parziali, non ricoverati, titolari di altri redditi oltre all’assegno di assistenza, con solo diritto alla pensione d’invalidità civile;
  • gli invalidi civili parziali, ricoverati, titolari di altri redditi oltre all’assegno di assistenza, con solo diritto alla pensione d’invalidità civile;
  • gli invalidi civili parziali, privi del diritto alla perequazione automatica della pensione d’invalidità civile, cioè all’aumento periodico dell’assegno di assistenza, ma con limite di reddito personale pari o inferiore a quello stabilito per legge.

È necessario dichiarare, nello specifico:

  • i redditi derivanti dallo svolgimento di attività di lavoro dipendente, anche con contratti a tempo determinato e a tempo parziale;
  • i redditi derivanti da lavoro parasubordinato, come le collaborazioni coordinate e continuative;
  • i redditi derivanti da lavori socialmente utili Lsu;
  • i redditi derivanti dallo svolgimento di attività di lavoro autonomo o d’impresa;
  • i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, lavoro autonomo occasionale, redditi d’impresa o professionali conseguiti dagli aderenti al regime forfettario o dei contribuenti minimi;
  • i redditi presunti, appartenenti alle tipologie elencate, relativi all’anno in corso.

Gli importi da indicare sono quelli corrispondenti al reddito imponibile ai fini fiscali (quindi al netto di eventuale contribuzione previdenziale): i redditi devono essere riportati indipendentemente dal loro ammontare, anche se inferiori alle soglie limite.

La dichiarazione Iclav si presenta tramite Caf, fornendo al centro di assistenza fiscale l’apposita stringa, o codice, oppure tramite il sito dell’Inps, seguendo il percorso indicato nella seguente immagine (Servizi, Dichiarazioni responsabilità Internet, acquisizioni online).

Dallo stesso percorso è possibile estrapolare la stringa Caf, su “Stampa duplicato stringa”.

Quali redditi rilevano per il diritto alla pensione d’invalidità civile?

Ai fini della verifica della soglia di reddito annuale per il diritto alla pensione d’invalidità civile, rilevano solo i redditi personali percepiti nell’anno dall’invalido, mentre non si contano i redditi del coniuge o degli altri familiari.

Per la precisione, nella determinazione del reddito rilevante devono essere valutati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef (imponibile Irpef) al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali:

  • stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:
  • redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, titoli di Stato, etc.);
  • pensioni concesse da organismi esteri o enti internazionali;
  • redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • redditi da lavoro conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
  • indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
  • trattamenti di fine rapporto e loro anticipazioni.

Secondo quanto indicato dall’Inps nelle istruzioni del modello AP70 (il modello “Dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile”, che come già osservato serve, una volta riconosciuta l’invalidità, per ottenere la pensione), è necessario riportare, tra i vari redditi, anche:

  • gli arretrati delle retribuzioni;
  • i conguagli delle retribuzioni;
  • le indennità di fine rapporto;
  • le eredità.

Quali redditi non rilevano per il diritto alla pensione d’invalidità civile?

I redditi che non rientrano nella soglia limite per il diritto alla pensione d’invalidità civile sono invece i seguenti:

  • pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili: si tratta di prestazioni esenti dall’Irpef;
  • sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
  • reddito dell’abitazione principale;
  • rendite infortunistiche Inail aventi natura di risarcimento;
  • assegni per l’assistenza personale continuativa;
  • rendita Inail ai superstiti, in caso di morte del titolare della rendita;
  • assegno funerario;
  • rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
  • pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
  • assegni relativi alle pensioni privilegiate ordinarie;
  • pensioni relative alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
  • soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
  • sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
  • rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera Avs.

Che cosa succede alla pensione d’invalidità civile se si superano i limiti di reddito?

Se l’invalido supera i limiti di reddito annuale previsti per la pensione d’invalidità civile, entro 30 giorni deve comunicare all’Inps il venir meno dei requisiti richiesti per il diritto prestazione economica.

Questa comunicazione può essere inviata attraverso il patronato, il call center Inps o il servizio online per i cittadini, disponibile nel sito web dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70.

Lo stesso modello può essere utilizzato per comunicare il sorgere di un’eventuale situazione di incompatibilità: l’assegno mensile di assistenza, difatti, non è compatibile con le altre pensioni di invalidità, con le pensioni per invalidi di guerra, lavoro e servizio.

In caso di incompatibilità tra la pensione d’invalidità civile e un trattamento, l’invalido può comunque scegliere il trattamento a lui più favorevole.


note

[1] Art. 38 Cost.


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