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Contributi start up

16 Novembre 2020
Contributi start up

Lo Stato cerca di sostenere nuovi progetti imprenditoriali attraverso strumenti come l’erogazione di aiuti economici ed altre tipologie di agevolazione.

Vuoi aprire una nuova attività imprenditoriale? Hai un’idea innovativa e vuoi trasformarla nel tuo lavoro? Lo Stato, al ricorrere di determinate condizioni, eroga ai progetti imprenditoriali più innovativi contributi e finanziamenti.

Si parla moltissimo, negli ultimi anni, delle start up. In realtà, non si tratta di un fenomento del tutto nuovo. Sono sempre esistite, infatti, delle idee imprenditoriali innovative che si trasformano in impresa.

Lo Stato, consapevole che il nostro tessuto economico ha bisogno di nuova linfa, sostiene le nuove idee di impresa attraverso l’erogazione di contributi start up pensati proprio per agevolare la giovane imprenditoria d’innovazione.

Esiste, in particolare, uno specifico programma in tal senso promosso dall’agenzia del governo che si occupa di sostegno alle imprese.

Start up: cosa si intende?

Si sa che, ormai, nel nostro Paese, i fenomeni innovativi vengono descritti con termini di origine anglosassone. E’ il caso dello smart working, della new economy, della gig economy e, non da ultimo, delle start up.

Ma che cosa si intende con la parola start up? In ogni economia di mercato, le imprese nascono, si sviluppano e, a volte, muoiono. E’, dunque, del tutto normale e fisiologico che ci siano delle nuove idee imprenditoriali che prendono forma e che si lanciano nel mercato. La start up è proprio questo, ossia, una nuova impresa che nasce da un’idea di uno o più individui.

Tuttavia, tale termine, tende ad indicare nuove imprese che operano in un certo settore del mercato. In particolare, quando si parla del fenomeno delle start up si fa riferimento a quelle aziende, spesso piccolissime, che nella new economy si buttano nel mercato a partire da un’idea innovativa, in particolare nell’ambito delle nuove tecnologie.

Erano delle start up, prima di diventare i colossi attuali, imprese come Facebook, Twitter, Amazon, etc.

Contributi start up

In un’economia di mercato, lo Stato dovrebbe restare al di fuori delle vicende delle imprese. In realtà non è così. Lo sviluppo di idee imprenditoriali innovative, che possono conquistare importanti fette del mercato e, soprattutto, concorrere nei mercati internazionali, infatti, costituisce un interesse della collettività, oltre che del singolo imprenditore che tenta la fortuna con una start up.

Se una start up si sviluppa, cresce e guadagna fette di mercato anche estero significa che sta portando ricchezza, oltre che ai propri soci, anche allo Stato. Infatti, l’impresa paga le tasse, garantisce un certo numero di posti di lavoro, paga i contributi sociali, etc. Per questo, consapevole del valore aggiunto che simili esperienze imprenditoriali possono portare, lo Stato eroga dei contributi alle start up.

In particolare, per assolvere a questa funzione, esiste un’apposita agenzia del Governo, Invitalia, che sostiene lo sviluppo delle imprese.

Smart&Smart Italia: cos’è?

Per promuovere economicamente le start up Invitalia ha lanciato lo strumento Smart&Smart Italia. Si tratta di un incentivo erogato al fine si sostenere sia la nascita che la crescita delle start up innovative. In particolare, tale strumento ha lo scopo di finanziare progetti innovativi di valore compreso tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.

La domanda per l’accesso ai contributi deve essere presentata unicamente in modalità telematica accedendo alla piattaforma di Invitalia.

Possono richiedere i i contributi previsti dallo Smart&Smart Italia le start up innovative costituite da non più di 60 mesi e devono essere regolarmente iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese ad esse dedicato.

Il programma di Invitalia Smart&Start Italia, in particolare, eroga dei finanziamenti ai piani di impresa, con i limiti di spesa già visti, che siano finalizzati all’acquisto di beni di investimento, servizi, oneri del personale e costi di funzionamento aziendale.

Più nel dettaglio, il progetto imprenditoriale, per poter accedere ai contributi previsti da questo strumento di sostegno, deve avere almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • essere caratterizzato da un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
  • essere orientato a sviluppare prodotti, servizi o soluzioni nel settore dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
  • perseguire la finalità di valorizzare economicamente i risultati della ricerca pubblica e privata.

Per quanto concerne gli aspetti economici, Smart&Start Italia eroga a favore del beneficiario un finanziamento a tasso zero, senza alcuna garanzia, che copre sino all’80% delle spese ammissibili.

La percentuale può salire sino al 90% se la start up è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni, o se tra i soci della società stessa è presente un soggetto con titolo di dottore di ricerca italiano.

Le start up che hanno la loro sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono avere un contributo a fondo perduto sino al 30% del mutuo in modo da restituire solamento il 70% del finanziamento ricevuto.



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