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Stalking: maxi risarcimento alla vittima per la sofferenza subita

26 Novembre 2013 | Autore:
Stalking: maxi risarcimento alla vittima per la sofferenza subita

Non c’è bisogno di una condanna penale per il risarcimento: le condotte persecutorie poste in essere dallo stalker fanno presumere la sofferenza psicologica della vittima, la quale ha pertanto diritto al risarcimento del danno morale.

 

La vittima di stalking ha diritto al risarcimento del danno morale per il grave turbamento psicologico subito a prescindere dall’esistenza di una condanna penale.

È quanto affermato dal Tribunale di Roma [1] che, nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ha sottolineato la forte incisività che le condotte persecutorie hanno sulla sfera psicologica delle vittima e sulla conseguente inevitabile sua sofferenza.

Si tratta di una sentenza innovativa in quanto riconosce il risarcimento del danno anche in assenza di una condanna penale per stalking. Basta, infatti, la semplice prova, nel giudizio civile, delle condotte persecutorie idonee a creare uno stato di ansia, paura e turbamento nella vittima.

 

Un prova decisiva in tal senso è quella fornita dai testimoni, persone vicine alla vittima che hanno avuto modo di vedere o conoscere il comportamento aggressivo e petulante dello stalker (telefonate continue, pedinamenti, limitazioni della libertà privata).

Una volta accertati gli episodi persecutori, il giudice può accordare alla vittima un risarcimento del danno morale, definito secondo equità. La vittima non ha bisogno di provare il turbamento psicologico in quanto esso si può presumere, viste le vessazioni subite.

Nel caso oggetto della sentenza, la donna vittima di stalking da parte dell’ex fidanzato si è vista riconoscere un risarcimento di diecimila euro.

Nella determinazione del danno i giudici hanno tenuto conto della sofferenza della donna, aggravata dalla circostanza che la violenza psichica proveniva, non da una persona qualsiasi, ma dall’ex compagno dopo la fine della loro relazione.

Lo stalker, oltre alle continue telefonate, sms, appostamenti sotto casa, aveva addirittura offerto alla donna una somma di denaro per tornare insieme.

Un’altra sentenza, sempre di ieri, accorda tutela alla donna vittima di violenza, questa volta però nell’ambito penale. La Cassazione [2], infatti, ha confermato la misura cautelare dei domiciliari emessa nei confronti di un uomo accusato di reati di minaccia, atti persecutori, ingiuria e percosse nei confronti dell’ex moglie.

La misura cautelare è un provvedimento che si rende necessario quando vi è il pericolo che il soggetto continui a commettere un grave illecito.

Secondo i giudici non rileva il fatto che l’uomo abbia sporto denuncia nei confronti della donna per calunnia, se sussiste il ragionevole sospetto della veridicità delle affermazioni di questa circa le condotte violente subite.

Infatti, è plausibile che la donna smetta di denunciare l’ex violento perché rassicurata dal provvedimento cautelare emesso nei confronti di questi e non che smetta perché a sua volta denunciata dall’ex per calunnia.


note

[1] Trib. di Roma sent. n. 23351/13.

[2] Cass. sent. n. 46331/13.

Autore della foto: 123rf.com


1 Commento

  1. Ma parliamo sempre di voi, voi, voi , voi donne!! Perché se vado a denunciare la mia ex compagna che mi ha distrutto stanza, lasciato le sue unghie su tutto il mio corpo, umiliato, tradito perennemente per 4 mesi con persone diverse neanche con lo stesso e tutto ciò è documentato.sono finito in cura dallo pischiatra, caduto in depressione, prendo farmaci e io sono una persona con grossi problemi cardiaci!!! Perché se vado in qualsiasi distretto mi ridono in faccia? In questo caso la colpa e mia che mi sono fatto fare tutto ciò?? Ed essendo un uomo potevo andare via?? Com e che funziona , da chi devo andare per avere giustizia???

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