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Cos’è il congedo ordinario?

14 Ottobre 2020
Cos’è il congedo ordinario?

Il personale della Polizia di Stato ha diritto ad un periodo di riposo annuale che ha la funzione di garantire il recupero delle energie psicofisiche spese nell’attività lavorativa.

Vuoi entrare in Polizia di Stato? Vuoi avere maggiori informazioni sulle condizioni di impiego? Ti chiedi se anche i poliziotti hanno diritto alle ferie retribuite e, se sì, in che misura? Come noto, la nostra Costituzione prevede che tutti i lavoratori abbiano diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite. La funzione delle ferie è, soprattutto, connessa al diritto alla salute del lavoratore.

Lavorare troppo, senza avere dei periodi di recupero, infatti, può danneggiare lo stato fisico e psicologico del dipendente.

Nel rapporto di lavoro del personale di polizia cosa si prevede in materia di ferie? Cos’è il congedo ordinario? I poliziotti sono, a tutti gli effetti, dei lavoratori subordinati e, al pari degli altri, hanno diritto ad un periodo di astensione dal lavoro annuale la cui durata può variare anche in base all’anzianità di servizio.

Cos’è il congedo ordinario?

Il periodo di ferie retribuite annuali, previsto come diritto di tutti i lavoratori dalla nostra Costituzione [1], nel rapporto di pubblico impiego è talvolta definito congedo ordinario. Ad esempio, nel rapporto di lavoro alle dipendenze della Polizia di Stato, si prevede che le ferie annuali assumano la denominazione di congedo ordinario.

Quest’ultimo è un diritto del lavoratore irrinunciabile e non monetizzabile. Ciò significa che il poliziotto non può rinunciare al congedo ordinario e i giorni di congedo non fruiti non possono essere sostituiti con il pagamento di una indennità sostitutiva. In certi, casi, tuttavia, il congedo ordinario viene monetizzato.

Ciò avviene in caso di [2]:

  • cessazione del rapporto di lavoro;
  • decesso;
  • cessazione dal servizio per infermità o per dispensa dal servizio del dipendente disposta dopo il collocamento in aspettativa per infermità.

Congedo ordinario: quanto viene pagato?

Durante le giornate in cui il lavoratore fruisce del congedo ordinario egli ha diritto alla normale retribuzione, fatta eccezione per i compensi per lavoro straordinario e quelle indennità che non vengono erogate per dodici mensilità.

Il congedo ordinario matura man mano che il lavoratore accumula anzianità di lavoro. Ne consegue che durante l’anno di assunzione o di cessazione dal servizio, i giorni spettanti come congedo ordinario devono essere calcolati pro-quota, in proporzione ai dodicesimi di servizio prestato.

Congedo ordinario: quanti giorni spettano?

I giorni spettanti a titolo di congedo ordinario dipendono dal numero di giorni di lavoro settimanali del dipendente. Se il poliziotto lavora su sei giorni a settimana la durata del congedo ordinario è di 30 giorni lavorativi annui per i primi 3 anni di servizio e di 32 giorni lavorativi per gli anni successivi.

I dipendenti con oltre 15 anni di servizio hanno diritto a 37 giorni di congedo che salgono a 45 giorni dopo i 25 anni di servizio. Se, invece, il poliziotto lavora su cinque giorni a settimana la durata del congedo ordinario è di 26 giorni per i primi 3 anni di servizio e 28 giorni lavorativi per gli anni successivi.

I dipendenti con oltre 15 anni di servizio hanno diritto a 32 giorni di congedo che salgono a 39 oltre i 25 anni di lavoro.

Congedo ordinario: le  modalità di fruizione

Il congedo ordinario deve essere fruito, secondo la legge, nel corso dell’anno solare al quale si riferisce. Se le esigenze di servizio non hanno reso possibile la fruizione nel corso dell’anno, i giorni accumulati devono essere smaltiti entro l’anno successivo.

La legge [3] prevede che il responsabile dell’ufficio, reparto o istituto della Polizia di Stato, in relazione alle domande di congedo inviate dagli interessati, programmi i turni di fruizione del congedo ordinario.

Il criterio da seguire è il bilanciamento tra esigenze del servizio ed esigenze del personale.

Congedo ordinario: può essere interrotto?

Se, durante la fruizione del congedo ordinario, il poliziotto si ammala, lo stato morboso interrompe il godimento del congedo a condizione che la malattia sia debitamente comunicata e certificata dal medico. Inoltre, in caso di indifferibili esigenze di servizio, la Polizia di Stato può revocare al dipendente il congedo ordinario già concesso.

In questo caso, il poliziotto ha diritto al rimborso delle spese sostenute successivamente alla concessione del congedo ordinario e connesse con il mancato viaggio e soggiorno [4]. Il lavoratore deve presentare idonea documentazione che comprova le spese sostenute di cui chiede il rimborso.

Nell’ipotesi di richiamo dal congedo ordinario per indifferibili esigenze di servizio, al poliziotto richiamato compete, al pari della revoca del congedo, il rimborso delle spese. In questo caso, i costi rimborsabili sono quelli sostenuti per il viaggio di rientro in sede nonché l’indennità di missione per la durata del viaggio stesso.


note

[1] Art. 36 Cost.

[2] Art. 18 D.P.R. 254/1999 ed art. 14 co. 7 e 14, D.P.R. 395/1995.

[3] Art. 59 D.P.R. 782/1985.

[4] Art. 18 co. 1 D.P.R. 164/2002.


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