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Una persona sola può adottare?

16 Settembre 2020
Una persona sola può adottare?

L’adozione in casi particolari: requisiti, modalità ed effetti.

Non sei sposata e non hai un fidanzato da tanto tempo. Complici il lavoro e le varie relazioni sentimentali sbagliate, ora ti ritrovi a 30 anni senza un marito e un figlio. Le tue colleghe hanno già una famiglia e quando le senti parlare dei loro piccoli, la tristezza prende il sopravvento. Tuttavia, il desiderio di diventare madre è così forte che non riesci proprio a rinunciare all’idea di avere un figlio tutto tuo. Ma una persona sola può adottare? Hai letto da qualche parte che in determinati casi la legge consente anche ai single di prendersi cura di un bambino. Per questo vorresti recarti dal tuo avvocato di fiducia per sapere quali sono i requisiti, la procedura da seguire, i costi da sostenere, ecc.

Inoltre, devi sapere che le persone non coniugate possono anche offrire la loro disponibilità per prendere in affido un minore, la cui famiglia stia attraversando un periodo di difficoltà temporanea. Ma procediamo con ordine e vediamo prima come funziona l’adozione.

Adozione: cos’è e quali effetti comporta?

L’adozione è un istituto che fa sorgere un rapporto di filiazione tra persone non legate da vincoli di sangue. Naturalmente, chi intende adottare un bambino deve essere in grado di prendersene cura (ossia deve educarlo, istruirlo, mantenerlo e così via).

Per procedere con l’adozione sono necessari:

  • lo stato di abbandono del minore: il bambino deve essere privo dell’assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti fino al 4° grado;
  • la dichiarazione dello stato di adottabilità: emessa dal tribunale e attestante lo stato di abbandono del minore.

Nel nostro ordinamento, possiamo distinguere l’adozione:

  • legittimante o piena: consente alla coppia sposata da almeno tre anni di accogliere nella propria famiglia un bambino che si trova in stato di abbandono. Tale tipologia crea un rapporto di filiazione identico a quello che esiste tra un figlio nato da una coppia coniugata ed i suoi genitori. Ne consegue che l’adottato diventa figlio degli adottanti, dei quali assume il cognome e non ha più rapporti con la propria famiglia di origine;
  • non legittimante o particolare: prevista in determinati casi indicati espressamente dalla legge, nei quali non si può ricorrere all’adozione legittimante. Il minore acquista la posizione di figlio adottivo dell’adottante e non interrompe i rapporti con la propria famiglia di origine.

Una persona sola può adottare?

Secondo la legge, un bambino può essere adottato anche da chi non è sposato. Detto in altri termini, la persona single o che convive con un compagno può presentare richiesta di adozione al tribunale per i minorenni. Si tratta dell’adozione in casi particolari che rappresenta l’eccezione alla regola ed è ammessa solo nei seguenti casi tassativi:

  • quando il minore è orfano e l’adottante è un parente entro il sesto grado o un estraneo che ha stabilito con il minore un rapporto stabile e duraturo, precedente alla morte dei genitori;
  • quando il minore ha gravi handicap ed è orfano di entrambi i genitori;
  • quando ricorre l’impossibilità di affidamento preadottivo.

Chi intende adottare, pur non essendo sposato, può presentare la dichiarazione di disponibilità al tribunale per i minorenni del distretto dove si trova il minore. Ovviamente, il giudice dovrà valutare se l’aspirante adottante è capace di prendersi cura di un bambino, non solo dal punto di vista affettivo ma anche economico.

Una volta definitivo, il provvedimento che pronuncia l’adozione sarà annotato a margine dell’atto di nascita dell’adottato.

Adozione da parte di una persona sola: quali sono gli effetti?

Il bambino adottato da un soggetto non coniugato:

  • acquista lo stato di figlio adottivo dell’adottante e ne assume il cognome (che antepone al proprio);
  • non diventa parente dei familiari dell’adottante;
  • conserva i rapporti verso la famiglia di origine;
  • assume i diritti successori al pari di un figlio nato in costanza di matrimonio.

Adozione da parte di una persona sola: quali sono i requisiti?

I requisiti previsti dalla legge per l’adozione in casi particolari sono i seguenti:

  • l’età dell’adottante deve superare di almeno 18 anni quella dell’adottando se il minore è orfano e non è possibile procedere con l’affidamento preadottivo;
  • occorre il consenso dell’adottante e l’assenso dell’adottando che abbia compiuto i 14 anni. Se il minore ha 12 anni deve essere sentito (anche se di età inferiore, in ragione della sua capacità di discernimento);
  • deve essere sentito il legale rappresentante (ad esempio, il tutore) del minore di 14 anni o di età superiore se portatore di handicap o se è incapace di esprimere il proprio consenso;
  • è necessario l’assenso dei genitori e del coniuge dell’adottando. In caso di rifiuto ingiustificato, il tribunale pronuncia ugualmente l’adozione.

Una persona sola può avere un bambino in affidamento?

Una persona sola può offrire la sua disponibilità per ottenere l’affido di un minore in condizioni di disagio familiare. A differenza dell’adozione, l’istituto dell’affido è finalizzato ad aiutare il minore e la sua famiglia di origine temporaneamente in difficoltà, affinché il bambino torni dai suoi genitori biologici.

In casi particolari, ad esempio quando il rapporto instaurato tra il bambino e l’affidatario è solido e le problematiche della famiglia d’origine sono irrecuperabili, allora l’affidatario single può diventare genitore adottivo (nella forma dell’adozione non legittimante vista poc’anzi). In tal caso, si assume l’impegno di prendersi cura del minore, il quale manterrà comunque i legami con la sua famiglia d’origine.

Se vuoi saperne di più sull’argomento ti consiglio di leggere l’articolo “Cos’è l’affido familiare“.



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