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Linea d’arresto superata: quali sanzioni

15 Settembre 2020 | Autore:
Linea d’arresto superata: quali sanzioni

Oltrepassare la striscia bianca posta in prossimità di un semaforo rosso o di un incrocio viola il codice stradale: casi pratici, pene pecuniarie e verbale di contestazione dell’infrazione.

Sei in ritardo per un importante appuntamento di lavoro, stai accompagnando tuo figlio a scuola ma per via del traffico, la campanella è già suonata, sta iniziando lo spettacolo e ancora giri intorno al teatro in cerca di un parcheggio. Capita così che, preso dalla fretta, non ti sei accorto di avere oltrepassato di pochi centimetri la striscia bianca posta all’altezza di un semaforo rosso. Ora cosa succede? Se la linea d’arresto è superata, quali sanzioni vengono applicate? A tal proposito, il Codice della strada è chiaro circa la possibilità di automatico rilevamento dell’infrazione oltre che estremamente rigoroso per quanto riguarda la sanzionabilità.

In conformità di quanto disposto dalla legge, numerosi comandi di polizia municipale si sono dotati di velocar, uno strumento che, installato in prossimità di incroci e di semafori, accerta eventuali superamenti della linea bianca. Queste nuove postazioni non solo fanno multe ma servono a monitorare il traffico. La loro funzione è anche quella di tutelare i pedoni che attraversano e gli altri automobilisti che impegnano l’incrocio, per cui nessuna violazione è consentita.

Semaforo rosso: cosa deve fare l’automobilista?

Quando l’automobilista arriva al semaforo e la luce proiettata dall’impianto è quella rossa, deve immediatamente fermare il veicolo senza superare la striscia bianca trasversale posta sull’asfalto, almeno fino al momento in cui non gli è consentito di ripartire.

Il guidatore deve tenere questo stesso comportamento anche quando la linea d’arresto si trova posizionata all’altezza di un incrocio.

Se la linea bianca manca, il veicolo non deve comunque impegnare l’area di intersezione né l’attraversamento pedonale né tantomeno deve oltrepassare il segnale così da poterne osservare le indicazioni [1]. Contravvenire a queste prescrizioni del Codice della strada può costare assai caro all’automobilista, laddove ai semafori si trovino montati dei sistemi di controllo elettronico, che scattano foto. Le telecamere rilevano l’infrazione anche se la linea d’arresto è stata di poco superata o se è stata oltrepassata con tutte le ruote anteriori. A quel punto, si applica la sanzione.

Semaforo giallo: il guidatore come deve comportarsi?

Se l’impianto semaforico proietta la luce gialla, durante tutto il periodo di accensione, il veicolo non deve oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto, con riferimento al semaforo rosso [2].

Tuttavia, se il guidatore viene a trovarsi in prossimità dell’incrocio al momento dell’accensione della luce gialla ma non può arrestarsi in sicurezza, cioè senza recare intralcio alla circolazione, deve sgomberare l’area di intersezione repentinamente, adoperando l’opportuna prudenza. Perciò, se l’automobilista arriva al semaforo giallo quando la luce è già scattata, ha l’obbligo di arrestarsi, entro la linea bianca, se ciò può avvenire senza effettuare una brusca fermata. Invece, se nel momento in cui arriva, scatta la luce gialla ma il mezzo ha già impegnato l’incrocio, deve oltrepassare il semaforo e liberare l’intersezione il prima possibile.

Qual è la durata minima stabilita per il semaforo giallo

A proposito del semaforo giallo, va evidenziato come il ministero dei Trasporti [3] con l’avallo della Corte di Cassazione [4], ha stabilito la durata minima della luce gialla, ovvero 3 secondi con un limite di velocità di 50km/h.

Ciò consente al conducente un sufficiente tempo di reazione: qualora la luce gialla duri un tempo minore e dovesse scattare il rosso, è possibile impugnare l’eventuale verbale di contestazione emesso in tale circostanza.

Cosa succede se l’automobilista cambia corsia

Un’altra ipotesi ancora è quella dell’automobilista che sbaglia la corsia nella quale deve incolonnarsi. Più precisamente il semaforo è verde per la direzione che vuole seguire e rosso per quello sulla cui corsia si è invece incanalato, oltrepassando la linea.

Se il guidatore si avvede dell’errore e cambia strada ma il sistema di controllo elettronico montato sul semaforo ha già rilevato l’infrazione, la sanzione scatta comunque. In proposito, la Corte di Cassazione ha affermato che non assume rilievo che le segnalazioni del semaforo non vietino la marcia nella direzione successivamente imboccata dall’automobilista. I fatti decisivi sono l’esistenza di un semaforo rosso e la corrispondente linea di arresto non rispettata [5]. Pertanto, anche in questo caso occorre applicare il disposto del codice della strada, il quale prevede la sanzione amministrativa per il conducente del veicolo che prosegue la marcia nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell’agente del traffico vietino la marcia stessa [6].

Cosa succede se il guidatore è costretto a superare la linea d’arresto

Ipotesi ancora diversa è quella in cui il veicolo, correttamente fermo al semaforo rosso, è costretto a spostarsi, superando la linea, per fare passare ad esempio un’autoambulanza, un’auto della polizia o dei vigili del fuoco. Anche in questo caso, il sistema di controllo rileva la violazione e scatta la foto o più precisamente scatta due foto, una quando il veicolo si trova fermo entro la striscia d’arresto, l’altra quando si trova all’incirca al centro dell’incrocio. Il doppio fotogramma consente, quindi, di evitare il problema, dando modo di verificare che la violazione non è realmente avvenuta. Gli agenti accertatori devono solo osservare attentamente le immagini prima di spedire il verbale.

