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Occultamento documenti contabili: ultime sentenze

16 Agosto 2022
Occultamento documenti contabili: ultime sentenze

Il concorso tra il reato di bancarotta documentale ed il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili; l’indebito vantaggio economico commisurato al debito d’imposta; l’accertamento del dolo; prova della produzione di reddito e del volume di affari.

Occultamento di documenti contabili

Il reato p. e p. dall’art. 10 del D.Lgs. 74/2000 punisce colui il quale, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto o di consentire a terzi l’evasione, salvo che il fatto costituisca più grave reato, occulti o distrugga, in tutto o in parte, le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume degli affari.

Per la sussistenza del reato in questione non è sufficiente un mero comportamento omissivo, ossia l’omessa tenuta delle scritture contabili, ma è necessario un “quid pluris” a contenuto commissivo consistente nell’occultamento o nella distruzione dei documenti contabili la cui istituzione e tenuta è obbligatoria per legge. La distruzione configura un reato istantaneo che si realizza al momento dell’eliminazione della documentazione, la quale può consistere o nella stessa eliminazione del supporto cartaceo o mediante cancellature o abrasioni, mentre l’occultamento consiste nella temporanea o definitiva indisponibilità della documentazione da parte degli organi verificatori e si realizza mediante il nascondimento materiale del documento

Tribunale Nola, 19/05/2022, n.413

Documenti falsi, occultamento o distruzione di documenti vari

Si configura il delitto di cui all’art. 10, D.Lgs. n. 74/2000, nell’ipotesi in cui il soggetto, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l’evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari.

Tribunale Bari sez. I, 02/02/2022, n.392

Concorso tra bancarotta e reati tributari

Il concorso tra bancarotta e reati tributari non conduce necessariamente all’applicazione del principio del ne bis in idem , anche nel caso di precedente proscioglimento per il reato di occultamento e distruzione di documenti contabili, ex articolo 10 del Dlgs 74/2000 e successiva contestazione di bancarotta documentale. Lo precisa la Cassazione respingendo il ricorso di un imputato che intendeva fare valere l’improcedibilità del giudizio per bancarotta documentale avviato nei suoi confronti dopo essere stato assolto perché il fatto non sussiste dal reato tributario di occultamento contabile.

Per i giudici di legittimità non vi è automaticamente la medesimezza del fatto con conseguente applicazione del divieto di ne bis in idem , posto che la bancarotta documentale non può essere sovrapposta all’omessa documentazione sanzionata sul piano tributario, essendo, infatti, il perimetro della prima assai più ampio della seconda.

Cassazione penale sez. V, 10/01/2022, n.7557

Consumazione del reato di occultamento delle scritture contabili

Il reato di occultamento delle scritture contabili si consuma all’atto della conclusione del controllo e non all’inizio dell’attività ispettiva allorché i documenti vengono richiesti al contribuente. I termini prescrizionali iniziano, dunque, a decorrere solo da tale momento. Ad affermarlo è la Cassazione che opta per l’orientamento interpretativo per il quale l’occultamento della documentazione ha lo scopo di impedire o rendere più difficoltoso l’accertamento fiscale, sicché il reato non può essere commesso all’inizio dell’ispezione. In altri termini, è lo stesso concetto di occultamento che presuppone la sottrazione di qualcosa alla conoscenza di qualcuno che vi abbia interesse e che possa essere in condizione di accedere alle informazioni in questione.

Cassazione penale sez. III, 15/12/2021, n.8316

Occultamento totale o parziale delle scritture contabili

In tema di reati tributari, l’art. 10, d.lg. 10 marzo 2000 n.74, nella parte in cui sanziona l’occultamento totale o parziale delle scritture contabili, ha natura permanente, perdurando l’obbligo di esibizione dei documenti finché dura il controllo da parte degli organi verificatori, con la conseguenza che il momento consumativo del reato deve individuarsi nella conclusione e non nell’inizio di detto accertamento.

Cassazione penale sez. III, 23/09/2021, n.40317

Art. 10 del D.Lgs 74/2000

La norma di cui all’articolo 10 del Dlgs 74/2000 punisce l’occultamento o la distruzione di documentazione contabili, restando fuori dal suo ambito applicativo sia la condotta di mancata istituzione della stessa contabilità, sia quella di omessa o irregolare tenuta delle scritture contabili, atteso che ai fini dell’integrazione del reato in esame è necessario un “quid pluris” a contenuto commissivo consistente nell’occultamento o nella distruzione dei documenti contabili la cui istituzione è obbligatoria per legge. Ne consegue che può essere configurata la fattispecie delittuosa di cui all’articolo 10 del Dlgs 74/2000, qualora la documentazione contabile, di cui si assume l’occultamento o la distruzione, sia stata previamente istituita.

