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Occultamento documenti contabili: ultime sentenze

4 Ottobre 2020
Occultamento documenti contabili: ultime sentenze

Il concorso tra il reato di bancarotta documentale ed il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili; l’indebito vantaggio economico commisurato al debito d’imposta; l’accertamento del dolo; prova della produzione di reddito e del volume di affari.

Concorso formale di reati

La bancarotta documentale ed il reato tributario di occultamento o distruzione di documenti contabili concretizzano una ipotesi di concorso formale di reati e, ove processualmente trattati congiuntamente, non configurano alcuna possibile preclusione sostanziale in termini di violazione del divieto di bis in idem.

Viceversa, laddove tali fattispecie, pur aventi lo stesso oggetto materiale, siano state trattate e giudicate separatamente, e sia per una di esse già intervenuta una sentenza definitiva, l’azione penale per l’altro e residuo reato non potrà essere esercitata e, ove ciò sia avvenuto, la medesima azione dovrà essere dichiarata improcedibile, mentre ove sia già intervenuta una condanna la stessa dovrà essere annullata in sede esecutiva.

Cassazione penale sez. V, 06/07/2020, n.22486

Si può determinare l’importo dell’evasione?

In tema di reati tributari, è confiscabile, in via diretta o per equivalente, a condizione che sia possibile determinare l’importo dell’evasione, il profitto del reato di occultamento o distruzione di documenti contabili previsto dall’art. 10 d.lg. n. 74 del 2000, che consiste nell’indebito vantaggio economico commisurato al debito di imposta, maggiorato delle eventuali sanzioni e degli interessi maturati sino al momento della commissione del fatto, e di cui la condotta delittuosa ha ostacolato la scoperta.

Cassazione penale sez. III, 09/10/2019, n.166

Le conseguenze dell’estinzione dei debiti tributari

In tema di reati tributari, in relazione al delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili, l’estinzione dei debiti tributari, comprese le sanzioni amministrative e gli interessi, mediante integrale pagamento degli importi dovuti prima dell’apertura del dibattimento, non costituisce presupposto di legittimità dell’applicazione della pena ai sensi dell’art. 13-bis del d.lgs. n. 74 del 2000, in quanto tale reato non richiede l’esistenza di un profitto per l’agente o di un danno in termini di minore entrata fiscale per l’Erario.

(In motivazione, la Corte ha rilevato che sarebbe stato onere del ricorrente Pubblico Ministero, fornire, nel rispetto del canone della specificità dell’impugnazione, elementi in ordine all’esistenza in capo all’imputato di un qualche debito tributario dipendente dalla condotta a lui contestata, che egli avrebbe dovuto adempiere per accedere al rito).

Cassazione penale sez. III, 12/04/2019, n.41133

Le condizioni necessarie per richiedere il patteggiamento

Per il reato di cui all’articolo 10 del decreto legislativo n. 74 del 2000 (occultamento o sottrazione dì documenti contabili), la possibilità di richiedere il patteggiamento, giusta la disciplina dettata dall’articolo 13-bis, comma 2, dello stesso decreto, è necessariamente subordinata, laddove possibile, al ravvedimento operoso (nella specie, consistente nell’esibizione, sia pure tardiva, delle scritture contabili e dei documenti eventualmente occultati e tuttavia non distrutti) e, in ogni caso, all’integrale estinzione del debito per imposte sui redditi e/o sul valore aggiunto, compresi interessi e sanzioni amministrative, riferito alle annualità oggetto di accertamento e in relazione alle quali la condotta illecita è stata tenuta.

Cassazione penale sez. III, 26/02/2019, n.14600

L’impossibilità di ricostruire il reddito 

In tema di reati tributari, l’impossibilità di ricostruire il reddito od il volume d’affari derivante dalla distruzione o dall’occultamento di documenti contabili non deve essere intesa in senso assoluto, sussistendo anche quando è necessario procedere all’acquisizione presso terzi della documentazione mancante.

