Più tempo per riscuotere le cartelle esattoriali

16 Settembre 2020 | Autore:
Più tempo per riscuotere le cartelle esattoriali

Raddoppia il periodo a favore del Fisco per promuovere le azioni esecutive, come i pignoramenti, dopo la notifica dell’intimazione: passa da 6 mesi ad un anno.

Il Fisco avrà più tempo per farsi pagare, 6 mesi in più, ma questo periodo in più non è a favore dei contribuenti per eseguire i versamenti spontanei. Si tratta, invece, dell’arco temporale a sua disposizione per poter porre in essere i pignoramenti o le altre misure di recupero coercitivo. Adesso, questo termine raddoppia, passando da 6 mesi a un anno.

Lo prevede il nuovo Decreto Semplificazioni, divenuto legge [1] ed ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che prolunga di altri 6 mesi il tempo utile, dopo la notifica dell’intimazione di pagamento, per eseguire i pignoramenti e le altre misure di riscossione coattiva dei tributi non versati.

Sono i casi della cartella esattoriale non pagata (o rateizzata) entro i 60 giorni successivi alla notifica oppure degli accertamenti direttamente esecutivi, che consentono di avviare le misure esecutive senza la necessità di emissione della successiva cartella di pagamento.

In queste ipotesi, per avviare l’espropriazione forzata dei beni, il Fisco, attraverso l’Agenzia delle Entrate Riscossione, prima di procedere al recupero forzato delle somme deve emettere e notificare al contribuente un’intimazione di pagamento delle somme entro 5 giorni, scaduti i quali può partire con i pignoramenti.

Ma a partire da questo momento non ha un tempo illimitato per avviare le azioni esecutive, bensì un periodo circoscritto: finora, esso era di soli 6 mesi, mentre adesso diventa di un intero anno, durante il quale potrà procedere.

Se l’amministrazione finanziaria non si attiva per promuovere i pignoramenti durante questo periodo, l’intimazione di pagamento diventa inefficace e occorrerà emetterne una nuova, che avrà anch’essa l’efficacia di un anno, anziché di 6 mesi.


note

[1] Art. 26, comma 18, D.L. n.76 del 16 luglio 2020, convertito, con modificazioni, in Legge n.120 del 11 settembre 2020.


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