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Irpef: cos’è e come si calcola

17 Novembre 2020
Irpef: cos’è e come si calcola

Il sistema fiscale italiano si basa sul principio di progressività in base al quale ciascuno deve contribuire in base alla propria capacità di reddito.

Lo Stato, per poter svolgere tutte le sue attività, ha bisogno di molti soldi. Servizi come la sanità pubblica, l’istruzione, la difesa, le istituzioni democratiche, la manutenzione stradale, etc. richiedono, infatti, ingenti quantità di denaro per essere finanziati.

Ma chi paga i costi di funzionamento dello Stato? Lo strumento con cui il settore pubblico finanzia sé stesso è la leva fiscale, ossia, il prelievo di denaro presso i cittadini e le imprese.

La principale fonte di contribuzione fiscale è la tassa sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Ma cos’è e come si calcola questa tassa? Come vedremo, l’Irpef è la concretizzazione del principio di progressività dell’imposizione fiscale sancito dalla nostra Costituzione repubblicana. Infatti questa tassa colpisce soprattutto i redditi più alti e si alleggerisce man mano che il reddito percepito si assottiglia.

Cos’è l’Irpef?

Nel corso dei decenni i costi di funzionamento degli Stati sono cresciuti in modo esponenziale. Limitando lo sguardo al nostro Paese, siamo passati dallo Stato unitario liberale, nel quale le competenze del settore pubblico erano estremamente limitate, allo Stato sociale nato dopo la seconda guerra mondiale che, invece, ha assunto su di sé una serie di compiti e di doveri in materia sociale, educativa, sanitaria, etc. che hanno un costo enorme.

Ma chi paga tutti i servizi offerti dallo Stato? Paghiamo tutti noi, attraverso il prelievo fiscale. La nostra Costituzione [1] infatti, stabilisce che tutti i cittadini sono tenuti a partecipare alla spesa pubblica in proporzione alla loro capacità di contribuire al sistema. Il sistema tributario italiano, secondo tale precetto costituzionale, è basato sul principio di progressività.

Cosa significa “progressività”? Significa che chi guadagna 10.000 euro al mese ha una capacità di contribuire alle spese collettive maggiore di chi ne guadagna 1.000 e deve, dunque, dare un contributo più alto.

La principale tassa che finanzia l’erario pubblico è l’imposta sul reddito delle persone fisiche, meglio nota con l’acronimo Irpef.

L’Irpef deve essere pagata da tutti i cittadini sulla base del loro reddito derivante dal lavoro. Si tratta di un’imposta progressiva per scaglioni. Ciò significa che la percentuale di reddito che deve essere versata allo Stato a titolo di Irpef aumenta in relazione al reddito percepito. L’imposta è per scaglioni nel senso che si applicano delle aliquote di tassazione man mano crescenti sui diversi scaglioni di reddito.

Irpef: le aliquote

Come abbiamo detto, sui vari scaglioni di reddito si applica una aliquota man mano crescente al fine di inasprire il prelievo fiscale verso quei soggetti che guadagnano di più. L’imposta lorda, infatti, viene calcolata applicando a ciascun scaglione una diversa aliquota di prelievo via via più alta.

Le aliquote nominali ad oggi in vigore sono le seguenti:

  • il 23 % fino a 15.000 euro;
  • il 27 % oltre 15.000 e fino a 28.000;
  • il 38 % fino a 55.000 euro;
  • il 41 % fino a 75.000 euro;
  • il 43 % oltre 75.000 euro.

Se guadagni 78.000 euro annui non pagherai un Irpef pari al 43% su tutto il tuo reddito ma solo sullo scaglione che va dai 75.000 ai 78.000 euro. Sugli scaglioni precedenti pagherai la relativa aliquota Irpef (23, 27, 38 e 41%).

Occorre inoltre ricordare che l’Irpef prevede anche l’applicazione delle detrazioni che consentono di ridurre l’imposta lorda, determinando così quella netta.

Le principali detrazioni vengono riconosciute al lavoratore a fronte di spese sostenute per determinate finalità ammesse dalla legge oppure sono legate al suo status di lavoratore dipendente, pensionato, soggetto che ha familiari a carico etc.

Le detrazioni possono essere applicate in misura fissa oppure in maniera decrescente al crescere del reddito.

Facciamo alcuni esempi delle più comuni detrazioni:

  • lo Stato riconosce una detrazione pari al 19 % della spesa sostenuta per il pagamento degli interessi passivi del mutuo fino a ad un importo massimo di 4.000 euro: quindi dall’imposta possono essere detratti fino a 760 euro;
  • lo Stato riconosce una detrazione Irpef del 19% sulle spese sanitarie per la parte eccedente la franchigia minima che è fissata in 129,11 Euro.

Irpef: come si paga?

Le modalità di pagamento dell’Irpef dipendono dalla tipologia di rapporto di lavoro del contribuente. I lavoratori con contratto di lavoro subordinato non devono procedere autonomamente al pagamento dell’Irpef in quanto tale adempimento viene svolto dal datore di lavoro operando una trattenuta in busta paga a titolo di sostituto di imposta.

Al contrario, i lavoratori autonomi pagano in modo autonomo l’Irpef che viene calcolata all’atto della dichiarazione dei redditi sulla base del reddito prodotto.


note

[1] Art. 53 Cost.


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