Cassazione penale sez. III, 15/01/2019, n.7051

La confisca per equivalente

In tema di reati tributari, ai fatti di occultamento o distruzione di documenti contabili commessi fino al 20 ottobre 2015, data di entrata in vigore dell’art. 12 bis d.lg n.74 del 2000, non è applicabile la confisca per equivalente, né ai sensi dell’art. 1, comma 143, legge n. 244 del 2007, che non contemplava l’art. 10 d.lg. cit. tra i delitti per i quali poteva essere disposto il provvedimento ablativo, né a norma dell’art. 12-bis, in quanto detta confisca, avendo natura eminentemente sanzionatoria, non si applica ai reati commessi anteriormente all’entrata in vigore della legge citata.

Cassazione penale sez. III, 14/12/2018, n.15745

La prova della produzione del reddito

In tema di reati tributari, l’accertamento del dolo specifico richiesto per la sussistenza del delitto di cui all’art. 10 del d.lg. 10 marzo 2000, n. 74 (occultamento o distruzione di documenti contabili al fine di evasione) presuppone la prova della produzione di reddito e del volume di affari, che può desumersi, in base a norme di comune esperienza, dal fatto che l’agente sia titolare di un’attività commerciale .

Cassazione penale sez. III, 03/10/2018, n.51836

Il reato di pericolo concreto

In tema di reati tributari, il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili di cui all’art. 10 d.lg n. 74 del 2000 costituisce un reato di pericolo concreto, che è integrato, nel caso della distruzione, dall’eliminazione della documentazione o dalla sua alterazione con cancellature o abrasioni, e, nel caso dell’occultamento, dalla temporanea o definitiva indisponibilità dei documenti, realizzata mediante il loro materiale nascondimento, configurandosi, in tale ultima ipotesi, un reato permanente.

Cassazione penale sez. III, 28/03/2018, n.46049

Delitto di occultamento e distruzione di documenti contabili

In tema di reati tributari, l’elemento soggettivo del delitto di occultamento e distruzione di documenti contabili è integrato dal dolo specifico di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto o di consentire l’evasione fiscale di terzi, essendo irrilevanti, per contro, l’interesse o il movente che abbiano eventualmente spinto l’agente a commettere il reato. (Fattispecie di condotta dedotta come finalizzata a commettere reati di truffa).

Cassazione penale sez. VII, 06/12/2019, n.9439

Ricostruzione delle operazioni resa più difficoltosa dalla condotta dell’imputato

Il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili di cui all’art. 10 d.lg. n. 74 del 2000 è da considerare integrato in tutti i suoi elementi anche nella ipotesi in cui sia stato possibile egualmente ricostruire le operazioni compiute dal contribuente, posto che il legislatore ha inteso sanzionare anche il solo comportamento che abbia reso, sebbene non impossibile, anche soltanto più difficoltosa l’attività di verifica fiscale a causa dell’avvenuta distruzione ovvero occultamento delle scritture contabili obbligatorie (confermata la condanna per il legale rappresentante di una società che aveva trasferito, senza dichiararlo in sede di accertamento, in luogo diverso dalla sede legale della società la documentazione contabile, conservandone solo una parte).

Cassazione penale sez. III, 12/03/2019, n.37348

L’occultamento o distruzione di documenti contabili può riguardare quelli presso terzi?

In tema di reati tributari, l’impossibilità di ricostruire il reddito o il volume d’affari derivante dalla distruzione o dall’occultamento di documenti contabili non deve essere intesa in senso assoluto, sussistendo anche quando è necessario procedere all’acquisizione presso terzi della documentazione mancante.

Cassazione penale sez. III, 29/10/2019, n.50350

Il prestanome risponde del delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili?

In tema di reati tributari, del delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili, di cui all’art. 10 del d.lgs. n. 74 del 2000, risponde anche il mero amministratore di diritto, a titolo di concorso con l’amministratore di fatto per omesso impedimento dell’evento ex art. 40, cpv., cod. pen., e art. 2932 cod.civ., a condizione, tuttavia, che il prestanome abbia agito col fine specifico di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l’evasione fiscale di terzi.

Cassazione penale sez. fer., 09/08/2018, n.42897



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