Tribunale Ascoli Piceno, 23/07/2021, n.370

Mettere a disposizione degli agenti i documenti richiesti

Il reato di occultamento o distruzione di documenti, di cui all’art. 10 D.Lgs. 74/2000, può dirsi consumato solo all’atto dell’ispezione effettuata dagli operanti, ossia quando i predetti chiedono di esaminare la documentazione, posto che l’obbligo di esibizione, avendo carattere permanente, perdura sino a quando il controllo è consentito. La condotta antigiuridica, di fatto, può cessare solo mettendo a disposizione degli agenti i documenti richiesti.

Tribunale Salerno, 08/06/2021, n.1789

Reato di occultamento o distruzione di documenti contabili: presupposti

Il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10 d.lg. 10 marzo 2000 n. 74) presuppone l’istituzione della documentazione contabile e la produzione di un reddito e pertanto non contempla anche la condotta di omessa tenuta delle scritture contabili, sanzionata amministrativamente dall’art. 9, comma 1, d.lg. 18 dicembre 1997 n. 471. Ai fini della configurabilità del reato, infatti, non è sufficiente un mero comportamento omissivo, ossia l’omessa tenuta delle scritture contabili, ma è necessario un quid pluris a contenuto commissivo consistente nell’occultamento o nella distruzione dei documenti contabili, la cui istituzione e tenuta è obbligatoria per legge (nella specie, secondo la Corte, il giudice di merito aveva congruamente motivata la sussistenza del reato, valorizzando sia le dichiarazioni dell’imputato, ammissive dell’affidamento delle scritture contabili a un professionista, sia il rinvenimento presso terzi di fatture emesse).

Cassazione penale sez. III, 13/01/2021, n.11123

Rato di occultamento di documenti contabili: in cosa consiste?

Il d.lg. n. 74 del 2000, art. 10 punisce colui il quale, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto o di consentire a terzi l’evasione, salvo che il fatto costituisca più grave reato, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume degli affari. La condotta punibile consiste quindi nella distruzione o nell’occultamento totale o parziale delle scritture: la distruzione configura un reato istantaneo che si realizza al momento dell’eliminazione della documentazione, la quale può consistere o nella stessa eliminazione del supporto cartaceo o mediante cancellature o abrasioni.

L’occultamento consiste invece nella temporanea o definitiva indisponibilità della documentazione da parte degli organi verificatori e si realizza mediante il nascondimento materiale del documento. La condotta di occultamento, tipizzata nell’art. 10, definisce, secondo il suo preciso significato filologico, il comportamento di colui che nasconde materialmente, in tutto o in parte, le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, mantenendo celate le predette cose in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume degli affari.

Cassazione penale sez. III, 08/10/2020, n.5596

Concorso formale di reati

La bancarotta documentale ed il reato tributario di occultamento o distruzione di documenti contabili concretizzano una ipotesi di concorso formale di reati e, ove processualmente trattati congiuntamente, non configurano alcuna possibile preclusione sostanziale in termini di violazione del divieto di bis in idem.

Viceversa, laddove tali fattispecie, pur aventi lo stesso oggetto materiale, siano state trattate e giudicate separatamente, e sia per una di esse già intervenuta una sentenza definitiva, l’azione penale per l’altro e residuo reato non potrà essere esercitata e, ove ciò sia avvenuto, la medesima azione dovrà essere dichiarata improcedibile, mentre ove sia già intervenuta una condanna la stessa dovrà essere annullata in sede esecutiva.

Cassazione penale sez. V, 06/07/2020, n.22486

Si può determinare l’importo dell’evasione?

In tema di reati tributari, è confiscabile, in via diretta o per equivalente, a condizione che sia possibile determinare l’importo dell’evasione, il profitto del reato di occultamento o distruzione di documenti contabili previsto dall’art. 10 d.lg. n. 74 del 2000, che consiste nell’indebito vantaggio economico commisurato al debito di imposta, maggiorato delle eventuali sanzioni e degli interessi maturati sino al momento della commissione del fatto, e di cui la condotta delittuosa ha ostacolato la scoperta.

Cassazione penale sez. III, 09/10/2019, n.166

Le conseguenze dell’estinzione dei debiti tributari

In tema di reati tributari, in relazione al delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili, l’estinzione dei debiti tributari, comprese le sanzioni amministrative e gli interessi, mediante integrale pagamento degli importi dovuti prima dell’apertura del dibattimento, non costituisce presupposto di legittimità dell’applicazione della pena ai sensi dell’art. 13-bis del d.lgs. n. 74 del 2000, in quanto tale reato non richiede l’esistenza di un profitto per l’agente o di un danno in termini di minore entrata fiscale per l’Erario.

(In motivazione, la Corte ha rilevato che sarebbe stato onere del ricorrente Pubblico Ministero, fornire, nel rispetto del canone della specificità dell’impugnazione, elementi in ordine all’esistenza in capo all’imputato di un qualche debito tributario dipendente dalla condotta a lui contestata, che egli avrebbe dovuto adempiere per accedere al rito).

