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Auto aziendale al collaboratore: com’è tassata?

16 Settembre 2020
Auto aziendale al collaboratore: com’è tassata?

Gradirei la conferma che l’auto a uso promiscuo può essere data come fringe benefit ad un lavoratore co.co.co. ed il trattamento fiscale sia per l’azienda che per il lavoratore.

Innanzitutto, i redditi dei co.co.co. si considerano fiscalmente redditi di lavoro dipendente, in base all’art.49 del TUIR, che specifica quanto segue: «[…] 2. Costituiscono, altresì, redditi di lavoro dipendente: a) le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati; b) le somme di cui all’art. 429, ultimo comma, del Codice di procedura civile.» Le somme di cui all’art.429 ult. Co. del Codice di procedura civile sono i compensi erogati ai collaboratori coordinati e continuativi.

In base all’art. 51 co. 4 lett. a) del TUIR, gli autoveicoli dati in uso a dipendenti e collaboratori (in quanto percettori di reddito di lavoro dipendente) non concorrono, totalmente o parzialmente, a formare i redditi di lavoro dipendente.

Più nel dettaglio, il veicolo aziendale strumentale in uso al dipendente o al collaboratore non è imponibile.

Il veicolo aziendale strumentale dato in uso promiscuo al dipendente o al collaboratore è invece parzialmente imponibile.

Nello specifico, per quanto riguarda i contratti stipulati entro il 30 giugno 2020 è imponibile il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza annua convenzionale di 15.000 Km, calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio indicato nelle tabelle ACI.

Per i contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020 è imponibile il:

  • 25% per i veicoli con valori di emissione di CO2 fino a 60g/km;
  • 30% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 60g/km ma non a 160g/km;
  • 40% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160g/km ma non a 190g/km;
  • 50% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190g/km.

Inoltre, fermo restando le percentuali sopra indicate per i veicoli con emissioni di CO2 sino a 160g/km, a decorrere dal 2021, per gli altri veicoli ci sarà un ulteriore incremento e precisamente

  • 50% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160g/km ma non a 190g/km;
  • 60% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190g/km.

Si supponga che a un collaboratore venga concessa, in data 1° gennaio 2020, per l’intero anno, in uso promiscuo, una vettura BMW, modello 340IA 3.0 326 CV Gran Turismo.

In base alle tabelle Aci in vigore dal 1° gennaio 2020 il costo per chilometro ai fini del calcolo del fringe benefit è pari a 0,8574.

Pertanto, il fringe benefit per il collaboratore sarà pari a: (0,8574 x 15.000) x 30% = 3.858,30

Si supponga che la stessa automobile (BMW, modello 340IA 3.0 326 CV Gran Turismo) venga concessa in uso promiscuo, in data 1° luglio 2020.

La vettura in questione ha emissioni di CO2 pari a 172g/km.

Pertanto, il fringe benefit sarà pari a:(0,8574 x 15.000) x 40% = 5.144,40 con un aggravio pari a 1.286,10 euro (per comodità di calcolo non si effettua il ragguaglio ad anno, comunque necessario nella realtà).

Se la stessa vettura sarà concessa in uso a partire dal 2021, supponendo che le nuove regole siano confermate anche per il prossimo anno, il fringe benefit sarà pari a: (0,8574 x 15.000) x 50% = 6.430,50.

Per tutti i veicoli, con qualunque valore di emissione di anidride carbonica, concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020, invece, resta in vigore, anche successivamente al 1° luglio 2020, la disciplina prevista dall’articolo 51, comma 4, lettera a), del Tuir, vigente al 31 dicembre 2019, quindi, con una percentuale generalizzata del 30% sui 15mila chilometri.

Riepilogando, la nuova disciplina è applicabile unicamente alle auto immatricolate a partire dal 1° gennaio 2020 per contratti di fringe benefit siglati a partire dal 1° luglio 2020.

Rimangono invariate, invece, le percentuali di «deducibilità dei costi sostenuti per i veicoli aziendali».

