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Responsabilità professionale: ultime sentenze

18 Settembre 2020
Responsabilità professionale: ultime sentenze

Prova dell’elemento soggettivo della condotta colpevole del professionista e danno patrimoniale.

Responsabilità professionale e risarcimento del danno

Spetta al cliente il danno non patrimoniale derivante da violazione del diritto di difesa, riconosciuto dall’art. 24 della Costituzione qualora la condotta omissiva dell’avocato abbia determinato, nel caso di specie, il mancato riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e la possibilità di agire per il risarcimento per i danni riportati nell’espletamento delle relative mansioni lavorative. Deve altresì riconoscersi all’assistito il danno patrimoniale per violazione dell’art. 24 Cost., per aver intrapreso il legale convenuto un giudizio dapprima dinanzi ad un Tribunale, dichiaratosi incompetente, successivamente riassunto dinanzi al Tribunale competente, durato cinque anni con declaratoria di estinzione, certamente procurando tale circostanza dispiacere e frustrazione.

Tribunale Roma sez. XIII, 21/08/2020, n.11581

Responsabilità professionale: fondamento e contenuto

La responsabilità professionale deriva dall’obbligo (art. 1176 c.c., comma 2 e art. 2236 c.c.) di assolvere, sia all’atto del conferimento del mandato che nel corso dello svolgimento del rapporto (anche) ai doveri di sollecitazione, dissuasione ed informazione del cliente, ai quali sono tenuti: a rappresentare tutte le questioni di fatto e di diritto, comunque insorgenti, ostative al raggiungimento del risultato, o comunque produttive del rischio di effetti dannosi; di chiedergli gli elementi necessari o utili in suo possesso; a consigliarlo dall’intraprendere o proseguire un giudizio dall’esito probabilmente sfavorevole. Nella verifica di tale attività va anche segnalato che l’obbligazione informativa dell’avvocato è un obbligazione di mezzi e non di risultato.

Corte appello Milano sez. II, 17/07/2020, n.1876

Violazione del dovere di diligenza richiesto dalla natura dell’attività esercitata

La responsabilità professionale dell’avvocato presuppone la violazione del dovere di diligenza richiesto dalla natura dell’attività esercitata (art. 1176, comma 2, c.c.), sicché la conoscenza della normativa che impone la rinnovazione dell’ipoteca ai sensi degli artt. 2847 e 2878, n. 2, c.c., trattandosi di questione prettamente giuridica, fa parte dell’obbligo di prestazione professionale e rientra nella diligenza media esigibile dal difensore e non invece dal cliente (nella specie, una società), che non è tenuto a conoscere il periodo di scadenza della garanzia ipotecaria.

(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, pur riconoscendo la responsabilità del professionista per aver lasciato scadere la garanzia ipotecaria, aveva attribuito una parte di responsabilità alla società assistita, sostenendo che questa avrebbe dovuto essere a conoscenza della scadenza della garanzia ipotecaria e che, quindi, con la sua negligente condotta aveva concorso nella causazione degli effetti pregiudizievoli).

Cassazione civile sez. III, 22/06/2020, n.12127

Responsabilità professionale: nesso tra causa ed evento

L’azione di responsabilità professionale dell’avvocato diretta al risarcimento dei danni, presuppone la prova dell’elemento soggettivo della condotta colpevole del professionista ed altresì la dimostrazione di un nesso di causalità tra tale condotta e l’evento di danno.

Tribunale Rieti, 17/06/2020, n.260

Erronea convocazione in giudizio e responsabilità professionale dell’avvocato

In virtù dei principi di diligenza qualificata e buona fede oggettiva o correttezza, costituisce fonte di responsabilità professionale dell’avvocato difensore l’erronea evocazione in giudizio dell’Ufficio periferico dell’Agenzia delle Entrate in un’epoca in cui per la proposizione del ricorso per cassazione la legittimazione passiva era riconosciuta esclusivamente in capo al Ministero delle finanze.

Cassazione civile sez. III, 05/06/2020, n.10822

Comportamento negligente e prova della perdita di chance

In tema di responsabilità professionale dell’Avvocato per  comportamento negligente in giudizio comportante una perdita di chance per il cliente è necessario accertare sulla scorta di criteri probabilistici che senza quell’omissione il risultato sarebbe stato conseguito . (Nel caso di specie,  la proposta di procedere a conversione del pignoramento e il deposito della somma pari ad un quinto dei crediti azionati o l’avere conosciuto in tempi anticipati rispetto alla prima udienza ex art. 569 cpc dell’esatto ammontare dei crediti azionati dagli intervenuti non avrebbe portato alla estinzione della procedura esecutiva e alla liberazione dell’immobile dal vincolo del pignoramento perché la parte era priva di provvista al momento della prima udienza di vendita).

