Affitti agli studenti fuori sede: le novità

14 Settembre 2020 | Autore:
Affitti agli studenti fuori sede: le novità

Aumenta la disponibilità di case nelle città del Nord, ma molti ragazzi rientrano nei luoghi di origine: così i canoni si abbassano, ma non dovunque.

Dopo lo svuotamento delle aule universitarie avvenuto negli scorsi mesi a causa del lockdown, riprende a poco a poco la didattica in presenza anche nelle Università e gli studenti fuori sede cercano casa.

Finora, le incertezze sulla ripartenza hanno frenato la firma dei nuovi contratti o il rinnovo dei precedenti e si è verificato un fenomeno inedito: quello del “south working” che ha svuotato le grandi città del Nord, rimaste prive degli studenti centro-meridionali che sono tornati nelle abitazioni di origine e da lì hanno frequentato corsi e sostenuto esami a distanza.

Adesso, la corsa degli studenti fuori sede ad accaparrarsi una stanza nei luoghi di frequenza universitaria non è ripresa al ritmo degli altri anni: l’offerta è aumentata grazie alla maggior disponibilità di case rimaste sfitte mentre la domanda in molte città è fiacca per il minor numero di ragazzi e ragazze alla ricerca di affitti universitari.

Questo comporta anche canoni di locazione in tendenziale ribasso: probabilmente si riuscirà a spendere meno per l’affitto. Ma, secondo un recente sondaggio del portale Skuola.net, c’è un consistente numero di studenti che prevede di non tornare in città: sono circa il 20% degli universitari e il motivo di questa scelta consiste anche nella possibilità di fruire delle lezioni a distanza (per approfondire leggi Università: così ripartirà a settembre).

Per altri ci sono le agevolazioni economiche previste da alcune Regioni, come la Sicilia, in favore degli studenti che decidono di iscriversi presso le Università locali e questi incentivi attirano i fuori sede “di ritorno” a rimanere nei luoghi di provenienza.

Sta di fatto che durante l’estate molti contratti di affitto per studenti sono stati disdetti o non sono stati rinnovati alla scadenza. Secondo una nuova indagine della rete Solo Affitti, riportata oggi da Il Sole 24 Ore, c’è un 43% di proprietari di case che si dichiara disposto a ridurre il canone pur di salvare la locazione in essere; questo avviene in particolare nelle città universitarie “medie” come Pavia, Pisa, Siena e Trieste, mentre i proprietari dei capoluoghi maggiori (come Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli) attendono di vedere se riprenderà il flusso delle iscrizioni, in modo da mantenere i canoni ai livelli precedenti.

Il quotidiano economico ha anche raccolto alcune dichiarazioni degli esperti del mercato immobiliare che illustrano le tendenze in atto: «Le nostre agenzie registrano richieste distanti dai livelli degli anni scorsi, per ora concentrate tra gli studenti obbligati alla presenza, i cui corsi di studio prevedono attività di laboratorio. Ci sono anche meno acquisti di immobili da parte dei genitori per i figli», osserva la responsabile dell’Ufficio studi Tecnocasa, Fabiana Megliola.

La situazione è comunque molto fluida: «Molte agenzie sembrano ottimiste per una ripresa da metà settembre», segnala Andrea Saporetti, responsabile dell’Ufficio studi di Solo Affitti. C’è poi da considerare la “riconversione” in abitazioni ad uso universitario di immobili che in precedenza i proprietari destinavano a locazioni turistiche brevi, il che ha portato ad un’incremento del 39% dell’offerta di appartamenti e stanze, come evidenzia il portale specializzato Uniplaces.

Attualmente, i costi sono molto variabili: in media a livello nazionale, per una camera occorrono 391 euro al mese secondo Immobiliare.it, 306 euro secondo Solo Affitti. Milano si conferma la città più cara, con canoni fra 565 e 590 euro al mese, ma in calo rispetto allo scorso anno; segue Roma, fra i 430 e 470 euro al mese, in leggero ribasso, poi Bologna e Firenze con 400 euro o poco più.

Intanto, per risolvere le controversie sui canoni dovuti durante il lockdown, quando i contratti precedenti erano in essere ma le case sono rimaste spesso vuote per il ritorno degli studenti nei luoghi di provenienza, la Camera arbitrale di Milano ha organizzato un servizio di risoluzione online delle controversie, RisolviOnline, destinato agli studenti fuori sede che frequentano le università milanesi e possono tentare la conciliazione con il proprietario grazie all’intervento di un soggetto terzo e imparziale.

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