Autovelox: multa nulla se la strada è senza banchina

14 Settembre 2020 | Autore:
Autovelox: multa nulla se la strada è senza banchina

Contravvenzione illegittima, anche se c’è il decreto autorizzativo del prefetto, quando il rilevamento avviene su un tratto a scorrimento che ne è privo.

Certi cavilli non sono sottili ma grossi ed evidenti come una banchina, lo spazio al lato della strada lasciato libero per i pedoni quando non c’è il marciapiede o per un’eventuale sosta di emergenza dei veicoli in avaria. In questa speciale area, che si trova solitamente sulle strade extraurbane e anche in quelle urbane di scorrimento, i veicoli non possono circolare.

Se non hai mai fatto caso a questa caratteristica, dovresti porvi più attenzione perché potrebbe risultarti utile. Infatti, ci sono dei casi in cui se la strada è senza banchina, è nulla la multa effettuata per il superamento dei limiti di velocità rilevato con l’apparecchio autovelox.

Ma cosa c’entra l’autovelox con lo spazio di sosta o di transito pedonale? Non si può comunque mettere l’autovelox sul ciglio della strada, in prossimità della linea bianca a destra? Anche lì funziona bene lo stesso ed è la soluzione ottimale quando manca lo spazio. Molti giudici, però, non la pensano così e, in tali casi, annullano le multe. Vediamo quando ciò accade e perché.

La banchina

Come abbiamo accennato in apertura, la banchina è una parte eventuale della strada, un particolare spazio che a seconda dei casi può esserci o meno. Il Codice della strada [1] la definisce precisamente come quella porzione «compresa tra il margine della carreggiata ed il più vicino tra i seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati».

È una definizione piuttosto tecnica che abbraccia una vasta tipologia di situazioni, che dipendono dai vari tipi di strada e dalle loro possibili delimitazioni. Lo stesso articolo del Codice menziona poi la banchina in un’altra occasione: quando parla della piazzola di sosta, precisando che essa è «adiacente esternamente alla banchina».

Se ne deduce che la banchina è esterna alla carreggiata; non ne fa parte pur essendo adiacente. Inoltre, è generalmente pavimentata come la carreggiata limitrofa. Sulla banchina non si può circolare, ma può sostarvi in emergenza un veicolo colpito da un’avaria e possono anche camminarci i pedoni se non c’è il marciapiede.

Ma se pensi che l’autovelox non possa essere messo sul margine della strada e basti questo per poter annullare una multa quando non c’è la banchina ti sbagli: c’è ancora un altro indispensabile passaggio da fare.

L’autovelox non presidiato

Molte volte, le pattuglie prendono l’autovelox e lo lasciano lì, posizionato al margine della strada, senza una pattuglia che lo vigila e ne presidia il funzionamento. La postazione di controllo comunque c’è ed è funzionante.

La legge prevede che in città gli autovelox debbano sempre essere presidiati, in modo che la polizia fermi il conducente al momento dell’infrazione e gliela contesti in via immediata.

Ma nelle strade urbane a scorrimento, come anche in autostrada o sulle strade extraurbane principali o secondarie, è ammessa anche la rilevazione automatica; gli agenti non sono presenti, redigono il verbale di contestazione della violazione in un momento successivo e lo notificano inviandolo a casa del trasgressore o mediante Pec.

In questi casi di contestazione differita, però, il tratto di strada dove è stato collocato l’autovelox deve essere stato preventivamente autorizzato dal Prefetto e il verbale dovrà riportare gli estremi dell’autorizzazione rilasciata.

Questa regola vige sulle strade urbane a scorrimento e sulle strade extraurbane secondarie, mentre l’autorizzazione prefettizia non è necessaria in autostrada e lungo le strade extraurbane principali, dove si presume che sia impossibile o pericoloso fermare i veicoli mentre sono in marcia.

Le strade urbane a scorrimento

Prima di arrivare al punto decisivo e alla soluzione del quesito, è opportuno precisare cosa sono le strade urbane a scorrimento, anche perché il concetto è in stretta relazione con la presenza o meno della banchina.

Il Codice della strada [2] dà questa definizione: «strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate».

Adesso, disponiamo di tutte le chiavi necessarie per arrivare alla soluzione e possiamo comprendere il ragionamento giuridico seguito dai giudici che annullano le multe in questi casi.

Come annullare la multa

La strada urbana a scorrimento ha, o dovrebbe avere, come prevede la legge, una banchina pavimentata sul lato destro. Ma talvolta non ne è munita, e così possiamo arrivare al dunque.

La soluzione, ora che conosciamo tutti i principi e gli elementi che la compongono, è molto semplice: la strada senza banchina non può qualificarsi come strada a scorrimento dove è possibile il rilevamento della velocità a distanza e, perciò, anche l’eventuale presenza di un decreto prefettizio – che nel tratto specifico autorizza comunque la collocazione dell’autovelox, consentendo la successiva contestazione della multa – non basta a sanare questo vizio di base.

Ribaltando il concetto, infatti, una strada extraurbana di scorrimento ma priva di banchina non può essere considerata tale, perché la sua definizione di legge comprende anche questo specifico requisito. Questo ragionamento è stato fatto recentemente dal giudice di pace di Torino, che in una nuova sentenza [3] ha annullato la multa e la correlativa decurtazione dei punti sulla patente ad un automobilista per tali motivi.

Il trasgressore nel ricorso aveva contestato il fatto che la strada dove l’infrazione era stata rilevata non avesse le caratteristiche necessarie ai sensi della legge, tra cui la presenza della banchina pavimentata a destra. Nonostante ci fosse il decreto prefettizio, il giudice ha ravvisato la carenza di motivazione e lo ha disapplicato, cioè non ha tenuto conto dell’autorizzazione al collocamento dell’apparecchio di rilevamento della velocità che era stata concessa dall’autorità amministrativa.

Così l’assenza della banchina è stata decisiva: non basta una strada a doppia carreggiata, con almeno altrettante corsie, munita dello spartitraffico centrale per consentirne la qualificazione come strada urbana a scorrimento, oppure come strada extraurbana secondaria, che, come abbiamo visto, sono le uniche due tipologie dove è ammessa la rilevazione automatica della velocità con autovelox e la contestazione differita dell’infrazione.

In tali casi, se sul tratto di strada dove è posizionato l’autovelox manca la banchina, la multa sarà illegittima e potrà essere annullata facendo valere il vizio nell’apposito ricorso. Su questo punto, il giudice torinese ha anche richiamato la giurisprudenza della Cassazione [4], che ha indicato le caratteristiche della strada che legittimano il rilevamento a distanza. Ne abbiamo illustrato il contenuto nell’articolo “Autovelox, ecco quando è possibile non pagare la multa“, che ti consigliamo di leggere per approfondire il principio di cui abbiamo parlato. La pronuncia di oggi non è isolata: è stata affermata anche da altri giudici di merito, come abbiamo spiegato nell’articolo “Autovelox su strada senza banchina: la multa è valida?“.


note

[1] Art. 3 Codice della Strada.

[2] Art. 2 Codice della Strada.

[3] Giudice di pace di Torino, sent. n. 1218/20 del 14 agosto 2020.

[4] Cass. n. 16622 del 2019.


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