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Cancellazione dal registro imprese: ultime sentenze

5 Gennaio 2023
Cancellazione dal registro imprese: ultime sentenze

L’estinzione della società cancellata; la legittimazione inerente ai rapporti giuridici sospesi, sopravviventi o sopravvenuti.

Indice

La cancellazione della società dal registro delle imprese

A seguito della cancellazione di società dal registro delle imprese l’obbligazione sociale non si estingue, ma si trasferisce ai soci, che ne risponderanno nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione. Di conseguenza il creditore del socio, per vedere soddisfatto il proprio credito, dovrà dimostrare la distribuzione dell’attivo sociale e la riscossione di una quota di esso in base al bilancio finale di liquidazione, trattandosi di elemento della fattispecie costitutiva del diritto azionato dal creditore nei confronti del socio.

Tribunale Latina sez. II, 14/11/2022, n.2133

Estinzione dei debiti insoddisfatti

L’estinzione della società di persone conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese non determina anche l’estinzione dei debiti insoddisfatti, dei quali dunque continueranno a farsi carico i soci, limitatamente alla parte di attivo ricevuta in base al bilancio finale di liquidazione.

Tale limite non incide sulla loro legittimazione ma, al più, sull’interesse ad agire dei creditori sociali, nel senso che se non vi è alcuna utilità su cui rivalersi i creditori non avrebbero interesse a promuovere l’azione di responsabilità, ma ciò non esclude la legittimazione dei soci nella loro veste di successori della società estinta.

Tribunale Civitavecchia sez. lav., 26/10/2022, n.334

Conoscenza o conoscibilità dell’intervenuta cancellazione della società dal registro delle imprese

Indipendentemente dalla conoscenza o conoscibilità dell’intervenuta cancellazione della società dal registro delle imprese – rientra nella minima diligenza professionale dell’avvocato, che riceve un mandato e autentica la sottoscrizione in calce alla procura speciale, verificare che chi appone la firma sia dotato dei poteri rappresentativi dell’ente collettivo e, a maggior ragione, dell’esistenza di quest’ultimo. Infatti, nell’autenticare la sottoscrizione il legale assume lo specifico obbligo di accertare l’identità del mandante, sicché, in caso di rappresentanza, soprattutto se organica o di ente collettivo, è suo compito verificare la sussistenza di validi poteri rappresentativi in capo a colui che si qualifica come rappresentante, al fine di assicurare gli effetti dell’atto.

Cassazione civile sez. III, 22/09/2022, n.27847

Procura speciale rilasciata da società cancellata dal registro delle imprese

La procura speciale necessaria per la proposizione del ricorso per cassazione è inesistente ove conferita al difensore da una società estinta per pregressa cancellazione dal registro delle imprese, in quanto essa presuppone un rapporto di mandato tra l’avvocato ed il cliente che non può sussistere in mancanza del mandante; ne consegue che l’attività processuale svolta resta nell’esclusiva responsabilità del legale, del quale è, pertanto, ammissibile la condanna a pagare le spese del giudizio, indipendentemente dalla sua effettiva consapevolezza circa la carenza della qualità di legale rappresentante in capo a colui che ebbe a conferirgli la procura, essendo compito dell’avvocato che riceve un mandato e autentica la sottoscrizione in calce alla procura speciale, verificare, oltre che l’identità del sottoscrittore, la sussistenza, in capo allo stesso, di validi poteri rappresentativi dell’ente collettivo, al fine di assicurare gli effetti dell’atto, restando ferma, peraltro, l’eventuale corresponsabilità di quest’ultimo – da farsi valere dal difensore in un autonomo giudizio di rivalsa -, laddove abbia consapevolmente speso poteri rappresentativi della società già cancellata dal registro delle imprese.

Cassazione civile sez. III, 22/09/2022, n.27847

Cancellazione dal registro delle imprese e giudizio tributario

In tema di contenzioso tributario, la cancellazione dal registro delle imprese, con estinzione della società prima della notifica dell’avviso di accertamento e dell’instaurazione del giudizio di primo grado, determina il difetto della sua capacità processuale e il difetto di legittimazione a rappresentarla dell’ex liquidatore, sicché eliminandosi ogni possibilità di prosecuzione dell’azione, consegue l’annullamento senza rinvio ex art. 382 c.p.c., della sentenza impugnata con ricorso anche per Cassazione, ricorrendo un vizio insanabile originario del processo, che avrebbe dovuto condurre da subito a una pronuncia declinatoria di merito trattandosi di impugnazione improponibile, poiché l’esistenza del ricorrente è rilevabile anche d’ufficio non essendovi spazio per ulteriori valutazioni circa la sorte dell’atto impugnato, proprio per il fatto di essere stato emesso nei confronti di un soggetto già estinto.