Cassazione penale sez. III, 12/04/2019, n.41133

Le condizioni necessarie per richiedere il patteggiamento

Per il reato di cui all’articolo 10 del decreto legislativo n. 74 del 2000 (occultamento o sottrazione dì documenti contabili), la possibilità di richiedere il patteggiamento, giusta la disciplina dettata dall’articolo 13-bis, comma 2, dello stesso decreto, è necessariamente subordinata, laddove possibile, al ravvedimento operoso (nella specie, consistente nell’esibizione, sia pure tardiva, delle scritture contabili e dei documenti eventualmente occultati e tuttavia non distrutti) e, in ogni caso, all’integrale estinzione del debito per imposte sui redditi e/o sul valore aggiunto, compresi interessi e sanzioni amministrative, riferito alle annualità oggetto di accertamento e in relazione alle quali la condotta illecita è stata tenuta.

Cassazione penale sez. III, 26/02/2019, n.14600

L’impossibilità di ricostruire il reddito 

In tema di reati tributari, l’impossibilità di ricostruire il reddito od il volume d’affari derivante dalla distruzione o dall’occultamento di documenti contabili non deve essere intesa in senso assoluto, sussistendo anche quando è necessario procedere all’acquisizione presso terzi della documentazione mancante.

Cassazione penale sez. III, 15/01/2019, n.7051

Delitto di occultamento e distruzione di documenti contabili

In tema di reati tributari, l’elemento soggettivo del delitto di occultamento e distruzione di documenti contabili è integrato dal dolo specifico di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto o di consentire l’evasione fiscale di terzi, essendo irrilevanti, per contro, l’interesse o il movente che abbiano eventualmente spinto l’agente a commettere il reato. (Fattispecie di condotta dedotta come finalizzata a commettere reati di truffa).

Cassazione penale sez. VII, 06/12/2019, n.9439

Ricostruzione delle operazioni resa più difficoltosa dalla condotta dell’imputato

Il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili di cui all’art. 10 d.lg. n. 74 del 2000 è da considerare integrato in tutti i suoi elementi anche nella ipotesi in cui sia stato possibile egualmente ricostruire le operazioni compiute dal contribuente, posto che il legislatore ha inteso sanzionare anche il solo comportamento che abbia reso, sebbene non impossibile, anche soltanto più difficoltosa l’attività di verifica fiscale a causa dell’avvenuta distruzione ovvero occultamento delle scritture contabili obbligatorie (confermata la condanna per il legale rappresentante di una società che aveva trasferito, senza dichiararlo in sede di accertamento, in luogo diverso dalla sede legale della società la documentazione contabile, conservandone solo una parte).

Cassazione penale sez. III, 12/03/2019, n.37348

L’occultamento o distruzione di documenti contabili può riguardare quelli presso terzi?

In tema di reati tributari, l’impossibilità di ricostruire il reddito o il volume d’affari derivante dalla distruzione o dall’occultamento di documenti contabili non deve essere intesa in senso assoluto, sussistendo anche quando è necessario procedere all’acquisizione presso terzi della documentazione mancante.

Cassazione penale sez. III, 29/10/2019, n.50350

La prova della produzione del reddito

In tema di reati tributari, l’accertamento del dolo specifico richiesto per la sussistenza del delitto di cui all’art. 10 del d.lg. 10 marzo 2000, n. 74 (occultamento o distruzione di documenti contabili al fine di evasione) presuppone la prova della produzione di reddito e del volume di affari, che può desumersi, in base a norme di comune esperienza, dal fatto che l’agente sia titolare di un’attività commerciale .

Cassazione penale sez. III, 03/10/2018, n.51836

Reati tributari

In tema di reati tributari, il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili di cui all’art. 10 d.lg n. 74 del 2000 costituisce un reato di pericolo concreto, che è integrato, nel caso della distruzione, dall’eliminazione della documentazione o dalla sua alterazione con cancellature o abrasioni, e, nel caso dell’occultamento, dalla temporanea o definitiva indisponibilità dei documenti, realizzata mediante il loro materiale nascondimento, configurandosi, in tale ultima ipotesi, un reato permanente.

Cassazione penale sez. III, 28/03/2018, n.46049

Il prestanome risponde del delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili?

In tema di reati tributari, del delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili, di cui all’art. 10 del d.lgs. n. 74 del 2000, risponde anche il mero amministratore di diritto, a titolo di concorso con l’amministratore di fatto per omesso impedimento dell’evento ex art. 40, cpv., cod. pen., e art. 2932 cod.civ., a condizione, tuttavia, che il prestanome abbia agito col fine specifico di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l’evasione fiscale di terzi.

Cassazione penale sez. fer., 09/08/2018, n.42897



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