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Doppio cognome al figlio

17 Novembre 2020
Doppio cognome al figlio

Qual è l’iter da seguire affinché un bambino possa avere anche il cognome della madre?

Tu e tuo marito aspettate il vostro primo bambino. Siete al settimo cielo e anche un po’ spaventati. Le cose da imparare in poco tempo sono tante, ma uniti affronterete tutto. L’altra sera, però, vi siete domandati se è possibile dare il doppio cognome al figlio. In realtà, è tanto che ci state pensando, ma come fare? A chi bisogna rivolgersi? Quali sono le conseguenze? Devi sapere che il nostro ordinamento consente di dare al bambino, anche se adottivo o figlio di conviventi, il cognome materno in aggiunta a quello paterno. Tale scelta, infatti, permette una perfetta uguaglianza tra i genitori e rispetta la personalità del minore. Se l’argomento è di tuo interesse, allora prenditi cinque minuti di tempo perché ti spiegherò la questione con poche e semplici battute.

Cosa si intende per doppio cognome?

Il diritto al nome (comprensivo di prenome e cognome, come ad esempio Mario Rossi) è sancito nella Costituzione ed è indispensabile per garantire l’identità personale di ogni individuo. Una volta nato, il figlio prende il cognome del padre o del genitore che lo ha riconosciuto per primo (se la coppia non è sposata).

Per doppio cognome, invece, si intende la possibilità di dare al proprio figlio tanto il cognome del padre quanto quello della madre. Tale aggiunta è stata resa possibile in Italia grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale [1]. In particolare, la Consulta ha sostenuto che la regola di attribuire solo il cognome paterno pregiudica la formazione della personalità del minore, il quale, invece, deve conoscere e confrontarsi con le origini di entrambi i genitori. Ti faccio un esempio.

Tizia ha un bambino di due anni a cui è stato dato il cognome del compagno con il quale convive. Tuttavia, essendo figlia unica, vorrebbe continuare la sua generazione e dare al piccolo anche il suo cognome.

Nell’esempio che ti ho riportato, l’aggiunta del cognome materno consentirà a Tizia, figlia unica, di continuare la generazione della propria famiglia di origine.

La sentenza della Corte Costituzionale, perciò, segna una svolta storica considerato che, prima di una simile pronuncia, l’unica possibilità prevista era quella di attribuire il cognome materno solamente per i figli nati al di fuori del matrimonio. Attenzione però: non si può eliminare il cognome paterno, a meno che il bambino sia figlio di una coppia non sposata e il padre non lo riconosca. In tal caso, infatti, l’unico cognome possibile sarà quello della madre.

Si può cambiare il cognome?

Forse non sai che il nostro ordinamento ammette la possibilità di cambiare il proprio cognome quando è ridicolo o vergognoso (pensa, ad esempio, al cognome “Culone” riferito ad una persona grassa) oppure se rivela l’origine naturale del soggetto (come il cognome “Trovato” per una persona che è stata abbandonata dai genitori).

Infine, è possibile anche fare una rettifica del cognome per eliminare eventuali difformità tra la realtà effettiva e ciò che, invece, risulta dal registro di Stato civile (ad esempio, il cognome “Lesso” che, per un errore materiale, viene registrato come “Letto”).

Doppio cognome al figlio

Oggi, quindi, la possibilità di dare al proprio figlio il doppio cognome è una realtà. In pratica, si tratta di aggiungere, non di sostituire, al momento della nascita del bambino, il cognome della madre a quello del padre. L’unica condizione richiesta è che ci sia il consenso di entrambi i genitori. In caso contrario, alla madre non resta che recarsi dal giudice per far valere il suo diritto.

Ma come si fa ad attribuire il doppio cognome al figlio? Basta dichiararlo oralmente, al momento della nascita del bambino, all’ufficiale di Stato civile. Se, invece, la scelta di aggiungere il cognome materno – che in ogni caso deve rispondere sempre all’interesse del minore – viene fatta dopo la nascita, allora i genitori, coniugati o meno, dovranno rivolgersi alla Prefettura del luogo di residenza. In caso di accordo, è sufficiente che la madre e il padre, in qualità di rappresentanti legali del minore, presentino una domanda congiunta e motivata contenente i seguenti dati:

  • le generalità del figlio;
  • il possesso della cittadinanza italiana;
  • la modifica che si vuole apportare al cognome;
  • i motivi che giustificano la richiesta.

Il risultato è che il figlio dovrà poi firmare riportando sia il cognome del padre che quello della madre.

La domanda può essere sottoscritta da un solo genitore solo nell’ipotesi in cui l’altro sia stato dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale con provvedimento del giudice. In tal caso, infatti, uno dei due può agire senza il consenso dell’altro.

Se l’altro genitore si oppone alla richiesta del doppio cognome è possibile, per ciascuno dei genitori, ricorrere al giudice civile affinché individui la soluzione migliore nell’interesse del minore. In tal caso, occorre presentare un ricorso al tribunale e spiegare il motivo per cui si vuole aggiungere il cognome materno e il disaccordo del padre in tal senso.


note

[1] Cost. sent. n. 286/2016 del 21.12.2016.


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