Comm. trib. reg. Bari, (Puglia) sez. XXVI, 14/09/2022, n.2421

Interesse dei creditori sociali ad agire nei confronti dei soci

In tema di società di capitali a ristretta base partecipativa, l’estinzione della società, conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, determinando un fenomeno di tipo successorio, non fa venir meno l’interesse dei creditori sociali (nella specie, l’Agenzia delle Entrate) ad agire ed a procurarsi un titolo nei confronti dei soci della società estinta, a prescindere dall’utile partecipazione di essi alla ripartizione finale, potendo comunque residuare beni e diritti (nella specie, utili extracontabili) che, ancorché non ricompresi nel bilancio finale di liquidazione, si sono trasferiti ai soci.

Cassazione civile sez. trib., 12/09/2022, n.26758

Notifica dell’avviso di accertamento

La notificazione dell’avviso di accertamento effettuata nei confronti di una società, incorporata per fusione in altra società, in data successiva alla sua cancellazione dal registro delle imprese, è nulla, poiché dopo l’avvenuta fusione e la cancellazione dal registro delle imprese, la società incorporata si estingue e non può più vantare un’autonoma legittimazione processuale attiva o passiva.

Cassazione civile sez. trib., 09/08/2022, n.24579

Il termine di un anno dalla cessazione dell’attività per la dichiarazione di fallimento

Posta la portata pubblicitaria delle iscrizioni al registro delle imprese e della necessità che tutti gli imprenditori ivi si registrino ed ivi iscrivano tutti gli atti salienti della vita della società che abbiano rilevanza nei confronti dei terzi, il termine di un anno dalla cessazione dell’attività prescritto dall’art. 10 legge fall. ai fini della dichiarazione di fallimento decorre, sia per gli imprenditori individuali, che per quelli collettivi, dalla cancellazione dal registro delle imprese (e non dalla richiesta di cancellazione), perché solo da tale momento la cessazione dell’attività viene formalmente portata a conoscenza dei terzi.

Corte appello Palermo sez. III, 12/07/2022, n.1217

Cancellazione dal registro delle imprese della società

La cancellazione dal registro delle imprese ha efficacia costitutiva dell’estinzione della società e i soci sono i suoi successori a titolo universale. Le azioni giudiziali, verificatisi gli effetti della cancellazione, vanno promosse o proseguite nei confronti dei soci dell’ente cancellato, e per la responsabilità sussidiaria dei debiti tributari dell’ente non più in essere, nei confronti della società che ha acquisito quella estinta.

Il Fisco non instaura quindi un valido rapporto processuale se chiama in giudizio la società che ritiene essere l’incorporante di quella debitrice senza provocare il giudizio nei confronti dei successori a titolo universale, cioè i soci dell’ente estinto, i quali rispondono in base al titolo di responsabilità che deriva loro dalla tipologia della società estinta.

Nel caso di cessione d’azienda il cessionario è chiamato rispondere in via solidale, bensì sussidiaria, dei debiti tributari della società oggetto di cessione, nel limite del valore dell’azienda acquisita, poiché il cessionario risulta successore a titolo particolare dell’azienda estinta.

Cassazione civile sez. trib., 12/07/2022, n.22060

Ultrattività del mandato alla lite

In tema di società, la cancellazione della società di persone dal registro delle imprese determina un fenomeno estintivo che fa venir meno la stessa capacità di stare in giudizio dell’ente, rappresentando un evento interruttivo la cui rilevanza processuale è condizionata, qualora la parte sia costituita a mezzo di procuratore, attesa la norma dell’ultrattività del mandato alla lite, alla dichiarazione in udienza o alla notificazione dell’evento alle altre parti.

Corte appello Roma sez. III, 11/07/2022, n.3035

Nullità della procura alle liti

È inammissibile il ricorso per cassazione proposto – come nella specie – dall’ex legale rappresentante di una società estinta per cancellazione dal registro delle imprese, perché la procura speciale conferita al difensore, indispensabile per la proposizione dell’impugnazione, è giuridicamente inesistente, in virtù del venir meno della figura del mandante.

