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Indennità di accompagnamento per tutti gli stranieri regolari

27 Novembre 2013 | Autore:
Indennità di accompagnamento per tutti gli stranieri regolari

L’indennità di accompagnamento è un diritto di tutti gli stranieri con regolare permesso di soggiorno, in presenza dei requisiti sanitari necessari, e non soltanto dei titolari di carta di soggiorno.

Tutti gli stranieri legalmente presenti in Italia hanno diritto all’indennità di accompagnamento se ne ricorrono i presupposti previsti dalla legge italiana per i residenti. Riservare tale misura assistenziale ai soli titolari di carta di soggiorno rappresenta una violazione dei diritti fondamentali dell’uomo. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con una recente ordinanza [1]. Tale provvedimento ha richiamato l’illegittimità costituzionale (della quale abbiamo parlato in questo articolo “Immigrazione: indennità di accompagnamento senza carta di soggiorno”) di una norma della “finanziaria 2001” [2] che accordava l’indennità di accompagnamento soltanto ai titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno). Tale permesso è a tempo indeterminato e può essere richiesto solo da chi è già regolarmente presente sul territorio italiano da almeno 5 anni. La disposizione presente nella suddetta finanziaria escludeva quindi dal beneficio tutti gli stranieri che, seppur in possesso dei requisiti sanitari necessari, non erano regolarmente presenti sul territorio italiano da almeno di 5 anni e pertanto non avevano potuto ottenere il documento di soggiorno richiesto.

L’assistenza alle famiglie con portatori di handicap fortemente invalidanti non può, tuttavia, essere rifiutata in ragione della semplice durata del soggiorno, ma deve essere rivolta a tutti i soggetti legalmente presenti nel nostro Paese, ossia a tutti i titolari di permesso di soggiorno in corso di validità.

L’indennità di accompagnamento ha lo scopo di garantire la sopravvivenza dell’individuo e, così come stabilito nella Convenzione Europea dei diritti dell’uomo [3], in merito alla sua concessione, è vietata qualsiasi discriminazione tra cittadini e stranieri regolarmente soggiornanti in un determinato Paese.


note

[1] Cass., ord. n. 26380 del 26.11.2013.

[2] Art. 80, c. 19,  l. 388 del 23.12.2000, rubricata “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge finanziaria 2001).

[3] Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, art, 14.


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3 Commenti

  1. Per me è uno schifo pensare ai vicini quando tua moglie sta morendo, e per di più, è da persone come Lei che mi aspetterei la scossa, e non quella della sedia elettrica!!!!
    Ho 4 figli, una fidanzata a carico, disoccupato, mi devo tenere i bambini in casa perchè nei 12 posti messi a disposizione dal mio comune di 90000 abitanti la metà sono per zingari e gentaglia simile….. Prendo però 1500 euro all’anno dallo Stato…. Ora mi dica Lei, se fanno un referendum, penserò al vicino o a mia moglie; e se lo fanno a casa del vicino il referendum, lui cosa voterà????
    Mi scuso per lo sfogo….
    Manolo Soru

    1. Gentile Manolo,
      rispetto il suo sfogo e comprendo che leggere notizie su misure assistenziali per stranieri, quando per gli italiani la situazione è drammatica, può non essere piacevole. In merito alla questione dei referendum, io spero si possa avere di fronte un referendum che non contenga un criterio di esclusione, ma che possa tutelare tutti, così come dovrebbe accadere quando si parla di diritti fondamentali dell’uomo.
      Distinti saluti.

  2. Buona sera.
    Vorrei sapere gentilmente, da che momento lo straniero viene considerato messo in regola nel caso con la Sanatoria 2012? Dal momento in qui aveva spedito la domanda o dal 9 maggio 2012 (da questa data sono pagati i contributi)? La ringrazio in anticipo per la Sua risposta.

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