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Come contestare una multa per semaforo rosso

16 Settembre 2020 | Autore:
Come contestare una multa per semaforo rosso

Impugnazione del verbale per passaggio col rosso: contestazione immediata, termini di notifica, malfunzionamento del Photored e vizi formali della multa.

Ogni infrazione al codice della strada è punita con una multa e, in alcuni casi, con sanzioni accessorie molto severe, tipo la sospensione o la revoca della patente. Tra le norme maggiormente violate c’è quella che vieta di procedere quando, all’incrocio, c’è un semaforo che segna rosso. Non solo si tratta di un’infrazione molto comune, ma anche difficilmente rimediabile: gli incroci semaforici, infatti, sono dotati di una tecnologia (il famoso Photored o T-Red) che consente di immortalare con assoluta precisione il passaggio del veicolo col rosso. Ciò significa che è impossibile difendersi nel caso di sanzione? Non proprio; il verbale si può impugnare, ma occorre prestare attenzione per non incorrere in un costoso rigetto. Come contestare una multa per semaforo rosso?

Con questo articolo vedremo quali sono i motivi realmente validi che possono indurre un automobilista a impugnare una multa per semaforo rosso davanti al giudice di pace o al prefetto. Come vedremo, molti dei vizi di cui può essere affetto il verbale sono formali, nel senso che possono riguardare il termine di notifica, la presenza di determinate indicazioni al suo interno, l’esattezza della contestazione, ecc. Per quanto riguarda i vizi sostanziali di una multa per semaforo rosso, invece, essi si ridurranno alle ipotesi in cui l’apparecchio che ha rilevato l’infrazione non sia stato tarato e, dunque, abbia fotografato una realtà diversa da quella effettiva. Vediamo allora come contestare una multa per semaforo rosso.

Semaforo rosso: cosa dice la legge?

Secondo il codice della strada, durante il periodo di accensione delle luci rosse i veicoli non devono superare la striscia di arresto. In mancanza di tale striscia, non devono impegnare l’eventuale area di intersezione, né l’attraversamento pedonale antistante, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni.

Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell’agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 167 a 666 euro [1].

Nel caso di recidiva nel biennio (cioè, di commissione della stessa infrazione nell’arco di due anni), all’ultima violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi.

Multa per semaforo rosso: contestazione immediata?

Una multa per semaforo rosso può essere impugnata se non è contestata al conducente così come prevede la legge.

La regola generale vuole che ogni tipo di infrazione al codice della strada venga contestata immediatamente dagli agenti accertatori. Ciò significa che, verificata la violazione, bisognerebbe procedere con la contestazione immediata della stessa e conseguente elevazione del verbale.

La contestazione immediata, tuttavia, non è sempre possibile, per ovvi motivi: si pensi all’automobilista che sfrecci a tutta birra in un centro abitato ove il limite è appena di 50 km/h, al proprietario del veicolo che scappi non appena si accorge che la polizia si sta avvicinando, oppure a colui che, non rispettando il semaforo rosso, superi di volata l’incrocio semaforico.

In ipotesi del genere non è pensabile che un agente o un poliziotto della stradale si lanci all’inseguimento. Ecco perché, quando la violazione al codice della strada è rilevabile attraverso i moderni mezzi tecnologici (tutor, autovelox, Photored ai semafori), è possibile procedere alla contestazione differita della multa.

Secondo la giurisprudenza [2], gli agenti non hanno l’obbligo di contestare immediatamente l’infrazione nel caso in cui attraversi un incrocio con semaforo rosso o nel caso in cui la violazione venga rilevata con dispositivi o apparecchiature gestiti direttamente dagli organi della polizia stradale.

La contestazione differita avviene mediante notifica del verbale entro 90 giorni dall’infrazione. Superato questo termine, la multa può essere impugnata per violazione dei termini di notifica, con conseguente annullamento della stessa.

Nell’ipotesi di multa per semaforo rosso, è legittima la contestazione differita, cioè la contestazione del verbale successivamente all’infrazione, purché avvenga entro novanta giorni dal fatto stesso. In caso contrario, si potrà impugnare il verbale davanti al prefetto oppure al giudice di pace.

Se, invece, all’incrocio era presente la polizia stradale o altra autorità competente e l’autore dell’infrazione, appena resosi conto di aver superato col rosso, si è subito fermato, allora, ricorrendo i presupposti per una contestazione immediata, la multa va fatta immediatamente sul posto. Una contestazione differita sarebbe pertanto illegittima.

Semaforo rosso: malfunzionamento del Photored

La multa per semaforo rosso è la conseguenza della fotografia scattata dai sistemi elettronici posti a guardia del rispetto della lanterna semaforica (per un approfondimento si rinvia alla lettura dell’articolo Photored: cos’è e come funziona).

Come ogni aggeggio elettronico, è possibile che questo presenti qualche malfunzionamento. L’eventuale guasto o la mancata taratura dell’apparecchiatura posta a presidio del semaforo legittima la contestazione della multa per passaggio col rosso. Su questo punto, però, bisogna fare molta attenzione.

La Corte Costituzionale [3] ha stabilito la necessità di sottoporre a revisione periodica la funzionalità e taratura dei dispositivi di controllo elettronico della velocità (ad esempio, tutor e autovelox), al fine di garantire l’affidabilità degli stessi e la loro costante conformità ai requisiti di omologazione.

