Diritto e Fisco | Articoli

Droga: quando è legale?

14 Settembre 2020 | Autore:
Droga: quando è legale?

Cannabis light, cannabis terapeutica, autorizzazioni ministeriali e operazioni sotto copertura: tutti i casi in cui le sostanze stupefacenti sono legali.

In Italia, l’uso di sostanze stupefacenti è punito con sanzioni molto severe. Bisogna però distinguere a seconda dell’impiego che si fa della droga: mentre l’uso personale è punito solamente in via amministrativa, la detenzione finalizzata alla cessione è punita a titolo di reato. Insomma: se usi la droga solo per te rischi solamente la sospensione della patente o sanzioni simili, mentre se la cedi ad altri (anche gratuitamente) finirai in manette. Esistono casi in cui la droga è assolutamente lecita, cioè non consente di incorrere in alcun tipo di sanzione? In altre parole: quando la droga è legale?

Come vedremo nel corso dell’articolo, la droga è legale, e quindi non comporta alcuna conseguenza sul piano giuridico, solamente in quattro casi: quando si tratta di vendita di cannabis light; quando la cannabis serve per uso terapeutico; quando c’è una speciale autorizzazione da parte del ministero; quando la droga è ceduta o acquistata da un agente sotto copertura, cioè da un membro delle forze dell’ordine che agisce in incognito solamente per smascherare gli autori dei reati. In ipotesi del genere, possiamo affermare che, eccezionalmente, la droga è legale.

Cannabis light: cos’è e quand’è legale?

La droga è legale quando si tratta di cannabis light. Di cosa si tratta? Secondo la legge [1], è possibile coltivare canapa (cannabis sativa L.) utilizzando sementi registrate nell’Unione europea che abbiano un contenuto massimo di thc (cioè di tetraidrocannabinolo, la sostanza psicotropa classificata come stupefacente) non superiore allo 0,2 per cento.

La legge prevede un limite di tolleranza fino allo 0,6 per cento di thc, entro il quale non vi sono conseguenze penali né per l’agricoltore né per il venditore.

Nel caso in cui la percentuale di thc dovesse superare la soglia dello 0,6 per cento, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso è esclusa la responsabilità dell’agricoltore.

Secondo la Corte di Cassazione [2], il limite di tollerabilità dello 0,6 per cento di thc si applica non solo agli agricoltori, ma anche a coloro che vendono cannabis light e a coloro che ne fanno uso.

In sintesi, quindi, è lecito vendere nei growshop cannabis light con percentuale di thc fino a 0,6, che è la soglia sotto la quale non ci sono effetti droganti: deve, infatti, ritenersi che il limite indicato dalla legge previsto per la coltivazione delle infiorescenze valga anche per il frutto della coltivazione che arriva senza alcuna modifica alla commercializzazione. Il consumo risulta libero e non può essere sanzionato sul piano amministrativo.

Si può dunque affermare che lo 0,6 per cento di thc è la soglia al di sotto della quale la cannabis non è considerata dalla legge come produttiva di effetti stupefacenti rilevanti sul piano giuridico.

Infine, una precisazione: anche se la cannabis legale non ha effetti psicotropi, subito dopo averla consumata non bisogna mettersi alla guida di un veicolo, poiché se si venisse sottoposti a controlli, si correrebbe il rischio di integrare l’illecito di guida sotto effetto di sostanza stupefacenti.

La droga per uso terapeutico: è legale?

La droga è legale quando prescritta per uso terapeutico. Per questo specifico scopo si adopera sostanzialmente un solo tipo di droga: la cannabis e i suoi derivati.

In Italia, la cannabis terapeutica viene prescritta per curare e gestire i sintomi di molte patologie, tra cui il dolore nella sclerosi multipla o nelle lesioni del midollo spinale, il dolore cronico di origine neuropatica o oncologica, per il glaucoma e per la sindrome di Tourette.

Il farmaco a base di cannabis deve ovviamente essere prescritto dal medico e non può essere assunto di propria iniziativa. Per la precisione, i farmaci a base di cannabis possono essere prescritti da qualsiasi medico abilitato. Tuttavia, se vengono prescritte a carico del Servizio sanitario nazionale, a seconda della Regione in cui si è residenti, è possibile che solamente alcuni medici o alcune strutture siano abilitati a prescriverla.

Droga legale e autorizzazione del ministero

Secondo la legge [3], chiunque intenda coltivare, produrre, fabbricare, impiegare, importare, esportare, ricevere per transito, commerciare a qualsiasi titolo o comunque detenere per il commercio sostanze stupefacenti o psicotrope, deve munirsi dell’autorizzazione del ministero della Sanità.

Dall’obbligo dell’autorizzazione sono escluse le farmacie, per quanto riguarda l’acquisto di sostanze stupefacenti o psicotrope e per l’acquisto, la vendita o la cessione di dette sostanze in dose e forma di medicamenti.

Il ministro della Sanità, nel concedere l’autorizzazione, determina, caso per caso, le condizioni e le garanzie alle quali essa è subordinata. Il decreto di autorizzazione ha durata biennale.

L’autorizzazione ministeriale per l’impiego di sostanze stupefacenti può essere richiesto, ad esempio, per la produzione di medicinali destinati alla somministrazione nell’uomo o nell’animale.

Operazioni sotto copertura: la droga è legale?

Infine, la droga è legale se adoperata da un agente sotto copertura nel corso del suo lavoro. Si tratta di quella persona che, appartenendo alle forze dell’ordine, agisce in incognito col fine smascherare e consegnare alla giustizia le persone che compiono delitti.

Secondo la legge [4], non sono punibili gli agenti di polizia giudiziaria che, al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine a determinati delitti, diano rifugio o comunque prestino assistenza agli associati, acquistino, ricevano, sostituiscano od occultino denaro, armi, documenti, sostanze stupefacenti o psicotrope, beni ovvero cose che sono oggetto, prodotto, profitto o mezzo per commettere il reato o altrimenti ostacolino l’individuazione della loro provenienza o ne consentano l’impiego o compiano attività prodromiche e strumentali.

Dunque, il poliziotto che agisce in incognito e, costretto dal proprio lavoro, detenga o faccia altro uso di droghe, non è punibile per legge.


La droga è legale, e quindi non comporta alcuna conseguenza sul piano giuridico, solamente in quattro casi: quando si tratta di vendita di cannabis light; quando la cannabis serve per uso terapeutico; quando c’è una speciale autorizzazione da parte del ministero; quando la droga è ceduta o acquistata da un agente sotto copertura.

note

[1] Legge n. 242 del 02.12.2016.

[2] Cass., sent. n. 4920 del 31.01.2019.

[3] Art. 17, D.P.R. n. 309/90.

[4] Art. 97, D.P.R. n. 309/90.

Autore immagine: Depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube