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Targa falsa: ultime sentenze

4 Ottobre 2020
Targa falsa: ultime sentenze

Reato di riciclaggio; veicoli rubati; reato di falsità materiale commessa dal privato in certificati o autorizzazioni amministrative; reato contro la fede pubblica.

Apposizione targa ciclomotore rubato

Commette il reato di riciclaggio colui che appone la sua targa personale a un ciclomotore rubato. In tal modo, infatti, si frappone un ostacolo all’accertamento della provenienza del mezzo di trasporto. Ad affermarlo è la Cassazione che ha respinto il ricorso di un uomo che aveva acquistato un ciclomotore rilevandone anche la targa, che però poi aveva smontato per metterla su un altro mezzo della stessa categoria, ma rubato.

Per la Corte non c’è dubbio sulla responsabilità penale, in quanto affinché si possa configurare il riciclaggio di un ciclomotore, non è necessario che esso venga fatto circolare con una targa falsa, ma è sufficiente l’incompatibilità giuridica tra la titolarità della targa regolarmente detenuta e intestata, ndr e quella del veicolo su cui viene apposta.

Cassazione penale sez. II, 11/01/2019, n.8788

Tentativo di reato e univocità degli atti

In tema di tentativo, l’univocità degli atti è rappresentata dall’imprevedibilità dell’anno consumazione che può essere dedotta non soltanto dagli atti esecutivi ma anche dai soli atti preparatori. (Nel caso di specie, si trattava di una tentata rapina in un ufficio postale ove gli imputati erano sopraggiunti a bordo di auto rubate alle quali era stata posta una targa falsa ed erano entrati negli uffici con parrucche fascette plastiche auto stringenti e le ricetrasmittenti e lo scanner per intercettare le frequenze della polizia).

Corte appello L’Aquila, 12/09/2018, n.2023

La falsificazione della targa

La falsificazione della targa del proprio veicolo integra il reato di falsità materiale commessa dal privato in certificati o autorizzazioni amministrative e non le violazioni al Cds (art. 100, commi 12 e 14) che puniscono solo la circolazione del veicolo con targa contraffatta.

Tribunale S.Maria Capua V., 24/07/2018, n.4212

L’esibizione di targa automobilistica falsa

In tema di reati contro la fede pubblica, la nozione di uso di atto falso comprende qualsiasi modo di avvalersi del documento falso, con la conseguenza che la semplice esibizione dello stesso è idonea ad integrare il reato (nella specie, l’imputato aveva fatto uso di una targa automobilistica falsa, senza essere concorso nella falsità, applicandola alla sua autovettura).

Cassazione penale sez. V, 20/09/2016, n.7614

Reato contro la fede pubblica

Risponde del reato di uso di atto falso, ai sensi del combinato disposto degli artt. 100, comma 14, c. strad. e 489 c.p., e non dell’illecito amministrativo di cui al citato art. 100, comma 12, c.strad., il soggetto che circoli alla guida di un autoveicolo con la consapevolezza che lo stesso sia munito di targa contraffatta.

Cassazione penale sez. V, 20/09/2016, n.7614

Ladro appone targa falsa alla vettura rubata

Il reato di riciclaggio non è distinguibile dal reato di ricettazione sulla base dei delitti presupposti, ma la differenza tra i due reati deve essere ricercata con riferimento agli elementi strutturali dell’illecito, quali l’elemento soggettivo, ovvero dolo specifico dello scopo di lucro nella ricettazione e dolo generico nel delitto di riciclaggio; nonché l’elemento materiale, ovvero l’idoneità dell’azione volta a ostacolare l’identificazione della provenienza del bene nel delitto di cui all’art. 648 bis c.p.

Nel caso di specie, l’imputato è stato condannato per il reato di riciclaggio in quanto fermato dalle forze dell’ordine alla guida di un’auto rubata cui era stata apposta una targa falsa. Difatti, la sostituzione della targa deve ritenersi operazione tesa a ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa della cosa e integra il reato di cui all’art. 648 bis c.p.

Tribunale Bari sez. II, 19/01/2016, n.118

Reato di falsità in certificazione amministrativa

Integra il reato di falsità in certificazione amministrativa, e non in atto pubblico, il falso avente ad oggetto la targa automobilistica (nella specie, l’imputato aveva alterato la targa originaria del veicolo,rendendo parzialmente visibili i dati identificativi, con uso di vernice).

Cassazione penale sez. V, 05/06/2014, n.38742

Creazione targa automobilistica

Integra illecito amministrativo, sanzionata dall’art. 100, comma 12 c.strad., la condotta di chi circola con un veicolo munito di targa contraffatta. Tale condotta non integra il reato di falsità materiale in certificazione amministrativa (art. 477 e 482 c.p.), che sanziona la condotta di colui che provveda a creare una targa automobilistica, ancorché riproducente l’originale.

Cassazione penale sez. V, 03/02/2012, n.9424

Falsità in certificazione amministrativa

Il falso avente ad oggetto la targa automobilistica integra il delitto di falsità in certificazione amministrativa e non in atto pubblico. (Fattispecie relativa a falsificazione per soppressione).

Cassazione penale sez. II, 05/07/2010, n.35434

Formazione falsa targa

Risponde dei reati di falso e di uso di timbro falsificato colui che forma la falsa targa apponendovi il falso sigillo dello stato, qualora risulti che la falsificazione, anche se effettuata materialmente da terzi, sia stata operata dietro sua richiesta.

Tribunale Napoli sez. IV, 25/11/2009, n.14724

Falsa targa di circolazione per ciclomotore

La formazione di una falsa targa di circolazione per ciclomotore è da ritenere punibile a titolo di falsità materiale in certificazioni, limitatamente però alle condotte poste in essere a far tempo dall’1 gennaio 2003, data di entrata in vigore del d.lg. 15 gennaio 2002 n. 9 che, all’art. 3, ha dettato una nuova formulazione dell’art. 97 nuovo c. strad. in sostituzione di quella precedente, in base alla quale, a seguito delle modifiche introdotte dall’art. 21 d.lg. 30 dicembre 1999 n. 507, il fatto era sanzionato solo in via amministrativa.

Cassazione penale sez. V, 10/01/2008, n.7621

Apposizione di targa falsa a veicoli e motori rubati

Per la configurabilità del delitto di cui all’art. 648 bis c.p. è sufficiente che il bene oggetto dell’operazione di riciclaggio sia trasformato, ancorché in misura limitata, in guisa da ostacolare la pronta identificazione (nella specie, l’occultamento è stato ravvisato nell’alterazione dei numeri di telaio e nell’apposizione di targa falsa a veicoli e motori rubati).

Tribunale Piacenza, 11/12/2000



6 Commenti

  1. Ho sentito dire che una persona ha denunciato falsamente lo smarrimento della targa. Ora, mi chiedo, questo non sarebbe reato?

    1. È reato anche denunciare falsamente lo smarrimento della targa. È sempre la Cassazione a chiarire che integra il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico la falsa denuncia di smarrimento della patente di guida presentata ai carabinieri considerato che la stessa attestazione di ricezione della denuncia è dichiarativa di attività svolta dal pubblico ufficiale e riveste efficacia probatoria, costituendo presupposto necessario per attivare il procedimento amministrativo di rilascio del duplicato della patente.

  2. C’è chi altera la targa della propria auto solo per evitare un autovelox o il tutor, eludendo le fotografie scattate dagli apparecchi di controllo elettronico. Ma a cosa si va incontro in caso di circolazione con la targa alterata?

    1. Il codice della strada stabilisce che chiunque circola con un veicolo munito di targa non propria o contraffatta è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.988 ad euro 7.953. È l’atto di circolazione a costituire in questo caso «elemento caratterizzante e specializzante la sanzione amministrativa prevista dal codice della strada, e sempre che l’automobilista non abbia alcuna volontarietà nella circolazione del veicolo proprio con la targa contraffatta. C’è anche chi crede che sporcare la targa con del fango o altro materiale che possa renderla illeggibile sia un valido espediente per evitare la brutta sorpresa di una multa. In questo caso, però, le cose vanno meglio per lo sprovveduto automobilista, che sarà tenuto a pagare una multa da euro 41 a euro 168: la stessa, cioè, prevista nel caso di superamento più lieve dei limiti di velocità (per chi non supera cioè di 10 km il limite massimo). Inoltre non scatta la decurtazione dei punti dalla patente (che, invece, nel caso di eccesso di velocità è sempre prevista). Dunque, a conti fatti, il trattamento sanzionatorio per chi non tiene pulita la targa è sicuramente più favorevole rispetto a chi la altera con lo scotch nero.

  3. E se il proprietario dell’auto non si è limitato solo a circolare con la targa contraffatta è l’autore del falso oppure si è volontariamente munito della targa contraffatta? Cosa rischia?

    1. I problemi non finiscono qui. Se infatti il proprietario dell’auto non si è limitato solo a circolare con la targa contraffatta, ma risulta anche essere l’autore del falso oppure si è volontariamente munito della targa contraffatta rischia il procedimento penale. In questo caso, infatti, il codice della strada stabilisce che chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del codice penale. Il reato in contestazione, in questo caso, è quello di uso di atto falso. Capita purtroppo spesso che gli automobilisti, al fine di eludere i controlli elettronici della velocità eseguiti attraverso le fotografie della targa, applichino del nastro adesivo di colore nero sulle lettere o sui numeri della targa stessa, facendo così apparire – ad esempio – una “C” in “G”, un “6” in “8”, ecc. In questi casi, dunque, le sanzioni penali sono particolarmente severe, sempre che emerga la volontarietà dell’uso della targa falsa.

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