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Come funziona il bonus per gli aumenti di capitale

14 Settembre 2020
Come funziona il bonus per gli aumenti di capitale

Credito d’imposta per sostenere la patrimonializzazione delle medie imprese. I requisiti per l’accesso.

Vuole essere un incentivo all’investimento nelle medie imprese in difficoltà per rafforzarle, dopo la crisi economica scaturita dalla pandemia di Coronavirus. Con questo spirito è concepito il bonus per gli aumenti di capitale contenuto nel decreto Rilancio, diventato legge a luglio. Il ministero dell’Economia e delle Finanze, lo scorso 10 agosto, ha già firmato i decreti attuativi, che entreranno in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Intanto, visto l’interesse che la misura suscita, facciamo il punto su come funziona il bonus per gli aumenti di capitale. Diciamo subito che il bonus consisterà in un credito d’imposta che possono ottenere le imprese di medie dimensioni i cui soci decidano di effettuare aumenti di capitale a sostegno dell’azienda.

Quali sono i requisiti per accedere al bonus? 

Le aziende possono verificare fin d’ora se hanno tutte le carte in regola per accedere al contributo, in forma di credito d’imposta. Parliamo di imprese con sede legale in Italia che non siano società di partecipazione e non esercitino attività assicurativa o finanziaria. Ne hanno quindi diritto le società per azioni, in accomandita per azioni, a responsabilità limitata anche semplificata, cooperative, alcune società europee [1].

L’azienda deve controllare di rientrare nel tetto dei ricavi fissato dal decreto Rilancio e di aver avuto un certo ammontare di perdite. In particolare, sono ammesse al beneficio le imprese che, nel periodo d’imposta 2019, abbiano avuto ricavi compresi fra i cinque e i cinquanta milioni di euro, registrando, in aggiunta, tra marzo e aprile 2020, perdite pari ad almeno il 33% del fatturato dell’anno precedente.

Condizione imprescindibile di accesso al bonus, o non staremmo qui a parlarne, è inoltre la volontà di aumentare la solidità finanziaria dell’impresa, attraverso la patrimonializzazione della stessa. Anche qui, sono previste delle specifiche soglie di intervento, per rientrare nella misura. L’investimento dev’essere compreso tra i 250mila euro e i due milioni di euro: il credito d’imposta sarà pari al 20% della somma investita. Previsto anche un ulteriore credito di imposta pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale stesso.

L’aumento di capitale dev’essere deliberato e versato integralmente entro il 31 dicembre 2020.

Come faccio a richiedere il bonus?

I soci che hanno effettuato versamenti per aumentare il capitale sociale devono farsi rilasciare dall’azienda sia una copia della delibera che certifica l’investimento, sia una dichiarazione del legale rappresentante della società dove si affermi che non sono stati percepiti aiuti che oltrepassino il tetto di 800mila euro nell’ambito dell’attuale emergenza sanitaria. Laddove la società abbia ottenuto dei contributi per uscire dalla crisi scaturita dalla pandemia deve esserne indicato l’importo.

Questi sono i documenti da allegare all’istanza. Le modalità precise di inoltro, nonché la scadenza, dovranno essere stabilite e comunicate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, ma sappiamo fin d’ora che la richiesta dovrà sicuramente contenere i codici fiscali del conferente e della conferitaria, l’ammontare dell’aumento di capitale e l’importo del credito di imposta richiesto.

Ricevuta la domanda, l’Agenzia delle Entrate fornirà una risposta sull’esito della procedura entro trenta giorni, chiarendo quindi se il credito d’imposta può essere concesso oppure no e, in caso affermativo, qual è l’importo.

Qual è la tempistica? 

Dipende a quale tempistica facciamo riferimento. Quanto al termine ultimo di presentazione della domanda, non abbiamo ancora idea di quando sarà: dicevamo poco fa che maggiori chiarimenti dovranno arrivare dall’Agenzia delle Entrate.

Da un lato, si presume che ci sia tempo a sufficienza, dal momento che il bonus sarà fruibile a partire dalla presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno 2020 (i tempi per beneficiare concretamente del credito d’imposta sono quindi piuttosto dilatati).

Dall’altro, bisognerà probabilmente affrettarsi il più possibile non appena avremo qualche informazione in più. In parole povere, si profila all’orizzonte un nuovo click day, cioè la corsa all’invio delle domande in un’unica soluzione, perché le risorse sono tutt’altro che infinite.

Il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 10 agosto precisa, infatti, che i crediti d’imposta saranno erogati «secondo l’ordine di presentazione delle istanze e fino all’esaurimento delle risorse».


note

[1] Art. 26 decreto Rilancio.


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