Tribunale Milano sez. I, 23/04/2020, n.2555

Accertamento del nesso causale tra omissione e danno

In tema di responsabilità professionale dell’avvocato, nell’accertamento della responsabilità del legale, il Giudice deve verificare l’imputabilità colposa della condotta omissiva ed accertare – secondo un giudizio prognostico – se l’alternativa condotta commissiva avrebbe evitato il danno, ovvero determinato l’accoglimento della domanda proposta.

Tribunale Ferrara, 21/04/2020

Prova del necessario nesso eziologico tra la condotta del legale ed il risultato

La responsabilità dell’avvocato non può affermarsi per il solo fatto del suo non corretto adempimento dell’attività professionale, occorrendo verificare se l’evento produttivo del pregiudizio lamentato dal cliente sia riconducibile alla condotta del primo, se un danno vi sia stato effettivamente ed, infine, se, ove questi avesse tenuto il comportamento dovuto, il suo assistito, alla stregua di criteri probabilistici, avrebbe conseguito il riconoscimento delle proprie ragioni, difettando, altrimenti, la prova del necessario nesso eziologico tra la condotta del legale, commissiva od omissiva, ed il risultato derivatone.

Tribunale Cosenza sez. II, 06/03/2020, n.509

Valutazione prognostica compiuta dal giudice

In tema di responsabilità professionale dell’avvocato è ravvisabile un error iuris sindacabile in sede di legittimità nell’ipotesi in cui la valutazione prognostica compiuta dal giudice di merito circa l’esito che avrebbe potuto avere l’attività professionale omessa si traduca nella violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

Cassazione civile sez. III, 21/01/2020, n.1169

La responsabilità dell’avvocato per omessa impugnazione

In caso di responsabilità professionale degli avvocati per omessa impugnazione, l’esito positivo del giudizio precluso dall’omissione del professionista non può essere accertato in via diretta, ma solo in via presuntiva e prognostica, sicché l’affermazione della responsabilità dell’avvocato implica una valutazione prognostica positiva circa il probabile esito dell’azione giudiziale.

Cassazione civile sez. II, 28/11/2019, n.31187

Diligenza professionale media esigibile

La responsabilità professionale dell’avvocato, la cui obbligazione è di mezzi e non di risultato, presuppone la violazione del dovere di diligenza, per il quale trova applicazione, in luogo del criterio generale della diligenza del buon padre di famiglia, quello della diligenza professionale media esigibile, ai sensi dell’art. 1176, secondo comma, c.c., da commisurare alla natura dell’attività esercitata, non potendo il professionista garantire l’esito comunque favorevole auspicato dal cliente.

Tribunale Rimini, 19/11/2019, n.928

Prescrizione del diritto al risarcimento dei danni alla persona

Il compimento di atti interruttivi della prescrizione del diritto del cliente, rientra nell’ordinaria diligenza dell’avvocato, trattandosi di attività che non richiede speciale capacità tecnica e che può essere svolta anche in via stragiudiziale (riconosciuta, nella specie, la responsabilità professionale di un legale per aver operato con scarsa diligenza).

Cassazione civile sez. III, 07/11/2019, n.28629

Valutazione della responsabilità professionale

Nella valutazione della responsabilità professionale dell’avvocato nei confronti del cliente il giudice di merito deve evitare di attribuire al nesso causale la probabilità che è propria della chance; l’indagine prognostica sul nesso di causa tra evento e condotta va effettuata sul tipo della domanda proposta dalla parte nel giudizio iniziale.

Cassazione civile sez. III, 14/10/2019, n.25778

Responsabilità professionale: natura, ambito e limiti

La responsabilità professionale dell’avvocato configura un’obbligazione di mezzi e non di risultato e presuppone la violazione del dovere di diligenza, per il quale trova applicazione, in luogo del criterio generale della diligenza del buon padre di famiglia, quello della diligenza professionale media esigibile, ai sensi dell’articolo 1176 co. 2 c.c., da commisurare alla natura dell’attività esercitata, salva l’applicazione dell’art. 2236 c.c. nel caso di prestazioni implicanti la risoluzione di problematiche tecniche di particolare difficoltà.

Il professionista assumendo l’incarico, si impegna a prestare la propria opera per raggiungere il risultato desiderato, ma non a conseguirlo; pertanto, ai fini del giudizio di responsabilità, rileva non già il conseguimento o meno del risultato utile per il cliente, ma le modalità concrete con le quali il professionista avvocato ha svolto la propria attività, avuto riguardo, da un lato, al dovere primario di tutelare le ragioni del cliente e, dall’altro, al rispetto del parametro di diligenza a cui questi è tenuto.

Tribunale Milano sez. I, 03/09/2019, n.7957

Onere probatorio incombente sul cliente danneggiato

Ai fini della determinazione della responsabilità professionale dell’avvocato occorre fornire idonea prova del nesso di causalità tra la condotta omissiva del legale ed il danno subito.

Tribunale Savona, 29/08/2019, n.785



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