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L’accordo tra Conte e Zingaretti per restare al Governo

16 Settembre 2020
L’accordo tra Conte e Zingaretti per restare al Governo

Il premier e il leader del Pd decisi a proteggere l’attuale maggioranza, anche laddove le forze politiche che compongono l’Esecutivo dovessero fallire alle elezioni regionali. 

Nessun rimpasto, indipendentemente dall’esito delle prossime elezioni regionali. Il Partito democratico non dovrà avere nulla da temere anche in caso di sconfitta al prossimo appuntamento elettorale che si avvicina a grandi passi.

In prima pagina su Repubblica, oggi, si legge di un patto tra il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il segretario del Pd Nicola Zingaretti per blindare il Governo. Questo anche in caso di una bruciante sconfitta alle urne dei partiti che compongono la maggioranza dell’Esecutivo.

Il patto consisterebbe nello status quo: non si tocca nulla, non cambierà niente. In tal modo, si può blindare la maggioranza e continuare a lavorare alla pianificazione degli investimenti con i soldi del Recovery Fund, che è l’obiettivo numero uno per Conte. Lo ha ribadito ieri, dicendo che gli italiani avranno tutto il diritto di mandarlo a casa se perderà questa sfida. Zero rimpasti significa anche non mettere in discussione i delicati equilibri tra i partiti con molti disaccordi, come Pd e 5 Stelle.

Il voto per le regionali in Toscana, Marche, Liguria, Veneto, Puglia, Campania e Valle D’Aosta è atteso per il 20 e 21 settembre. I dem, senza dubbio, sono quelli che hanno più da perdere: si rischia perfino la Toscana, tradizionale roccaforte rossa, ma dopo l’Umbria, altro vecchio bacino di voti per la sinistra, che alle ultime elezioni ha eletto la leghista Tesei, una virata a destra non stupirebbe nessuno. Recenti rilevazioni Ipsos danno la candidata della Lega Susanna Ceccardi a un solo punto di distanza dall’attuale presidente del consiglio regionale toscano Eugenio Giani.

Il patto Conte-Zingaretti, secondo il quotidiano di Molinari, blinda sicuramente il Governo in caso di sconfitte in Puglia e Marche, altra vecchia roccaforte rossa, dove il candidato del centrodestra Francesco Acquaroli sembra avere buoni margini di vittoria, stando ai sondaggi. Se davvero il Pd dovesse perdere anche la Toscana, allora sarebbe forse più difficile restare immobili e non prendere, in alcun modo, atto del tonfo: in quel caso, Tommaso Ciriaco, il giornalista che firma l’articolo, non esclude nemmeno le dimissioni del leader del Pd. Solo un’eventuale vittoria dei dem renderebbe più plausibile un rimpasto, ma non è attualmente l’opzione più accreditata.

Il cosiddetto «patto a due» Conte-Zingaretti, raccontato da Repubblica, è una specie di toppa in vista del buco, per attutire un duro colpo che deve evidentemente apparire ad entrambi all’orizzonte. «L’idea è andare avanti, senza rimpasti – scrive Tommaso Ciriaco -. Solo in caso di vittoria il leader valuterebbe un posto da ministro. Ma se i dem vincessero una sola Regione si riaprirebbe lo scontro per la guida del partito».



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