Cassazione civile sez. VI, 08/07/2022, n.21713

Legittimazione attiva della società incorporata

In ipotesi di fusione per incorporazione, la società incorporata cessa di esistere quale soggetto giuridico solo per effetto della cancellazione dal registro delle imprese; in caso di mancata cancellazione, invece, la società sopravvive e quindi può essere evocata in giudizio.

Tribunale Benevento sez. I, 28/06/2022, n.1524

Effetti della cancellazione della società dal registro delle imprese

L’estinzione di una società conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, ove intervenuta nella pendenza di un giudizio dalla stessa originariamente intrapreso, non determina anche l’estinzione della pretesa azionata, salvo che il creditore abbia manifestato, anche attraverso un comportamento concludente, la volontà di rimettere il debito comunicandola al debitore e sempre che quest’ultimo non abbia dichiarato, in un congruo termine, di non volerne profittare.

Corte appello Lecce sez. I, 28/06/2022, n.747

La cancellazione della società dal registro delle imprese e la sua estinzione, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio; i diritti ed i beni che facevano capo ad essa si trasferiscono ai soci in regime di contitolarità o di comunione indivisa.

Tribunale Ancona Sez. spec. Impresa, 06/06/2022, n.723

Società cancellata: oneri probatori in capo all’ex socio

L’ex socio che agisca a tutela di una pretesa già di titolarità della società cancellata dal registro delle imprese, deve qualificarsi espressamente come successore nella titolarità della specifica pretesa creditoria della società e non può dirsi semplicemente già socio e/o liquidatore della medesima. Queste qualità non implicano infatti la suddetta successione.

Il soggetto che assuma di essere subentrato nella titolarità di posizioni giuridiche attive della società estinta e cancellata dal registro delle imprese dovrà quindi sempre dedurre di essere stato uno dei soci o l’unico socio al momento della cancellazione e le ragioni per cui assume di essere succeduto alla stessa nella specifica pretesa azionata; in particolare, per quanto riguarda eventuali sopravvivenze e/o sopravvenienze attive, dovrà anche allegare che si tratta di posizioni attive non liquidate né attribuite ai soci in base al bilancio finale di liquidazione, nonché i motivi per cui ciò sia avvenuto senza però che debba ritenersi integrata alcuna rinunzia alle stesse.

In particolare, l’ex socio che intenda proseguire un giudizio nel corso della cui pendenza la società si è estinta ed è stata cancellata dal registro delle imprese, dovrà: 1) qualificarsi espressamente come successore nella titolarità della pretesa creditoria oggetto del giudizio pendente (e non semplicemente affermare di essere stato socio o liquidatore della società estinta e cancellata); 2) allegare e dimostrare che, sulla base del bilancio finale di liquidazione della società, la pretesa creditoria in questione sia stata a lui attribuita, ovvero che, laddove essa non sia stata affatto oggetto di liquidazione né sia stata presa in considerazione nel bilancio finale di liquidazione, ciò non sia avvenuto in conseguenza di una tacita rinunzia alla stessa, ma per altre ragioni (che dovrà, ove occorra, indicare in modo puntuale e documentare).

Cassazione civile sez. III, 25/03/2021, n.8521

Cancellazione dal registro delle imprese senza attività di liquidazione

La cancellazione dal registro delle imprese senza attività di liquidazione di una società avvenuta in pendenza di giudizio non comporta il trasferimento del credito azionato ai soci, bensì deve essere interpretato come rinuncia al detto credito da parte della stessa società per celerità del procedimento estintivo. Conseguentemente i soci non possono procedere alla riassunzione del procedimento sospeso a seguito della cancellazione, non essendo titolari del diritto.

Corte appello Napoli sez. IV, 17/03/2021, n.1006

Cancellazione della società cedente dal registro delle imprese

In tema di responsabilità solidale del concessionario di azienda o di un ramo di azienda e di “beneficium excussionis”, la cancellazione della società cedente dal registro delle imprese e la sua conseguente estinzione costituiscono dimostrazione certa dell’insufficienza del patrimonio sociale per la realizzazione del credito, con conseguente immediata operatività della responsabilità sussidiaria della società cessionaria.

Cassazione civile sez. trib., 17/03/2021, n.7545

Società cancellata: l’impugnazione della sentenza

In tema di contenzioso tributario, la cancellazione della società dal registro delle imprese, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società cancellata, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio, di talché, qualora l’estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo.

