Diritto e Fisco | Articoli

Fare causa al sindacato

16 Novembre 2020
Fare causa al sindacato

Il dipendente può agire contro l’organizzazione sindacale se ritiene di aver ricevuto un danno.

Siamo portati a pensare che i sindacati facciano sempre gli interessi dei lavoratori e che, dunque, non possa ipotizzarsi un conflitto o, addirittura, una causa legale tra lavoratore e sindacato. In realtà, non è così. Oggi, le organizzazioni sindacali svolgono una serie di attività e di servizi a favore dei lavoratori e può succedere che, nello svolgimento di tali compiti, non adoperino la diligenza dovuta, provocando un danno al lavoratore.

In questi casi, è possibile fare causa al sindacato in quanto, al pari di ogni altro soggetto giuridico dell’ordinamento, l’organizzazione sindacale non deve, con il suo agire, procurare danni ingiusti agli altri.

Che cos’è il sindacato?

Il sindacato è una associazione privata non riconosciuta che persegue l’obiettivo di tutelare e di migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori. Nel nostro ordinamento, viene tutelata la libertà sindacale [1] che significa la possibilità di costituire nuove associazioni sindacali, di aderirvi oppure di non aderire ad alcuna organizzazione sindacale.

La legge riconosce ai sindacati un ruolo molto importante e, in particolare, molte norme tutelano e valorizzano la contrattazione collettiva, ossia, la stipulazione di accordi tra i sindacati e i datori di lavoro aventi ad oggetto le condizioni di impiego dei lavoratori.

Il sindacato è nato durante la rivoluzione industriale per tutelare i diritti dei lavoratori. In quegli anni, infatti, la classe lavoratrice viveva in condizioni ai limiti della sopravvivenza e i datori di lavoro non garantivano ai dipendenti nemmeno i diritti minimi. Per questo, i lavoratori decisero di fondare delle organizzazioni collettive che potessero avere maggiore forza di fronte ai datori di lavoro rispetto al singolo dipendente.

Cosa fa il sindacato?

Il sindacato svolge, ormai, una molteplicità di attività e, nel corso del tempo, si è spinto ad operare in dei settori dei quali, in passato, non si occupava. L’attività principale del sindacato resta la contrattazione, ossia, la stipula di accordi collettivi di livello nazionale, territoriale o aziendale.

Oltre a questo, il sindacato svolge un’attività di intermediazione tra i lavoratori e gli enti pubblici, soprattutto con riferimento alla presentazione di lavoratori e pensionati di domande di accesso a prestazioni pubbliche. Basti pensare all’indennità di disoccupazione (Naspi) oppure alla pensione di accompagnamento. La gran parte dei lavoratori e dei pensionati richiede all’Inps queste prestazioni rivolgendosi ai patronati che sono degli uffici del sindacato preposti a questo fine. Inoltre, i sindacati hanno anche organizzato i centri di assistenza fiscale (Caf) che assistono i lavoratori nella presentazione della dichiarazione dei redditi e in altre attività di natura fiscale.

Infine, quando un lavoratore deve agire contro un datore di lavoro (ad esempio perchè è stato licenziato, demansionato, trasferito, oppure perchè deve recuperare dei soldi) può rivolgersi all’ufficio vertenze del sindacato che offre tutela legale al lavoratore sia tramite i propri funzionari che per mezzo degli avvocati convenzionati.

Fare causa al sindacato

Fare parte del sindacato non è gratuito. Il lavoratore, infatti, se vuole iscriversi ad un sindacato, deve versare una quota di iscrizione annuale che, di solito, può essere pagata in un’unica soluzione oppure attraverso quote mensili che vengono direttamente trattenute dal datore di lavoro dalla busta paga del dipendente e quindi riversate all’organizzione sindacale, tramite una delega di pagamento.

Quando il lavoratore, che paga regolarmente la quota sindacale, va al Caf per presentare la dichiarazione dei redditi oppure va al patronato per presentare una domanda all’Inps, dipendente e sindacato stanno, di fatto, sottoscrivendo un contratto di servizi. Oggetto di questo contratto è l’erogazione di un servizio professionale al lavoratore il quale, come corrispettivo, paga la quota di iscrizione sindacale.

Ne consegue che il sindacato, nell’erogazione del servizio al dipendente, deve rispettare degli standard di diligenza richiesti dalla particolare natura dell’incarico.

Se i funzionari del Caf o del patronato svolgono il servizio con negligenza e provocano un danno al lavoratore, quest’ultimo può fare causa al sindacato per ottenere il risarcimento del danno.

Per fare questo, occorre presentare una causa di risarcimento danni al giudice civile e offrire la prova del danno subito, del comportamento scorretto del sindacato e del nesso di causalità tra il comportamento negligente e il pregiudizio sofferto.


note

[1] Art. 39 Cost.


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