Come avere uno sconto Imu

14 Settembre 2020 | Autore:
Come avere uno sconto Imu

La nuova agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio: riduzione fino al 20% se si versa con addebito in conto corrente. Ma serve la delibera comunale.

Forse non sai che l’Imu, l’imposta municipale sugli immobili, non è fissa ed assoluta: c’è, invece, la possibilità di ottenere una riduzione in determinati casi. L’agevolazione è stata introdotta da poco, con la conversione in legge del Decreto Rilancio che, come ora vedremo, tra le novità prevede quella che i Comuni possono premiare, con uno sconto fino al 20%, chi sceglie di pagare i tributi locali con addebito automatico sul conto corrente.

Ci sono, però, delle condizioni e dei “paletti” per fruire di questa agevolazione che non spetta in tutti i casi; ad esempio, stranamente, non è prevista per chi versa le somme con il comodo sistema PagoPa. E c’è un impedimento ancora più serio che purtroppo, tra i vari tributi locali, riguarda proprio l’Imu, che ha una sua specifica modalità di pagamento.

Vediamo dunque come avere uno sconto Imu ma tieni presente che attualmente c’è un grosso ostacolo per fruirne concretamente. Inoltre, i Comuni procedono a macchia di leopardo, perciò lo sconto non è automaticamente assicurato ma dovrai sempre informarti presso quello di tua appartenenza per verificare quali decisioni ha adottato in merito. Ogni Comune ha tempo fino al 30 settembre per emanare la delibera che recepisce la normativa nazionale; è una facoltà e non un obbligo, dunque dipende dalla volontà dell’Ente locale.

Sconto Imu: a chi spetta

Una nuova norma introdotta in fase di conversione in legge del Decreto Rilancio [1] stabilisce la riduzione di aliquote e tariffe degli Enti territoriali – dunque, i Comuni per l’Imu e non solo: è possibile, ad esempio, anche per la Tari – in caso di pagamento mediante domiciliazione bancaria.

Precisamente, la norma stabilisce che «gli Enti territoriali possono, con propria deliberazione, stabilire una riduzione fino al 20% delle aliquote e delle tariffe delle proprie entrate tributarie e patrimoniali, applicabile a condizione che il soggetto passivo obbligato provveda ad adempiere mediante autorizzazione permanente all’addebito diretto del pagamento su conto corrente bancario o postale».

I Comuni «possono», non «devono»: rientra nella loro discrezionalità decidere se applicare questa riduzione o no, e in caso positivo fissare i casi in cui è consentita, tra i vari tipi di tributi locali.

Sconto Imu: come averlo

Perciò, lo sconto spetta a chi decide di autorizzare, presso il proprio istituto di credito, l’addebito diretto dei pagamenti in favore del Comune sul proprio conto corrente, bancario o postale.

Bisognerà compilare, in banca o in posta, il consueto modulo per la domiciliazione bancaria, analogamente a quanto avviene per le utenze e gli altri pagamenti periodici che si decide di effettuare in modo automatico, senza necessità di disporre ogni volta la singola operazione. Si tratta di un servizio che ormai tutte le banche e le Poste italiane offrono ai propri correntisti.

Sconto Imu: gli ostacoli

Come abbiamo visto, la nuova agevolazione si applica in generale a tutte le entrate tributarie locali, dunque anche all’Imu stabilita dai Comuni.

Proprio per l’Imu sorge un grosso problema: l’attuale normativa impone che l’Imu debba essere pagata esclusivamente attraverso il modello F24. Non, dunque, con canali alternativi, come il conto corrente oppure il sistema PagoPa.

Questo ostacolo rende attualmente impossibile applicare lo sconto all’Imu. Nel prossimo futuro, però, potranno esserci dei cambiamenti: innanzitutto perché si attende l’emanazione del Decreto ministeriale che consentirà di pagare l’Imu anche attraverso PagoPa, che, dopo tutti gli slittamenti intervenuti, diventerà obbligatorio per i pagamenti verso le pubbliche amministrazioni dal 1° marzo 2021.

Così almeno una parte dell’Imu dovuta per il corrente anno d’imposta 2020 potrebbe rientrare in questo ambito; ma a ben vedere, la norma del Decreto Rilancio offre lo sconto solo a chi paga con addebito in conto corrente e non parla neppure di PagoPa, sicché al momento anche questa strada appare preclusa.

Sconto Imu: gli ulteriori provvedimenti necessari

C’è, in sostanza, un problema di coordinamento tra la nuova norma agevolativa e le precedenti, sia quelle specifiche in materia di modalità di versamento dell’Imu sia quelle generali che riguardano l’effettuazione dei pagamenti verso le amministrazioni pubbliche, compresi gli Enti locali, che il legislatore dovrà risolvere, altrimenti avrà previsto un beneficio di fatto inefficace e non fruibile dai contribuenti soggetti ad Imu.

Occorrerebbe un intervento normativo sulla disciplina dell’Imu, tale da estendere le possibilità di versamento, attualmente circoscritte al solo F24, consentendo che possa effettuarsi anche mediante i pagamenti in conto corrente.

Discorso diverso, invece, per la Tari, che potrebbe fruire dello sconto quando sarà inserita come obbligatorio il pagamento tramite PagoPa, così come la Tosap (tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche) e l’imposta sulla pubblicità.

In ogni caso, per la concreta applicazione occorre anche che ogni Comune emani le proprie delibere – eventualmente anche modificando i regolamenti a monte – prevedendo per i propri contribuenti la possibilità di fruire dello sconto introdotto dal Decreto Rilancio e determinando il suo concreto ammontare, cioè la percentuale da stabilire entro il limite massimo del 20% previsto dalla legge.


note

[1] Art. 118 ter del D. L. n. 34 del 19 maggio 2020, convertito, con modificazioni, in Legge n. 77 del 17 luglio 2020.


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