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Invalidità totale con accompagnamento: quali vantaggi?

19 Settembre 2020
Invalidità totale con accompagnamento: quali vantaggi?

Nel 2014 la commissione medica della ASL Ce mi riconosceva: “portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art 3,comma 3, L.5.2.1992 n.104 con diagnosi M.di Parkinson in soggetto con cardiopatia ischemica; diagnosi ICD 9 codice 339, legge 102 “invalido ultra sessantacinquenne con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni e ed i compiti propri della sua età “disabilità rilevate: 08 neurologiche.nel 2016 richiedevo accertamento di aggravamento con esito: codice DM 7346; ICD 9: 332.Nel 2018 il tribunale di Civitavecchia con decreto di omologa riconosceva diritto ad indennità di accompagnamento. Quali i nuovi benefici previsti?

Premetto innanzitutto che l’indennità di accompagnamento è riconosciuta all’invalido civile nella misura del 100% non autosufficiente, cioè non in grado permanentemente di svolgere gli atti quotidiani della vita o di deambulare con l’aiuto di un accompagnatore.

Se le è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento, dunque, con tutta probabilità Lei ha anche diritto ai vantaggi spettanti agli invalidi civili totali, sussistendo, ove previsti, i requisiti di reddito.

Requisiti di reddito che invece non sono previsti per l’assegno di accompagnamento, o accompagno.

Questo, infatti, è un assegno pari a 520,29 euro mensili, rivalutato annualmente e spettante per 12 mensilità, slegato da qualsiasi requisito di reddito.

L’assegno è sospeso soltanto se Lei viene ricoverata in un istituto di lungodegenza a carico dello Stato per oltre 30 giorni di seguito.

A livello locale, in alcune regioni d’Italia, può essere riconosciuto l’assegno di cura, un’ulteriore indennità mensile con l’aggiunta di eventuali prestazioni accessorie, come l’assistenza domiciliare: deve chiedere al Suo Comune di residenza.

Oltre a questo assegno, se il suo reddito annuo non supera 16.982,49 euro e se Lei è stata riconosciuta invalida civile totale prima del compimento dei 67 anni, può anche ottenere la pensione d’invalidità civile, pari a 286,81 euro mensili, che viene aumentata a 651,51 euro se Lei si trova ancora in età lavorativa e se i suoi redditi non superano 8.469,63 euro annui.

Se Lei, invece, è stata riconosciuta invalida civile dopo il compimento dell’età pensionabile, può aver diritto all’assegno sociale, avendo un reddito proprio non superiore a 5.977,79 euro e un reddito proprio, sommato a quello dell’eventuale coniuge, non superiore a 11.955,58 euro. L’assegno sociale ammonta a 459,83 euro mensili e può essere maggiorato, con l’incremento al milione, sino a 651,51 euro mensili.

Qualora Lei sia stata riconosciuta invalida civile prima del compimento dell’età pensionabile, ma attualmente abbia compiuto i 67 anni, può ottenere l’assegno sociale sostitutivo della pensione d’inabilità civile, con un reddito proprio annuo non superiore a 16.982,49 euro. L’assegno ammonta a 374,48 euro mensili ed è aumentato sino a 459,83 euro se Lei rispetta anche i requisiti reddituali previsti per l’assegno sociale.

In rapporto all’invalidità civile, Lei può ottenere i seguenti vantaggi:

  • esenzione totale dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale;
  • eventuale (bisogna aver riguardo alla legislazione regionale) agevolazione per il pagamento dei medicinali prescritti con ricetta medica.

Lei può inoltre ottenere i seguenti vantaggi, se ancora lavora, in rapporto al riconoscimento dell’handicap grave:

  • diritto ai permessi retribuiti in misura pari a 3 giorni al mese;
  • diritto di rifiutare il trasferimento e alla scelta della sede, in quest’ultimo caso se dipendente pubblica.

Sempre in rapporto all’handicap, Lei ha diritto a vantaggi e detrazioni fiscali per l’acquisito dell’auto, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’acquisto di ausili.

Non si conosce la Sua situazione previdenziale (eventuale versamento di contributi): in determinati casi, richiedendo il riconoscimento dell’invalidità al lavoro, Lei potrebbe ottenere anticipi pensionistici o assegni di invalidità specifica o, ancora, l’assegno ordinario di invalidità, in rapporto ai contributi versati. Ai lavoratori vengono inoltre riconosciute maggiorazioni nei contributi accreditati e, se lavoratori del settore privato, un congedo per cure di 30 giorni all’anno.

Una serie di numerose agevolazioni è infine riconosciuta dall’Inps, a dipendenti ed ex dipendenti pubblici e ai loro familiari, attraverso il programma Inps Home Care Premium (contributo economico mensile, assistenza domiciliare, ausili di vario genere).

Articolo tratto da una consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.



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