Questo obbligo di revisione periodica, però, non si applica ai sistemi di rivelazione posti a presidio delle lanterne semaforiche.

A tal riguardo, la Corte di Cassazione [4] ha chiarito che il verbale con il quale viene contestata una multa per passaggio con semaforo rosso è valido anche ove non attesti il controllo periodico della funzionalità dell’apparecchio utilizzato per rilevare le infrazioni.

Dunque, ove si voglia contestare la multa per semaforo rosso, bisognerà dimostrare che il dispositivo non era correttamente funzionante, nonché l’eventuale mancanza dei requisiti di omologazione, così come stabiliti dal Ministero.

Grava sul conducente l’onere di provare errori o malfunzionamenti dei dispositivi di accertamento delle trasgressioni, magari provando la non conformità delle telecamere ai requisiti di funzionamento e smentendo le relazioni di collaudo stilate al momento dell’installazione delle stesse. Sarà necessario dimostrare che il malfunzionamento ha pregiudicato la veridicità delle immagini e, di conseguenza, la legittimità della multa.

Non basterà, dunque, contestare la mancata recente taratura del dispositivo, ma occorrerà anche dare prova (con testimoni o altri mezzi) che l’apparecchiatura non fosse correttamente funzionante.

Vizi formali della multa per semaforo rosso

La multa per semaforo rosso può essere contestata per tutta una serie di vizi formali del verbale, cioè di difetti che riguardano la redazione della multa o l’assenza di elementi essenziali.

La multa per semaforo rosso potrà dunque essere impugnata in assenza di:

  • data, ora e località nei quali la violazione è avvenuta;
  • generalità e residenza del trasgressore ed estremi della sua patente di guida, se immediatamente identificato;
  • indicazione del proprietario del veicolo, quando non sia stato immediatamente identificato il trasgressore;
  • tipo del veicolo e numero di targa;
  • menzione della norma violata;
  • sommaria descrizione del fatto;
  • somma da pagare, termini e modalità di pagamento, ufficio o comando presso cui lo stesso può essere fatto e numero di conto corrente bancario o postale che può eventualmente essere usato;
  • eventuali sanzioni accessorie previste per l’infrazione (sospensione della patente, revoca, ecc.);
  • autorità competenti presso cui fare ricorso;
  • nominativo e firma degli agenti accertatori.

Contestazione multa se la durata del giallo è minima

Una multa per semaforo rosso potrebbe essere contestata anche in virtù della scarsa durata della luce gialla.

In passato si è sostenuto che la luce gialla delle lanterne semaforiche dovesse avere una durata minima di tre secondi, tempo ritenuto utile per arrestare un veicolo che procede a 50 km/h [5].

La più recente giurisprudenza [6], tuttavia, sembra aver sposato un diverso orientamento: la determinazione della durata del giallo deve essere parametrata in base allo stato dei luoghi. Ogni incrocio, infatti, ha le sue caratteristiche (larghezza delle strade, dimensione dell’incrocio in sé, velocità di circolazione, ecc.) che richiedono una regolazione personalizzata, rimessa alla responsabilità del Comune.

Ad ogni modo, se si è in grado di dimostrare che la durata della luce gialla del semaforo è talmente ridotta da rendere impossibile il passaggio dell’intersezione senza che la stessa, nel frattempo, si tramuti in rosso, allora potrebbe essere un valido (ma rischioso) motivo di contestazione della multa per semaforo rosso.

Passaggio col rosso: quando è giustificato?

In via del tutto eccezionale, si può contestare la multa per semaforo rosso se il passaggio all’incrocio, nonostante la proibizione, era giustificato da un motivo legittimo.

Secondo la legge [7], non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.

La multa per passaggio col rosso potrebbe essere contestata se il conducente dimostra che il mancato rispetto della lanterna semaforica è stato giustificato dall’estrema necessità di non poter rispettare il segnale.

Il classico esempio è quello di colui che, trasportando a bordo una persona colta da un improvviso malore, necessiti di raggiungere subito l’ospedale. Stesso ragionamento vale per colui che deve correre in farmacia per acquistare dei farmaci salva-vita per il proprio figlioletto che in quel momento si trova in auto.

Insomma: un’urgente necessità potrebbe giustificare il passaggio al semaforo rosso. Tuttavia, va precisato che lo stato di necessità non può giustificare una condotta spericolata che metta a repentaglio l’incolumità altrui.

Ad esempio, non è giustificato il passaggio col rosso per raggiungere d’urgenza l’ospedale se l’incrocio è particolarmente trafficato e la violazione delle regole stradali può comportare un serio rischio per gli altri utenti della strada.

In sintesi: lo stato di necessità (ovviamente comprovato, ad esempio da documentazione medica o testimonianze) giustifica la contestazione della multa per semaforo rosso, purché non abbia dato luogo a un comportamento obbiettivamente pericoloso per l’incolumità altrui.


note

[1] Art. 146 cod. str.

[2] Cass., sent. n. 8285/2016.

[3] Corte Cost., sent. n. 113/2015.

[4] Cass., sent. n. 11574/2017.

[5] Cass., sent. n. 27348 del 23 dicembre 2014.

[6] Cass., ord. n.567 dell’11.01.2019.

[7] Art. 4, l. n. 689/81.

Autore immagine: Depositphotos.com


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