Vaccino anti-Covid: riparte la sperimentazione

12 Settembre 2020
Vaccino anti-Covid: riparte la sperimentazione

AstraZeneca riavvia a tempi di record i test interrotti dopo la reazione di un volontario: è già arrivato l’ok delle autorità alla ripresa.

Il gruppo farmaceutico AstraZeneca ha riavviato la sperimentazione clinica del vaccino anti-Covid, che era stata interrotta dopo la reazione anomala di un volontario: l’annuncio arriva dal Regno Unito dove si stanno conducendo i test.

La società spiega che l’indagine del Comitato indipendente su quanto accaduto si è conclusa «non rilevando problemi di sicurezza» e perciò gli enti regolatori britannici hanno prontamente concesso l’autorizzazione alla ripresa.

Finora, circa 18mila volontari hanno ricevuto la somministrazione del vaccino; uno di essi però aveva riportato una seria patologia, la mielite trasversa, e ciò aveva determinato nei giorni scorsi l’improvvisa interruzione dei test. L’autorizzazione alla ripresa è arrivata molto prima del previsto; si calcolava che lo stop sarebbe potuto durare alcuni mesi, invece l’indagine clinica si è svolta a tempi di record.

«Questo non è un gioco. Gli scienziati si assumono una responsabilità di fronte al mondo. La mancata relazione fra il candidato vaccino e l’evento avverso era evidente, visto che la Commissione entro 24 ore dalla riunione si è espressa. È stato tutto rapidissimo, significa proprio che non c’è il minimo dubbio; se ci fosse stato, la Commissione si sarebbe presa molto più tempo», commenta all’Adnkronos Salute Piero Di Lorenzo, amministratore delegato della società italiana Irbm di Pomezia, coinvolta nello sviluppo del vaccino insieme ad AstraZeneca e all’università di Oxford.

Per il ministro della Salute, Roberto Speranza, che pochi giorni fa aveva annunciato l’arrivo del vaccino entro la fine dell’anno, «la ripresa della sperimentazione del vaccino AstraZeneca è una buona notizia, ma serve ancora tanta prudenza. La scienza è al lavoro per dare al mondo cure e vaccini efficaci e sicuri. Nel frattempo la vera chiave continuano ad essere i comportamenti di ciascuno di noi».

Il virologo Roberto Burioni in un post su Facebook commenta così la vicenda: «Quando accade una cosa di questo genere, semplificando al massimo, possiamo immaginare che questo comitato abbia ritenuto che l’effetto collaterale non è dovuto al vaccino, oppure che la sua entità sia stata molto più lieve di quanto filtrato attraverso la stampa. Non abbiamo nessun dato ufficiale se non gli scarni comunicati delle case farmaceutiche; non sappiamo niente di certo neanche riguardo ai disturbi accusati dal paziente, della loro gravità, dell’andamento clinico. Però in questi comitati siedono medici con una grande reputazione e non sono disposti a metterla in gioco, per cui io tenderei a fidarmi. Intanto stiamo attenti, distanza e mascherina».



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