Linea d’arresto superata: è necessaria la contestazione immediata?

Una legge entrata in vigore nel 2010 [7] ha aggiunto all’art. 201, 1° comma-bis, del codice della strada, la lettera (g.bis, la quale prevede delle specifiche ipotesi nelle quali non è necessaria la contestazione immediata dell’infrazione ed è possibile l’accertamento mediante appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento. Al verificarsi di uno di tali casi gli agenti accertatori non sono tenuti a fermare il trasgressore e a multarlo ma questi riceverà la notifica del verbale a casa a mezzo del servizio postale o dei messi notificatori.

Tra le ipotesi contemplate dal codice stradale rientrano anche le violazioni della segnaletica stradale, ivi comprese quelle relative al passaggio con il semaforo rosso e al superamento della linea bianca d’arresto.

In conclusione il verbale elevato dagli agenti accertatori per una di queste infrazioni è valido ed efficace anche se non c’è stata contestazione immediata.

Quali sono le sanzioni per il superamento della striscia bianca

Il mancato rispetto della linea d’arresto bianca, posta all’altezza di un incrocio o di un semaforo, determina l’applicazione della sanzione amministrativa da 42 euro a 173 euro, aumentata di un terzo (da euro 56,00 a 230,67 euro) se le infrazioni sono commesse tra le 22:00 e le 07:00 di mattina.

Verbale di contestazione della violazione: cosa fare

Quando il trasgressore riceve la notifica di un verbale di violazione al codice della strada per essere passato con il semaforo rosso o per avere superato della linea bianca d’arresto, ha tre possibilità:

  1. pagare la sanzione;
  2. non pagare la sanzione;
  3. proporre opposizione nei modi e tempi previsti dalla legge, se sussistono validi motivi a sostegno delle proprie ragioni.

Pagamento della sanzione

Nel primo caso conviene effettuare il versamento della sanzione riportata nel verbale, in tempi brevi. Posto che la legge prevede che le multe vadano pagate nel termine massimo di 60 giorni dalla data di notificazione o di contestazione del verbale, se il pagamento avviene nei 5 giorni dalla notificazione o dalla contestazione immediata, il trasgressore può usufruire di uno sconto del 30%.

Se avviene dopo i 5 giorni ma nel termine dei 60 giorni, il trasgressore paga una sanzione in misura ridotta, il cui importo è comunque indicato nel verbale.

Se paga dal 61° giorno in poi la multa sarà dovuta nella misura ordinaria. L’importo sarà pari alla metà del massimo della sanzione, che equivale al quadruplo della sanzione minima + la c.d maggiorazione semestrale degli interessi, cioè gli interessi di mora del 10% ogni sei mesi di ritardo.

Mancato pagamento della sanzione

Nel secondo caso, ovvero se il trasgressore decide di non pagare, si espone al rischio di ricevere la notifica della cartella esattoriale emessa dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Nei 60 giorni successivi a detta notifica, l’Ente di riscossione può procedere al fermo dell’auto, previa notifica di un preavviso di almeno 30 giorni. In tal modo si vuole dare al trasgressore la possibilità di pagare la multa anche a rate. In alternativa, può richiedere il pignoramento dello stipendio o della pensione del trasgressore.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione può chiedere il fermo o il pignoramento nel termine di 5 anni dalla notifica della cartella esattoriale pena la prescrizione del diritto e l’impossibilità di pretendere il pagamento.

Opposizione al verbale di contestazione della violazione

Se il trasgressore ritiene che il verbale sia illegittimo per un difetto di notifica (si pensi al caso in cui la notifica sia avvenuta dopo i 90 giorni dall’accertamento della violazione, prescritti dalla legge) o per un vizio di forma (ad esempio, nel verbale non sono state indicate le generalità del conducente), può impugnare l’atto. Così come può opporsi al verbale qualora ritenga che la linea d’arresto sulla strada fosse poco visibile perché consumata dalla pioggia o dal tempo. In questo caso, l’automobilista può chiedere l’annullamento del verbale non essendo stato posto nelle condizioni di rispettare la norma.

L’illegittimità del verbale non è comunque automatica ma deve essere pronunciata dall’autorità competente. Il trasgressore, quindi, deve opporsi al verbale nei modi e tempi previsti dalla legge altrimenti lo stesso diviene definitivo e non si può più impugnare.

Gli strumenti a disposizione del cittadino per opporsi al verbale sono il ricorso in autotutela, il ricorso al prefetto e il ricorso al giudice di pace. In proposito è possibile approfondire l’argomento leggendo l’articolo “Contravvenzioni stradali: notifiche e ricorsi”.


note

[1] Art. 41 co. 11 cod. strada.

[2] Art. 41 co. 10 cod. strada.

[3] Nota ministero dei Trasporti n. 67906/2007.

[4] Cass. Civ. sent. n. 27348 del 23.12.2014.

[5] Cass. Civ. ord. n. 9276/2018.

[6] Art. 146 co. 2 cod. strada.

[7] Art. 201 co. 1-bis cod. strada.


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