Ne consegue, sul piano processuale, che, qualora esso non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando il farlo constare non sarebbe più stato possibile, l’impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d’inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, atteso che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può eccedere il grado di giudizio nel quale l’evento estintivo è occorso.

Cassazione civile sez. trib., 02/03/2021, n.5605

Cancellazione della società dal registro delle imprese e rinuncia automatica al credito

Nel caso di cancellazione della società dal registro delle imprese (tanto più se si tratta di cancellazione d’ufficio ex art. 2490,ultimo comma c.c.) non può ritenersi automaticamente rinunciato il credito controverso (nella specie derivante dall’azione promossa ex art. 2476 c.c.), atteso che la regola è la successione in favore dei soci dei residui attivi, salvo la remissione del debito ai sensi dell’art. 1236 c.c., che deve essere allegata e provata con rigore da chi intenda farla valere, dimostrando tutti i presupposti della fattispecie, ossia la inequivoca volontà remissoria e la destinazione della dichiarazione ad uno specifico creditore.

Cassazione civile sez. VI, 31/12/2020, n.30075

Cosa implica la cancellazione di una società dal registro delle imprese?

In caso di società che vanti un credito risarcitorio da illecito extracontrattuale, deve ritenersi che la sua cancellazione dal registro delle imprese implichi rinuncia a detto credito (e che pertanto gli ex soci non possano farlo valere in giudizio) solo se la società fosse stata, al tempo della cancellazione, in grado di avere conoscenza, con l’uso dell’ordinaria diligenza, non soltanto del danno, ma anche dell’illecito e della derivazione causale dell’uno dall’altro.

Cassazione civile sez. un., 18/12/2020, n.29108

Cancellazione della società dal registro delle imprese: effetti e conseguenze

Qualora l’estinzione della società a seguito di cancellazione dal registro delle imprese intervenga in pendenza di un giudizio che la veda parte, si determina un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. c.p.c., con eventuale prosecuzione o riassunzione ad opera o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell’art. 110 c.p.c.; ove l’evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l’impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d’inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, purché dei presupposti della “legitimatio ad causam” sia da costoro fornita la prova.

(Nella specie, in applicazione di tale principio la S.C. ha confermato la sentenza d’appello, che aveva dichiarato l’inammissibilità dell’appello proposto da un socio, che si era limitato a definirsi accomandatario, senza in alcun modo fare cenno d’essere succeduto alla società estinta).

Cassazione civile sez. III, 16/11/2020, n.25869

La cancellazione dal registro imprese

Sulla base dell’art. 2495 c.c., la cancellazione della società dal registro delle imprese, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società cancellata, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio (con la sola eccezione della “fictio iuris” contemplata dall’art. 10 l. fall.); pertanto, qualora l’estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo, disciplinato dagli artt. 299 e ss. c.p.c., con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell’art. 110 c.p.c., con la precisazione che l’atto di riassunzione del processo non introduce un nuovo procedimento, ma esplica esclusivamente la funzione di consentire la prosecuzione di quello già pendente, per cui non possono essere ammesse domande nuove.

Tribunale Milano sez. VII, 24/07/2018, n.8300

La legittimazione sostanziale e processuale della società 

In ambito tributario, la cancellazione ed estinzione della società ha come effetto il venir meno della legittimazione sostanziale e processuale della stessa, nonché la preclusione per l’ufficio di emanare o notificare atti impositivi nei confronti di un soggetto inesistente. In caso di cancellazione dal Registro Imprese prima della data di entrata in vigore dell’art. 28, comma 4, d.lgs. n. 175/2014, tale ultima norma non può essere applicata.

Comm. trib. prov.le Milano sez. VIII, 08/05/2018, n.1967

La cessata della materia del contendere per carenza di interesse

Ove una società si estingua a seguito di cancellazione dal registro delle imprese, i diritti e i beni si trasferiscono ai soci, in regime di contitolarità o di comunione indivisa; la cancellazione implica, invece, rinuncia all’esercizio di mere pretese, ancorché azionate o azionabili in giudizio, e dei diritti di credito, controversi o illiquidi, la cui inclusione nel bilancio di liquidazione avrebbe necessitato di una ulteriore attività giudiziale o stragiudiziale da parte del liquidatore. Ciò comporta la preclusione di ogni valutazione sulla fondatezza nel merito della pretesa azionata in giudizio dalla società attrice, perché la stessa, cancellandosi volontariamente dal Registro delle imprese, in pendenza del processo, ha provato di non volerla ulteriormente coltivare.

