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Detrazione canone di locazione: requisiti

16 Settembre 2020
Detrazione canone di locazione: requisiti

Al ricorrere di determinati presupposti, il contribuente può detrarre le spese sostenute per l’affitto della casa dalle tasse dovute al Fisco.

Hai affittato un appartamento per viverci con la tua famiglia. Vuoi sapere se puoi portare in detrazione l’affitto nella dichiarazione dei redditi. Come vedremo, la risposta a questo quesito è affermativa. Tuttavia, la detrazione del canone di locazione è possibile solo se ricorrono determinati requisiti.

Lo Stato, infatti, si rende conto che la spesa sostenuta dalle famiglie per l’affitto della casa incide molto sul budget familiare. Per questo, considerando che il diritto all’abitazione è una delle esigenze primarie dell’individuo, si prevede che almeno una parte di questi soldi possa essere recuperata dalle tasse.

Cos’è il canone di locazione?

Ogni famiglia, prima o poi, si scontra con l’esigenza di avere una casa in cui vivere e si ritrova a scegliere se comprare un appartamento oppure prenderlo in affitto. In questo secondo caso, parliamo di contratto di locazione, ossia, il rapporto contrattuale che nasce tra il proprietario di un immobile ed un soggetto, detto conduttore, al quale l’immobile viene concesso in uso per un determinato periodo di tempo.

Con la locazione il proprietario si impegna a concedere l’uso dell’immobile ed il conduttore si obbliga a pagare un canone di locazione mensile pattuito dalle parti nel contratto stesso.

Di solito, la determinazione dell’affitto mensile è rimessa alla libera negoziazione delle parti. E’ il mercato, dunque, a stabilire il prezzo dell’affitto di una casa in base alla città, alla zona, alle qualità dell’immobile, etc.

In certi contratti, come nel cosiddetto contratto a canone concordato, il proprietario, invece, si impegna ad applicare un canone di locazione inferiore a certe soglie che vengono fissate dai sindacati degli inquilini e dalle associazioni dei proprietari.

Resta il fatto che, per le famiglie che sono in affitto, il canone di locazione costituisce una delle principali voci di spesa familiare ed incide moltissimo sul bilancio della famiglia.

Detrazione per canone di locazione: quando è possibile?

Non c’è dubbio che la spesa per l’affitto della casa, al pari delle spese mediche o di quelle sostenute per l’educazione dei figli, è riconducibile ad un bisogno primario della persona: l’abitazione.

Per questo, la legge [1] prevede la possibilità di applicare una detrazione per il canone di locazione all’atto della compilazione della dichiarazione dei redditi. Per poter usufruire di tale beneficio fiscale, tuttavia, occorre rispettare determinati limiti e condizioni.

Il vantaggio fiscale deve essere riportato, per i lavoratori dipendenti che presentano il modello 730, all’interno del quadro E e, per i lavoratori autonomi che presentano il modello Unico, nel quadro RP.

La disposizione legislativa prevede diversi importi per la detrazione del canone di affitto a seconda della tipologia del contratto stesso e della finalità per la quale il conduttore-contribuente ha stipulato la locazione.

Innanzitutto, se hai affittato la casa in nero non potrai mai ottenere la detrazione. Infatti, requisito necessario per ottenere la detrazione dell’affitto è la sussistenza di un contratto di locazione registrato. A ciò si aggiunga che l’immobile che viene concesso in uso in forza del contratto di locazione deve essere usato dal conduttore per le seguenti finalità:

  • abitazione principale;
  • alloggio per studenti universitari;
  • alloggio per lavoratori fuori sede.

La detrazione, inoltre, spetta solo per particolari tipologie di contratto di affitto.

In particolare, per accedere al beneficio fiscale occorre aver stipulato una delle seguenti tipologie di contratto:

  • contratto a canone libero;
  • contratto a canone convenzionale;
  • contratti stipulati dai giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni;
  • contratto per inquilini di alloggi sociali;
  • contratti stipulati dai lavoratori dipendenti a causa del trasferimento per motivi di lavoro.

Detrazione affitto per abitazione principale: quanto spetta?

Non vi è dubbio che, tra le varie tipologie di contratto che abbiamo menzionato, la più diffusa sia quella per l’abitazione principale.

Ma quanto recupera il contribuente grazie a questa detrazione? I contribuenti che sono titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale [3] possono accedere ad una detrazione pari, complessivamente, ad un massimo di:

  • euro 300, qualora il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
  • euro 150, qualora il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non euro 30.987,41.

Per poter accedere alla detrazione occorre fare attenzione ai documenti che comprovano la sussistenza del contratto di affitto. In tal senso, il contribuente deve dunque conservare il contratto di locazione registrato regolarmente e un’autocertificazione con cui si dichiara l’utilizzo della casa come abitazione principale.


note

[1] Art. 16, D.P.R. 917/1986.

[2] L. 431/1998.


1 Commento

  1. Nell’articolo non viene specificato se il titolare di reddito che presenta la dichiarazione dei redditi puo’ usufruire della detrazione per fitto di locazione intestato alla moglie.

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