Cronaca | News

Usura, cresce l’allarme ‘ndrangheta

14 Settembre 2020
Usura, cresce l’allarme ‘ndrangheta

Riciclaggio capitali sporchi e acquisizione di imprese in difficoltà: così la criminalità organizzata lucra sull’emergenza sanitaria.

Era prevedibile, per non dire scontato, che la criminalità organizzata avrebbe sfruttato perfino l’emergenza sanitaria come occasione di business. Un’opportunità ghiotta per fare affari, dettata dalla crisi economica che spinge molte persone a un forsennato bisogno di liquidità. Ne abbiamo scritto spesso, su queste pagine (per approfondire: Come le mafie fanno affari con il Coronavirus).

Nonostante il numero di denunce risulti addirittura calato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, l’allarme usura resta e aumenta. Molti episodi, infatti, restano sommersi e non denunciati per una serie di motivi che vanno dalla paura alla vergogna fino all’atteggiamento di gratitudine verso i clan e i loro usurai. Nell’ultimo anno, sono solo 184 le vicende portate a conoscenza delle forze dell’ordine, come riporta il dossier Ferragosto del ministero dell’Interno che segnala, in particolare, il pericolo ‘ndrangheta.

A spingere molti imprenditori nella morsa degli strozzini è la miscela esplosiva, creata dalla pandemia di Coronavirus, di difficoltà di accesso al credito e introiti ridotti, causa sospensione dell’attività economica durante il lockdown. Rischiano, in particolare, coloro che non avevano un impiego stabile o lavoravano in nero.

Il Sole 24 Ore, nell’edizione di stamattina, segnala che «le difficoltà economiche potrebbero accrescere anche lo stock delle sofferenze bancarie, favorendo un’altra (e ancor più ampia) via di penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, e cioè quella dell’acquisto dei crediti deteriorati, i cosiddetti Npl (non performing loans)».

Per le organizzazioni criminali, prima tra tutte la ‘ndrangheta, è un modo rapido per acquisire aziende in crisi, spesso attraverso società fittizie o teste di legno, ma anche per riciclare i capitali sporchi delle altre attività illegali, in particolare lo spaccio di stupefacenti.



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