Tribunale Napoli sez. II, 09/02/2018, n.1455

Cancellazione dal registro imprese e responsabilità dei soci

La cancellazione della società dal registro delle imprese ha carattere estintivo. A seguito di tale evento i creditori della società possono agire nei confronti dei soci fino a concorrenza di quanto questi ultimi abbiano riscosso in base al bilancio finale di liquidazione. L’azione dell’Ufficio esercitata nei confronti della società ormai estinta, e non dei soci, è da ritenersi inammissibile per inesistenza di uno dei soggetti del rapporto processuale.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XLII, 11/06/2013, n.176

Cancellazione della società dal registro delle imprese: cosa comporta?

Dopo la cancellazione dal registro delle imprese sono i soci a conservare la legittimazione inerente ai rapporti giuridici sospesi, sopravviventi o sopravvenuti. Sui beni non liquidati rimasti in capo alla società al momento dell’iscrizione della cancellazione si forma automaticamente una comunione dei soci, le cui quote sarebbero proporzionali “alla quota di liquidazione ricevuta”.

Il subentro dei soci alla società estinta rispetto alle sopravvivenze attive va considerato acquisito a titolo derivativo ed il titolo di tale acquisto è il bilancio finale di liquidazione e il piano di riparto.

La cancellazione della società dal registro delle imprese produce l’estinzione della società e la perdita irreversibile della soggettività giuridica dell’ente indipendentemente dalla sopravvivenza o sopravvenienza di elementi patrimoniali attivi o passivi e di eventuali pendenze. Il ricorso proposto dalla società estinta, in persona del liquidatore, è inammissibile.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XXII, 05/12/2012, n.291

Richiesta di cancellazione dal registro imprese

È illegittima la pretesa avanzata dall”Amministrazione Finanziaria nei confronti dei liquidatori della società che abbia presentato richiesta di cancellazione dal Registro Imprese, attraverso il deposito del bilancio finale di liquidazione in cui si attesti la mancanza di debiti, qualora la stessa non dimostri che i liquidatori abbiano provveduto al pagamento di crediti di ordine inferiore a quelli tributari ovvero abbiano assegnato beni ai soci senza aver prima soddisfatto i crediti tributari.

Comm. trib. prov.le Bolzano sez. I, 03/10/2012, n.103

Società di persone: la cancellazione dal registro imprese

Al pari delle società di capitali anche per le società di persone la relativa cancellazione dal Registro Imprese dà luogo ad un evento non più ritrattabile.

Tribunale Vicenza, 21/07/2011

Pubblicità nel registro delle imprese

È fondata sulle prove fomite dall’istante p.m. al tribunale ed alla Corte d’appello la decisione che nega la reale esistenza del trasferimento di sede e dell’attività d’impresa della società per cui è causa, dovendo escludersi il presupposto di fatto del dedotto difetto di giurisdizione del giudice italiano, costituito dalla circostanza, presunta dalla normativa comunitaria sulle procedure concorsuali, che il centro di interessi e l’attività di impresa sia nel paese ove ha “trasferito” la sua sede l’impresa collettiva (e quindi in Romania e non in Italia alla data dell’istanza di fallimento dello stesso p.m.). La cancellazione dal registro imprese produce l’effetto dell’estinzione della società a responsabilità limitata.

La novella della riforma del 2003 non ha modificato la disciplina della pubblicità nel registro delle imprese incidendo nel sistema solo con la configurazione di un effetto analogo per te società commerciali di persone sulla loro limitata soggettività, che non esclude la natura comunque dichiarativa dell’iscrizione nel registro delle imprese.

Il giudice del registro con decreto ai sensi dell’art. 2191 c.c. può ritenere insussistenti le condizioni di legge per la estinzione della società di cui alla cancellazione iscritta su istanza degli amministratori e può ordinare quindi che la iscrizione di tale vicenda fosse a sua volta cancellata con pubblicità dichiarativa della inesistenza della estinzione. La pubblicità data al decreto del giudice del registro comporta la presunzione della continuazione delle attività societarie.

Cassazione civile sez. un., 09/04/2010, n.8426



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