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Novità autovelox: è il Comune a dover dimostrare che l’apparecchio è visibile

27 Novembre 2013
Novità autovelox: è il Comune a dover dimostrare che l’apparecchio è visibile

Una prova davvero difficile per il Comune: se la sentenza del Giudice di Pace di Vasto troverà ulteriori consensi, vincere un ricorso contro l’autovelox sarà molto più facile.

 

Un’ottima notizia per i collezionisti di multe da autovelox. Una recente sentenza del giudice di pace di Vasto [1] complica la vita – e non di poco – ai Comuni contro i quali l’automobilista multato presenta ricorso. Vediamo di che si tratta.

L’autovelox non deve essere nascosto…

Che l’autovelox non debba essere nascosto è circostanza ormai nota a tutti. Lo strumento di controllo elettronico della velocità, infatti, deve essere ben visibile e non imboscato. È questo l’effetto di una riforma del 2007 [2]: in particolare, è stato introdotto il principio secondo cui la postazione della polizia che rileva in modo automatico la velocità dei veicoli deve essere ben visibile. Ogni utente della strada ha dunque diritto ad avere conoscenza immediata dell’accertamento eseguito. Diversamente, i giudici hanno ritenuto che scattano gli estremi della “truffa” ai danni degli automobilisti (leggi l’articolo “Autovelox nascosto: scatta la truffa. Accolti i ricorsi).

…ma la prova spetta al Comune

Qui però viene il bello. A dover dimostrare che l’autovelox non fosse nascosto non è l’automobilista che ha fatto ricorso al giudice. Al contrario – sostiene il magistrato onorario di Vasto – è il Comune che deve dare la prova che l’apparecchio elettronico fosse pienamente visibile. In pratica, l’automobilista ha diritto a sapere come si svolge l’accertamento. Non è sufficiente, pertanto, che il verbale attesti semplicemente la presenza dell’agente nelle vicinanze dell’apparecchio e che la pattuglia fosse “in bella mostra” sul ciglio della strada.

Secondo questa sentenza, all’automobilista basta semplicemente contestare la visibilità dell’autovelox che ha scattato la foto; con questo comportamento egli onera il Comune della prova contraria: prova che, se viene a mancare, determina l’annullamento della multa del taglio dei punti-patente.

Per vincere la causa, all’amministrazione non bastano le semplici affermazioni contenute nel verbale: ossia l’attestazione di aver rispettato la legge [3] secondo cui bisogna esporre almeno un cartello che segnala il rilevamento elettronico; affermazioni come queste – chiarisce il giudice di pace – non sono assistite da fede privilegiata, nonostante provengano dalla polizia municipale. Infatti, “il concetto di visibilità della postazione è legato alla percezione sensoriale dell’operatore e non è un dato oggettivo e inconfutabile”.

Pertanto, se il Comune non fornisce una prova della esatta collocazione della pattuglia e dell’autovelox, la multa può essere annullata.


Se il Comune non riesce a dimostrare che l’esistenza della postazione fosse effettivamente percepibile da tutti i conducenti, la multa è annullata.

note

[1] G.d.P. Vasto, sent. n. 287/13 (magistrato onorario Alessandra Notaro).

[2] Dl n. 117/07.

[3] Le disposizioni di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b) del Dl 117/07.

Autore foto: 123rf.com


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