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Scappare a piedi dalla polizia

14 Settembre 2020
Scappare a piedi dalla polizia

C’è resistenza a pubblico ufficiale per chi sfugge davanti all’alt della polizia o dei carabinieri e si mette a correre per non farsi prendere?

Un poliziotto vede un ragazzo mentre compie atti di vandalismo sulla strada. Gli intima di fermarsi. Il ragazzo, che ha il cellulare in mano per riprendersi durante la bravata, per tutta risposta si mette a correre per non farsi prendere. Ne nasce un vero e proprio inseguimento dove ha la meglio il giovane. Quest’ultimo poi, non contento di ciò, dopo aver filmato tutta la scena, la posta su un noto social network per acchiappare il follow di qualche altro sconsiderato come lui. È un fatto di cronaca, che ha avuto una grande eco mediatica. Purtroppo, non è neanche l’unico.

Da un punto di vista giuridico, però, cosa sarebbe successo se l’agente fosse riuscito a fermare il vandalo? A prescindere dalla responsabilità per il comportamento che aveva dato origine alla fuga, scappare a piedi dalla polizia è un reato autonomamente punibile? Cosa comporta?

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Scappare davanti alla polizia: quando è reato

Come abbiamo già visto in un precedente approfondimento dal titolo “Scappare davanti ai carabinieri è reato“, scatta il reato di resistenza a pubblico ufficiale tutte le volte in cui una persona, per sottrarsi alle forze di polizia, non si limita a fuggire alla guida di un’auto, ma proceda a una serie di manovre pericolose, finalizzate a impedire l’inseguimento, così ostacolando concretamente l’esercizio della funzione pubblica e inducendo negli inseguitori una percezione di pericolo per la propria incolumità.

Con una recente sentenza, la Cassazione ha ravvisato il suddetto reato dinanzi all’imputato che si era sottratto all’identificazione degli operanti attraverso una complessa manovra di guida nel corso della quale, alla simulazione di resa, era seguita una fuga dal parcheggio di un centro commerciale, con concreta esposizione a rischi per le persone. Dopo un inseguimento da parte delle forze dell’ordine, la fuga si era conclusa con l’impatto dell’auto sulla barriera di un casello autostradale.

Secondo la giurisprudenza, affinché possa configurarsi il reato di resistenza a pubblico ufficiale è necessaria la violenza della condotta del soggetto che si dia alla fuga, alla guida di una autovettura, non limitandosi a cercare di sottrarsi all’inseguimento, ma ponendo deliberatamente in pericolo, con una condotta di guida obiettivamente pericolosa, l’incolumità personale degli agenti inseguitori o degli altri utenti della strada. Si pensi a chi accelera in modo eccessivo rispetto ai limiti di velocità, fa zig zag sulla strada, sale con le ruote sul marciapiedi, passa col rosso, compie manovre spericolate di guida.

Il reato di resistenza richiede la “violenza” o la “minaccia” per opporsi all’atto di ufficio o di servizio, il che presuppone – quanto alla prima ipotesi – un vero e proprio impiego di forza da parte dell’agente e – quanto alla seconda ipotesi – l’attuazione di un comportamento percepibile come minaccioso, in entrambi i casi volto a contrastare il compimento dell’atto del pubblico ufficiale.

Per l’effetto, il delitto non è configurabile nel caso in cui l’agente ponga in essere una condotta di mera resistenza passiva, come nel caso in cui si dia semplicemente alla fuga, oppure quando si limiti a divincolarsi come una reazione spontanea e istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale.

Scappare a piedi alla polizia: quando è reato

Se è vero che il semplice fatto di scappare dinanzi alla polizia non costituisce reato se non vengono poste condotte pericolose, chi si mette a correre nonostante l’alt intimatogli dalle forze dell’ordine non è responsabile, non risponde cioè di resistenza a pubblico ufficiale.

Anche il semplice fatto di nascondersi (ad esempio, dentro il portone di un edificio, dietro una aiuola o un’auto parcheggiata) non è reato visto che, come abbiamo anticipato, anche la condotta passiva, di chi cerca di sottrarsi al fermo, non è qualificabile come illecito penale.

Affinché scappare a piedi alla polizia possa integrare la resistenza a pubblico ufficiale è necessario – come detto – che la condotta costituisca un rischio per gli agenti o per la cittadinanza. Potrebbe essere il caso di chi, per evitare l’arresto, si metta a spingere la gente che cammina facendola cadere a terra oppure inizi a pedalare in bicicletta sul marciapiedi, ad alta velocità, incurante di investire i passanti.


note

[1] Cass. sent. n. 19368/20 del 26.06.2020.


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