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Uccide la sorella per omofobia: dov’è la nuova legge?

14 Settembre 2020 | Autore:
Uccide la sorella per omofobia: dov’è la nuova legge?

A Napoli un uomo uccide la sorella perché aveva una relazione gay. Il caso riporta l’attenzione sulle nuove norme in arrivo in materia di omotransfobia.

Sembrava una normale caduta dal motorino, invece era un omicidio. Quello di un fratello che ha ucciso la sorella. La ragazza, Maria Paola, di 20 anni viaggiava con la sua compagna transgender, Ciro, all’anagrafe Cira.

Lui le ha avvistate, le ha inseguite con una moto Honda e le ha speronate, prendendo a calci la carena del ciclomotore. Perdono il controllo del mezzo, sbandano e cadono. Nell’impatto Maria Paola si ferisce mortalmente, mentre Ciro riporta lesioni gravi per le botte ricevute dal fratello della compagna.

«Ho fatto una stronzata ma volevo darle una lezione, quella là era infetta, mia sorella invece era normale», ha detto Michele Gaglione, trentenne di Caivano, in provincia di Napoli, quando ha confessato ed è stato tradotto in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

Un dramma causato dall’omofobia: Non accettava la relazione che si era instaurata tra la sorella e una persona lesbica e trans. Dalle indagini emerge che la coppia era stata già minacciata e maltrattata in passato, ma non erano stati presi provvedimenti.

In poche ore la vicenda è diventata un caso paradigmatico dell’omofobia in rapporto alla nuova legge in arrivo, che il Parlamento sta per varare e prevede di estendere il reato di istigazione all’odio  oltre che agli attuali motivi razziali, etnici o religiosi anche agli atti di violenza fondati «sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere».

Adesso, piovono le reazioni, più o meno preoccupate e indignate, del mondo politico e delle associazioni. «Non c’è nulla di più disumano di un fratello che uccide la sorella», dice a caldo all’Adnkronos la parlamentare Vladimir Luxuria, che lancia l’appello perché venga approvata al più presto la nuova legge ed avverte: «La transfobia esiste, dovrebbero ricordarlo coloro che negano o minimizzano. L’odio uccide».

«Ciro colpevole di aver ‘infettato’ Maria Paola: leggete bene questa parola. C’è ancora chi considera che essere sé stesse, o sé stessi, e amare una persona trans, sia un’infezione. Qualcosa da cui essere curati, che merita una correzione violenta», scrive sui social Monica Cirinnà, promotrice delle unioni civili.

Il relatore della  legge contro l’omotransfobia, Alessandro Zan, chiede l’approvazione immediata del provvedimento e osserva: «Ecco in Italia come si muore di transfobia e misoginia. Questo è il risultato dell’arretratezza culturale e della mancanza di norme contro odio e violenze a sfondo omotransfobico.  Non si può più stare fermi ad attendere l’ennesimo caso, l’ennesima discriminazione, l’ennesimo omicidio».

Sulla condanna dell’episodio accaduto c’è un consenso unanime di tutte le forze politiche, ben diverso dalle divergenze e contrasti che hanno accompagnato l’iter di discussione della legge Zan. La leader dei Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, chiede una «pena esemplare per lo schifoso assassino»; per Forza Italia, Mara Carfagna riconosce «un’atroce storia di violenza, un insieme di misoginia, transfobia e omofobia, sentimenti ignobili che vanno combattuti con fermezza. Un fratricidio che deve essere punito con rigore». Anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, parla di «violenza folle, senza senso e senza giustificazioni».

Il testo della legge sull’omotransfobia è stato approvato a fine luglio dalla commissione Giustizia della Camera dei deputati e presto si svolgerà l’esame in Aula, con il voto su emendamenti ed articoli. L’iter di approvazione si annuncia però faticoso e tormentato, soprattutto per escludere le espressioni meramente verbali sul delicato argomento dell’identità di genere, quando esprimono opinioni e non si traducono in istigazioni all’odio o in comportamenti di violenza. Ma episodi come quello accaduto oggi mostrano quanto il discrimine sia sottile e problematico.



3 Commenti

  1. Che vergogna! Rabbrividisco nel leggere queste notizie. Ma che razza di persona è mai questa? E meno male che siamo nel 2020. si parla tanto di tolleranza, solidarietà, accettazione, rispetto e poi la peggiore feccia te la trovi in famiglia e ti ammazza pure. Io sono sconvolto. Da uomo, penso che questo ragazzo meriti di scontare tutta la sua pena senza sconti. Non c’è ragione che possa giustificare l’odio

  2. Ecco, io credo che la nuova legge contro l’omotransfobia sia fondamentale come era fondamentale anche il Codice Rosso. Qui, dicono che vogliamo l’uguaglianza e arrivare a tutelare questi diritti magari per alcuni è un passo indietro, ma il vero passo indietro è causato dal comportamento degli uomini che arrivano a tanto e commettono questi crimini. La cosa assurda è questo. Ma il rispetto verso l’essere umano dov’è? Magari queste sono le stesse persone che si indignano se ammazzi uno scarafaggio e poi vanno ad uccidere il sangue del loro sangue…perché? Perché era “infetta”. Che razza di gente è mai questa? Che mondo lasceremo ai nostri figli?

  3. A volte, il diverso fa paura ecco perché si reagisce con l’odio. Ma io sono sicuramente diverso per il mio carattere, per il mio percorso di vita, di studio, di lavoro. Sono diverso per il colore della mia pelle. sono diverso per il mio orientamento sessuale…ma sono pur sempre un uomo… E diamine, apparteniamo alla stessa specie. Se osserviamo il comportamento degli animali, anche cani e gatti se abituati in un certo modo possono convivere benissimo, anche se sono due mammiferi diversi… Allora, mi chiedo, perché ostinarsi a non voler accettare il diverso? Cosa ti toglie alla tua esistenza? Ti sto ostacolando? Ti sto aggredendo? Ti sto facendo del male in quale modo? Perché allora sei indignato? Perché non riesci a riconoscermi come essere umano? Perché non possiamo convivere tutti insieme su questa terra senza farci la guerra? Senza dover affermare per forza la nostra diversità!?

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