In particolare, la deduzione dei costi effettivi sostenuti per l’autovettura (come ad esempio gli ammortamenti, il carburante e le manutenzioni), concessa in uso promiscuo per la maggior parte del periodo d’imposta ad un dipendente, è del 70% (e non del 100% fino a concorrenza del fringe benefit tassato e del 70% l’eccedenza).

Se il dipendente o collaboratore non prende servizio dal primo gennaio ma successivamente, il periodo di imposta va ragguagliato all’anno (circolare 18 giugno 2008, n. 47/E, risposta 5.1)

Nel caso in cui l’autovettura venga data in uso promiscuo a un titolare di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, non operano le regole previste (lato impresa) per l’utilizzo promiscuo da parte del dipendente. La deducibilità dei costi segue quindi la disciplina prevista dalla lettera b), comma 1, dell’art. 164 TUIR. Sussiste quindi la deducibilità del 20% sino a 18.075,99 euro e del 100% nei limiti del fringe benefit.

In pratica, l’azienda può dedurre il 100% delle spese fino all’importo del fringe benefit annuale inserito in busta paga, mentre le spese eccedenti sono deducibili al 20%. Ad esempio, ipotizzando un totale di spese annuali riferite all’auto pari a 5.000 ed un fringe benefit annuale di 3.000, la società potrà quindi dedursi spese per 3.400 (100% di 3.000 e 20% di 2.000).

In caso di assegnazione all’amministratore, ugualmente, la deduzione dei costi è del 100%, nel limite del fringe benefit tassato (il quale è al netto dell’eventuale rimborso pagato dall’amministratore , comprensivo dell’Iva , circolare 23 dicembre 1997, n.326/E, paragrafo 2.3.2.1 e risoluzione 7 marzo 2000, n. 25/E), mentre l’eccedenza è deducibile al 20% (circolari 10 febbraio 1998, n. 48/E, paragrafo 2.1.2.1 e 13 febbraio 1997, n. 37/E).

Come mai questa differenza di trattamento tra dipendenti e collaboratori-amministratori nonostante l’assimilazione del reddito? Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate. Malgrado il reddito conseguito dall’amministratore-collaboratore venga espressamente assimilato al reddito da lavoro dipendente, la circolare AdE 5/E/2001 afferma che le disposizioni di favore previste per le autovetture concesse in uso al dipendente non possono essere estese alle autovetture utilizzate ad uso promiscuo aziendale e personale da parte degli amministratori- e dai collaboratori; a tal riguardo la successiva circolare AdE 1/E/2007 è anch’essa intervenuta sul tema, al fine di puntualizzare che l’assimilazione dei collaboratori con i lavoratori dipendenti concerne le modalità di determinazione del reddito di questi (e quindi, in merito al trattamento fiscale delle autovetture, risulta applicabile la determinazione convenzionale del benefit), ma non anche l’assimilazione per quanto riguarda le regole di deduzione dal reddito dei costi del veicolo da parte dell’impresa concedente.

In particolare, sulla base delle considerazioni proposte dalla circolare 48/E/1998, è possibile affermare quanto segue:

  • l’ammontare del fringe benefit tassato in capo all’amministratore o al collaboratore è deducibile per l’impresa fino a concorrenza delle spese sostenute da quest’ultima;
  • l’eventuale eccedenza delle suddette spese è deducibile secondo le regole generali previste nell’articolo 164 Tuir.

L’eccedenza è quindi soggetta al trattamento che la normativa riserva ai veicoli aziendali che prevede che i relativi costi andranno trattati con la misura ridotta attualmente applicabile pari al 20%.

Bisogna in ogni caso provare la disponibilità del mezzo dato in uso al dipendente o collaboratore in base a idonea documentazione che ne accerti l’utilizzo, ad esempio mediante apposizione di specifica clausola nel contratto di lavoro del dipendente, sottoscrizione di scrittura privata con data certa o verbale di consiglio di amministrazione.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.



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