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L’Italia sta tirando fuori il peggio di sé stessa

12 Settembre 2020 | Autore:
L’Italia sta tirando fuori il peggio di sé stessa

Non esiste un episodio sul quale non si riversi odio sui social o sui comizi politici. C’è un clima irrespirabile, come insegna la storia del povero Willy.

Non c’è solo Willy. C’è anche il 53enne ucciso a calci a Bari da un ragazzo che a nemmeno 27 anni aveva già avuto problemi con la giustizia. C’è la ragazzina che ricorderà la fine di questa estate, con appena 19 anni, come l’incubo della sua vita dopo essere stata violentata da due giovani romani in spiaggia. Lo stesso ricordo che avrà la donna di 35 anni, stuprata in questo caldo autunno in pieno centro a Milano, tra i grattacieli di Porta Nuova, a due passi da corso Como, zona movida che conta. Il valore della vita e il valore della dignità umana soffocati dalla violenza gratuita.

Accanto alla cronaca nera che fa paura c’è quella giudiziaria che continua a fare schifo, con inchieste giudiziarie su partiti che si autodefiniscono «onesti» ma che dimostrano quanto sia stato inutile il passaggio dalla Prima alla Seconda alla Terza repubblica e quanto certi amministratori pubblici siano capaci di fregare il popolo pretendendo di restare intoccabili. Chi per poche migliaia di euro, chi per 49 milioni. È sempre colpa degli altri, se le miserie diventano di pubblico dominio. Colpa della magistratura a orologeria, colpa dei partiti avversari che fanno di peggio. In altri Paesi, ci si dimette per un rimborso sconveniente di pochi euro. Qui, per un fatto così, ti danno dello stupido: potevi rubare di più, che tanto rimani al tuo posto.

La cronaca nera che fa paura e quella giudiziaria che fa schifo sono il pretesto per scatenare quell’Italia che sta tirando fuori il peggio di sé stessa, che prende spunto da entrambe per attaccarsi alla tastiera del pc o del telefonino e sputare odio a sproposito, diffondendo un virus ancor più pericoloso del Covid. Il caso di Willy è stata la conferma di quanto l’Italia dei balconi e del «ne usciremo meglio» sia l’Italia più falsa e ipocrita che esista. Quella capace di dimenticare la parola «solidarietà» appena si sente di nuovo al sicuro e torna alle abitudini di sempre.

L’episodio di Willy fa riflettere proprio sul valore della solidarietà. Il messaggio è inequivocabile: chi aiuta un amico in difficoltà, rischia di essere pestato a morte. Poi, finisce per diventare un eroe. Troppo tardi, però.

I suoi assassini, sempre bravi ragazzi. Non sono arrivati a bordo di un barcone. È stata la vittima ad essere vista come «lo straniero», oltre che impiccione. Lo dice pure un parente dei due fratelli finiti dentro per l’omicidio di Willy: «Tanto, che cos’hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario». Che vuoi che sia, se non il lato peggiore di un’Italia che ci fa arrossire?

Giacomo Leopardi, uno che apparteneva all’altra Italia, a quella per cui si può essere orgogliosi di essere nati in questa terra, scriveva: «La guerra più terribile è quella che deriva dall’egoismo, e dall’odio naturale verso altrui, rivolto non più verso lo straniero, ma verso il concittadino, il compagno».

Leopardi ci vide giusto, già oltre 200 anni fa, quando diceva che il lato peggiore dell’Italia, quello che sbava schiuma di rabbia, non colpisce solo lo straniero, ma anche il concittadino. Sui giovani accusati di avere pestato a morte Willy si è accanito il popolo della tastiera, immancabile quando c’è da dare un giudizio mai richiesto. Ma lo ha fatto anche sulla compagna di uno di loro, incinta di sei mesi. Frasi come «avrai un bastardo come lui», «dovresti abortire», «ti auguro che tuo figlio muoia come Willy» sono un repertorio degno dell’Italia che l’Italia stessa non merita. Sono il risultato dell’atteggiamento di chi dai social come dal comizio populista di turno, incita a reagire alla diversità con violenza. Legittima chi riempie di botte il vigile che chiede di rispettare la legge indossando una mascherina e giustifica chi si rifiuta di indossarla noncurante del danno che può creare agli altri, nel nome di un ridicolo negazionismo che rende assassini tanto quanto chi pesta a sangue un ventenne inerme.

Ghandi, figura osannata anche da chi oggi predica odio, ammoniva: «Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l’odio con l’amore, la menzogna con la verità, la violenza con l’abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell’educazione di un bambino». Già, dovrebbe.



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